Ingegneri: sono i più richiesti, ma loro partono

Ingegneri addio: le aziende li vogliono ma loro partono

Scienziati, medici, ricercatori: non ci si stupisce a vederli fare le valigie e partire verso prestigiose strutture nelle ricche città estere. Ma la fuga di cervelli non riguarda solo questa categoria, anzi: secondo i dati dell’ultimo rapporto Alma Laurea sui laureati italiani, anche i futuri progettisti delle nostre città hanno intenzione di abbandonare il paese. Ben il 50% dei laureati in ingegneria e in architettura dichiara infatti di essere decisamente disponibile ad accettare un lavoro all’estero, secondi solo ai laureati in lingue. Eppure gli ingegneri vantano la fama di trovare lavoro più facilmente di altri specialisti in Italia. E viene confermata dagli ultimi studi del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro: ingegneri ed economisti sono i laureati più cercati.

ADDIO ITALIA – Non stupisce, forse, il dato che fa dei laureati in lingue i più disponibili alla partenza (60%), vista la vocazione internazionale dei loro studi. Ma vedere ingegneri e architetti al secondo posto con una percentuale del 50% circa di intenzionati a lasciare il nostro paese colpisce decisamente di più. Soprattutto perché superano così i laureati nel settore geo-biologico (46%) e chimico-farmaceutico (44%), che più degli altri immaginiamo protagonisti della cosiddetta “fuga di cervelli”. I meno disponibili a partire? Insegnanti ed educatori: solo 1 su 5 lavorerebbe all’estero. Seguono poi giuristi (31%) e medici e professionisti della sanità (36%).

INGEGNERI, MA PERCHE’? – Eppure i laureati in Ingegneria sono, insieme agli economisti, i più richiesti dalle aziende italiane. Lo svelano i dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro sul 2014. Circa il 30% dei profili di laureati richiesti dalle imprese sono infatti rappresentati dai laureati in Ingegneria. I più quotati sono gli ingegneri elettronici e informatici, che da soli compongono il 13% delle richieste. Richiesta anche la laurea in ingegneria industriale (8%) e altri indirizzi (5%). Vanno peggio le cose invece agli ingegneri ambientali e civili, che rappresentano solo il 2% dei profili richiesti.

MA IL LAVORO NON C’E’ – I laureati in Ingegneria sono tra i più quotati dalle imprese e rappresentano, in qualche modo, i “privilegiati” del mondo del lavoro, ma rimane generalizzata la concezione che in Italia il lavoro non c’è o le condizioni non sono vantaggiose come negli altri paesi. Questo è stato confermato poi dalla recente ricerca di Coldiretti secondo cui si parte soprattutto per ragioni lavorative. “Il motivo principale - sottolinea la Coldiretti - che spinge i giovani a lasciare l’Italia è il fatto che il 19% consideri il Paese fermo in cui non si prendono mai decisioni”. C’è poi un 18% che chiama in causa l’eccesso di tasse e il 17% che punta il dito non solo contro la mancanza di lavoro, ma anche con una assoluta mancanza di meritocrazia.

Carla Ardizzone

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