Invalsi: studenti non sanno leggere i manuali

Serena Rosticci
Di Serena Rosticci

dati Invalsi affermano che studenti non sanno leggere i manuali

I ragazzi sanno districarsi facilmente tra web e cellulari, ma faticano a comprendere i manuali, siano essi scolastici che di istruzioni. È quanto è emerso dalla prove Invalsi somministrate a circa 2.800.000 studenti tra maggio e giugno 2012 e i cui dati sono stati presentati oggi a Roma.

AIUTO, NON CAPISCO! - Di fronte ai testi narrativi gli studenti non sembrano avere problemi. Le vere difficoltà emergono quando viene richiesto loro di allontanarsi dai testi tradizionali e di fornire delle interpretazioni di dati e grafici funzionali all’esposizione di un testo. In parole povere, gli studenti faticano a comprendere i normali testi espositivi che si trovano nei comuni manuali scolastici faticando a capire anche articoli di giornale e manuali di istruzioni.

COME SI LEGGE UN BIGLIETTO? - Insomma, se gli studenti si trovano in difficoltà nel capire il funzionamento di un semplice elettrodomestico grazie al suo libretto di istruzioni, le cose non cambiano quando si tratta di muoversi nel mondo che li circonda. Infatti, persino leggere una mappa o un biglietto del treno, per qualcuno può diventare un’impresa molto ardua come testimonia, al recente esame di terza media, un quesito di comprensione del testo relativo a un biglietto ferroviario che aveva generato numerose polemiche.

NORD VS SUD - Inoltre, dai risultati emersi nelle prove Invalsi viene confermato lo storico divario tra le scuole del Centro – Nord e quelle del Sud. Infatti, i risultati delle scuole del Settentrione sono al di sopra della media nazionale, mentre quelle del Mezzogiorno leggermente al di sotto e il divario aumenta con l’aumentare dell’età dei ragazzi. Nonostante ciò, migliorano i risultati di Puglia, Basilicata e Abruzzo.

STRANIERI NON RALLENTANO GLI ITALIANI - Ma i dati emersi dai risultati delle prove sono serviti anche per sfatare il mito che nelle classi a maggioranza di studenti stranieri i ragazzi italiani restano indietro rispetto ai loro coetanei. Infatti, anche se è effettivamente vero che i risultati degli studenti di cittadinanza non italiana sono sotto la media nazionale, non è altrettanto vero che i loro compagni di classe italiani vengono rallentati a causa loro. Anzi, dai risultati dell’Invalsi emerge che, nella maggior parte dei casi, i punteggi ottenuti dagli studenti italiani che condividono i banchi di scuola con i loro coetanei stranieri sono alla pari di quelli ottenuti da chi ha la classe composta per la maggioranza da studenti italiani, se non più alti.

E tu ti senti rappresentato dai risultati delle prove Invalsi?

Serena Rosticci

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