Roma, in 30mila per la scuola pubblica

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

studenti e prof manifestano per la scuola pubblica

Il sabato pomeriggio di Roma è stato piuttosto animato. La rassicurazione di venerdì sera del ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, sul fatto che non ci sarà nessun aumento delle ore lavorative dei prof, non è riuscita a fermare la protesta. Infatti, ieri sindacati, insegnanti e studenti, accompagnati dalle loro famiglie, sono scesi in piazza a manifestare contro le diverse misure che minacciano di colpire la scuola pubblica.

I MOTIVI DELLA PROTESTA – La manifestazione per chiedere “dignità e futuro per la scuola della Costituzione” è partita ieri alle 15:00 da Piazza dell’Esquilino ed è terminata sotto al Ministero dell’Istruzione. Hanno preso parte alla protesta circa una decina di scuole romane, tra cui il Talete, il Cannizzaro, il Pascal e l’Aristotele. I motivi che hanno spinto i ragazzi a scendere in piazza insieme ai loro prof sono gli stessi contro cui hanno deciso di alzare la voce da giorni: l’aumento delle ore degli insegnanti da 18 a 24 e il ddl 953 (ex Aprea) che prevede l’intervento dei privati nella scuola pubblica.

SCUOLE AL FREDDO - A questi ormai più che noti motivi di protesta si è aggiunta la minaccia del Presidente dell’Unione delle Provincie Italiane, Antonio Saitta, di lasciare le scuole senza riscaldamenti per dimostrare che anche le province sono rimaste al verde. Proprie questo ennesimo attacco all’istruzione deve essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto circa 30mila persone a scendere in piazza al grido di: “Docenti, studenti, né servi, né clienti”.

PROFUMO PROVA A RASSICURARE - In realtà, già venerdì sera il ministro Profumo si era espresso sui motivi che in questi giorni hanno spinto studenti e insegnanti a scendere nelle piazze, uno di fianco all’altro. Tra gli argomenti trattati, primo fra tutti l’aumento delle ore degli insegnanti previsto all’interno della Legge di stabilità: “Non faremo l’intervento nella legge di stabilità, però si è aperta la discussione su questo tema e insieme alle componenti della scuola, le parti sociali e i partiti avvieremo un ragionamento di come dovrà essere la figura dell’insegnante del futuro”. Sulla minaccia delle provincie di lasciare le scuole senza riscaldamenti, si è invece espresso il sottosegretario all’Istruzione, Marco Rossi Doria: “Penso che ci siano ottime possibilità che la vicenda si chiuda e si possa ritornare a parlare di scuola anche in prospettiva futura”. Evidentemente queste parole rassicuranti non sono bastate la mondo della scuola che già ha previsto per domenica, 11 novembre, un nuovo sit - in in Viale Trastevere.

I GIOVANI NON SONO CHOOSY - Intanto, il ministro Profumo ieri mattina ha visitato diversi licei in cui ha avuto l’opportunità di prendere le distanze dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, e di incoraggiare gli studenti: “Voi giovani non siete assolutamente choosy. Se devo confrontarmi con la vostra generazione, voi siete molto più bravi perché vivete in una realtà molto più complessa e con molte meno sicurezze”. Parola di ministro.

E tu sei andato a manifestare oggi? Lo farai nei prossimi giorni?

Serena Rosticci

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