Docenti "lavoratori fragili", chi sono? La circolare del Ministero

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
lavoratori fragili

Molte scuole in Italia hanno ufficialmente iniziato il loro anno scolastico 2020/2021, mentre altre sono in procinto di riaprire le proprie porte. Tuttavia il Covid-19 non è ancora stato sconfitto e l’intero Paese è ancora in stato emergenziale, quindi la ripresa delle attività scolastiche si inserisce in un quadro ancora incerto. E proprio per questo il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato una nota contenente le indicazioni per tutti coloro che rientrano nella dicitura di “lavoratori fragili”.
Scopriamo di cosa si tratta.



“Lavoratori fragili”: cosa prevede il Ministero

Come si può leggere nella nota del Ministero dell’Istruzione, viene innanzitutto specificato cosa si intende per “condizione di fragilità”: vale a dire quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico. Questo status è comunque da intendersi temporaneo ed esclusivamente legato all’attuale situazione epidemiologica, e per tutte le persone che lo ritengono necessario, l’istituto scolastico dovrà avviare la richiesta per la condizione di fragilità seguendo la procedura che segue.

Procedura per richiedere lo status di “lavoratore fragile” nelle scuole

Come si richiede lo status di lavoratore fragile? Lo spiega la nota del MI:
    1. Il lavoratore richiede al dirigente scolastico di essere sottoposto a visita attraverso l’attivazione della sorveglianza sanitaria e fornirà al medico competente, al momento della visita medesima, la documentazione medica relativa alle pregresse patologie diagnosticate, a supporto della valutazione del medico stesso.
    2. Il Dirigente scolastico attiva formalmente la sorveglianza sanitaria attraverso l’invio di apposita richiesta al medico competente (o a uno degli Enti competenti alternativi).
    3. Il Dirigente scolastico concorda con il medico competente le procedure organizzative per l’effettuazione delle visite, anche mettendo eventualmente a disposizione i locali scolastici, se a giudizio del medico sia possibile garantire adeguate condizioni di areazione, igiene, non assembramento; qualora il medico non li giudicasse adeguati, sarà suo compito indicare al lavoratore una diversa sede per l’effettuazione della visita. Nel caso in cui la sorveglianza sia stata attivata presso uno degli Enti competenti alternativi, sarà l’Ente coinvolto a comunicare al lavoratore luogo e data della visita.
    4. Il Dirigente scolastico fornisce al medico competente una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore, della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività, nonché le informazioni relative alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da Covid-19 all’interno dell’Istituzione scolastica.
    5. Il medico competente, sulla base delle risultanze della visita, “esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2 (Covid-19), riservando il giudizio di inidoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative” (Circolare del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020, n. 13). La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico.
    6. Il Dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni.

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23 settembre 2020 ore 15:30

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