Studenti di nuovo in piazza: appuntamento il 17 novembre

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

La Legge di Bilancio si avvia ad approdare in Parlamento. Sono previste misure anche per il mondo dell'istruzione. Tra le altre cose, sono in arrivo altri dieci milioni di euro anche per le borse di studio per gli studenti: il fondo a disposizione così passerebbe da 217 milioni a 227. Poca roba, in realtà, vista la cronica mancanza di fondi per il diritto allo studio combinata con il caro-rette universitarie. Ad essere scontenti, dunque, non soltanto i sindacati -
che protestano perché i fondi stanziati per l’istruzione sono pochi - ma anche gli studenti: le associazioni studentesche bocciano con largo anticipo la Legge di Bilancio e annunciano uno sciopero per il prossimo 17 novembre.

Fondi per il diritto allo studio insufficienti

Per l’Udu non si assiste "a un’inversione di tendenza" rispetto al sottofinanziamento recente del mondo della conoscenza. Elisa Marchetti, coordinatrice dell’Udu, sottolinea: “In questo Paese studiare è diventato un lusso. Il numero chiuso a livello nazionale impedisce a centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi di iscriversi all’università. Le tasse crescono di anno in anno e le borse di studio sono poche e insufficienti. Questa Legge di bilancio pensa a distribuire sgravi, ma non riesce a invertire la tendenza all’abbandono scolastico in tutte le fasce anagrafiche. Per le borse le anticipazioni parlano di 10 milioni in più. Un primo segnale, ancora troppo piccolo. Serve aumentare di almeno 150 milioni il fondo statale per eliminare gli idonei non beneficiari e quindi investire nel Fondo di finanziamento ordinario per abbassare le tasse nell’ottica della gratuità. E' necessario, infine, un piano di reclutamento nell’università che inverta lo smantellamento dell’accademia, svuotata in pochi anni di 14.000 docenti".

Studenti contro il bonus cultura

Critico anche Giammarco Manfreda, coordinatore della Rete degli Studenti medi: “In questa Legge di bilancio si parla esclusivamente di aumenti di stipendio per i presidi e di 85 euro in più per i docenti, che rischiano però di rinunciare ai famosi 80 euro dell’ex premier Matteo Renzi. Viene riconfermato il bonus di 500 euro ai neo-diciottenni prevedendo un capitolo di spesa di 290 milioni, fondi che potrebbero essere destinati al diritto allo studio, nella legge mai citato. Si sceglie di continuare a investire in bonus spot e sostanzialmente inutili e negli sgravi unilaterali verso il mondo dell’impresa, come quello previsto per chi assume gli studenti che hanno svolto almeno il 30 per cento delle ore di Alternanza scuola lavoro nella propria azienda scambiando quello che dovrebbe essere uno strumento didattico per una fonte occupazionale. Unica nota positiva sembra lo stanziamento di 900 milioni per gli enti locali di cui 400 destinati a interventi di edilizia scolastica, insufficienti per pensare a un piano di risanamento strutturale e duraturo”.

Giornata contro lo sfruttamento

L'Unione degli studenti e la Rete della conoscenza, le altre due organizzazioni di riferimento, fanno proprio il "17 novembre" come data di protesta e lo trasformano nella "Giornata dello sfruttamento" declinandolo sull'Alternanza scuola lavoro voluta dalla "Buona scuola".
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18 novembre 2017 ore 09:30

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