Proteste, oggi iniziano con i flash mob

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

oggi parte la mobilitazione degli studenti verso il 15 novembre

Nessuna battuta d’arresto da parte dei giovani in questo autunno caldo di proteste e rivolte verso una politica d’austerità che continua a fare dell’istruzione e della scuola i suoi bersagli preferiti. Così, aspettando la manifestazione vera e propria, quella programmata per il 15 novembre, gli studenti del Paese iniziano ad attuare da oggi ciò che avevano promesso e preannunciato sul finire del mese scorso: primi blitz, flash mob e sit in nelle piazze di tutte le città italiane.

IL VIA ALLA MOBILITAZIONE - Sono stati Udu e Rete degli Studenti a lanciare con convinzione la mobilitazione generale dei giovani di Casa Nostra. Così sono previsti per oggi flash mob di denuncia in tutta Italia, che vedranno uniti nel segno della rivolta gli studenti da Trento a Palermo, senza spaccatura tra Nord e Sud. Parte così la ribellione dei ragazzi alla politica dei tagli e all’austerity imposta dall’Europa con cui, ancora una volta, proprio le generazioni del futuro si ritrovano a fare i conti tramite un Decreto Scuola che promette un cambiamento apparente.

CHANGE THE WAY - Pronto lo slogan che animerà anche la Giornata Internazionale per il diritto allo studio del 15 novembre: “Change the way”. Gli studenti, insomma, chiedono un cambio di rotta da parte del Governo che sia evidente e deciso. “E' necessaria un'inversione di marcia da parte del Paese e dell'Europa su istruzione e diritto allo studio, vogliamo un'Europa in cui gli atenei non chiudano, un'Italia in cui gli studenti non abbiano barriere all'accesso e in cui gli idonei non beneficiari non esistano": queste le parole di Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli universitari. La “pancia” degli studenti non solo non si accontenta delle briciole lasciate dal DL Scuola, ma promette una battaglia attiva.

NON SOLO ITALIA - La rivoluzione non dovrà investire solo il nostro Paese, bensì l’Europa stessa, perché i dettami rigorosi imposti da quest’ultima non incidano più sulla realtà formativa portando alla chiusura degli atenei e compromettendo il sacrosanto diritto allo studio. Così Daniele Lanni, portavoce della Rete degli Studenti medi afferma: “Martedì ci mobiliteremo nelle nostre scuole per chiedere che l’istruzione diventi prioritaria per il Paese e non una mera voce di bilancio per cui sembra una missione quasi impossibile trovare degna copertura economica. Siamo convinti che l’inversione di marcia che chiediamo debba essere un’inversione oltre che italiana anche e sopratutto europea affinché politiche di austerity come quelle portate avanti sino ad oggi non siano la causa della chiusura delle nostre università come è accaduto ad Atene”.

UN NUOVO PERCORSO - Saranno gli studenti, insomma, a decretare il cambio di marcia e le coordinate del nuovo percorso da intraprendere verso una “Legge Nazionale per il Diritto allo Studio” che è l’obiettivo principale a cui mirano i giovani in rivolta, in quanto garanzia prioritaria e non più procrastinabile. Così in questa giornata manifesteranno con cartelli stradali che rappresenteranno le problematiche della scuola e dell’università, e saranno al tempo stesso il simbolo vincente del “change the way”.

E tu sei sceso in piazza per manifestare?

Margherita Paolini

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