Blitz a Bankitalia: ecco i Draghi Ribelli (30071)

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

protesta draghi

“Noi la crisi non la paghiamo!” è il grido di più di mille ragazzi, tra universitari e precari, che da ieri sono accampati a Via Nazionale, sui gradini del Palazzo delle Esposizioni. Si sono portati le tende e i sacchi a pelo e, dopo aver piantato i picchetti tra i buchi dei sanpietrini, hanno passato la notte davanti la sede di Bankitalia. L’obiettivo? Far sentire davvero la loro voce.

VENIAMO IN PACE - La manifestazione è in corso da ieri alle 16, quando i ragazzi hanno preso posto su Via Nazionale per dare la loro lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al futuro presidente della Bce, Mario Draghi, riuniti nella sede della Banca d’Italia in occasione di un convegno.

Il presidio non è stato autorizzato ma, nonostante questo, la polizia non ha fatto niente per liberare la strada dai ragazzi che, pacificamente, continuano ancora oggi a manifestare cantando e ballando.

LE RICHIESTE - Ieri molti studenti e precari portavano una maschera da drago proprio per simboleggiare la protesta contro Draghi da cui hanno preso il nome “Draghi Ribelli”. Hanno scritto, poi, tutti insieme una lettere a Napolitano, consegnata da tre studenti de La Sapienza, con la quale hanno chiesto al presidente di prendere parola contro i tagli e sulla reale crisi del paese. Il messaggio è stato chiaro: un no netto e deciso a chi vuole pagare i debiti con il loro futuro.

NELLE ALTRE CITTA’ – La protesta è stata organizzata tramite Facebook e Twitter , e per questo si è diramata coinvolgendo anche altre città d’Italia, tra le quali Napoli e Bologna. Nella città partenopea i ragazzi, sotto la Bnl, hanno pranzato all’aperto con una spaghettata. Sui tavoli questo cartello: “Non contate su di noi. Questi erano gli ultimi soldi rimasti”. A Bologna, invece, il clima è stato più caldo: ci sono stati scontri con la polizia e qualche ferito, tra cui una ragazza che ha perso quattro denti.
Certo è che, a quanto pare, i giovani si sono stancati di stare con le mani in mano.

Credi che queste forme di manifestazione possano aiutare a cambiare la situazione? Dì la tua commentando la news!

Serena Rosticci

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21 dicembre 2017 ore 18:30

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