Chi sarà il nuovo ministro dell’Istruzione? Ecco i nomi più accreditati

Marcello G.
Di Marcello G.

Tre nomi per una poltrona, forse per due. Sono quelli che stanno circolando in queste ore come possibili successori di Valeria Fedeli al ministero dell’Istruzione. Il Governo, infatti, sembra ormai cosa fatta; a meno che Mattarella non voglia pensarci ancora un po’ prima di dare l’incarico di formare il nuovo Esecutivo Lega-M5S a Giuseppe Conte, premier designato dall’alleanza giallo-verde. Ma, qualora il Presidente della Repubblica, si trovi d’accordo con Di Maio e Salvini sul nome proposto, quali potrebbero essere gli uomini di cui si vorrà circondare il futuro Presidente del Consiglio? Ovviamente le curiosità maggiori ricadono su ministeri chiave come gli Interni, la Giustizia, l’Economia, gli Esteri, lo Sviluppo economico. Così la partita per il Miur sta passando quasi sottotraccia. A cercare qualche indizio ci ha però pensato Skuola.net. Perché la situazione è tutt’altro che chiara.

Governo Conte: chi sarà il futuro responsabile del Miur?

Gianluca Vago, Vincenzo Spadafora, Salvatore Giuliano: pare essersi ristretta a loro tre la rosa dei pretendenti a Viale Trastevere. Il primo gradito soprattutto alla Lega (con il placet del Movimento 5 Stelle), gli altri due esplicitamente in quota ‘pentastellata’. Tre curriculum differenti che darebbero, a seconda della scelta finale, una diversa impronta alle politiche sull’istruzione. Sempre che il Ministero mantenga la struttura attuale. Visto che, secondo alcuni osservatori, non è da escludere che si decida di tornare alla vecchia impostazione – in vigore fino al 2001 – con la scissione tra ministero dell’Istruzione, da una parte, e ministero dell’Università e della Ricerca, dall’altra. E, a quel punto, non ci dovrebbero essere dubbi sui nomi favoriti per i due dicasteri. Il motivo? Basta leggere la loro storia.

Vincenzo Spadafora: il braccio destro di Di Maio il più accreditato

Partiamo da Vincenzo Spadafora, colui che a detta di molti sarebbe in pole position, soprattutto se l’Istruzione dovesse rimanere un’entità unica. Uomo forte del Movimento e braccio destro fidato di Luigi Di Maio, Spadafora è politicamente il più navigato dei tre. Una carriera, la sua, iniziata negli anni ’90 – poco più che ventenne – alla Regione Campania (come segretario dell’allora Presidente, Losco) e proseguita prima nei Verdi (nella segreteria nazionale) e successivamente nella segreteria del ministero dei Beni Culturali (dal 2006, con ministro Francesco Rutelli). Nel 2008 diventa presidente dell’Unicef. Incarico che lascerà nel 2011, quando verrà nominato primo Garante per l’infanzia e l’adolescenza. Dal 2016 è nello staff di Di Maio. Un profilo probabilmente più adatto per gestire il mondo scuola rispetto a quello dell’università. Per lui, però, potrebbe essere pronto anche il ministero della Cultura.

Gianluca Vago: il rettore della ‘Statale’ di Milano in pole per l’Università

L’esatto contrario di Gianluca Vago, la personalità che fino a pochi giorni fa sembrava quasi certa del posto a Viale Trastevere ma che, ora, pare maggiormente accreditato per ricoprire il ruolo di ministro della Sanità. Rettore dell’università ‘Statale’ di Milano dal 2012, Vago è un noto patologo di livello internazionale. Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1985 e specializzato in Anatomia patologica (sempre nello stesso ateneo milanese), dal 2002 è professore ordinario presso il dipartimento di Scienze cliniche dell’ospedale ‘Luigi Sacco’ di Milano. In passato era già stato accostato alla Lega come possibile candidato sindaco di Milano, ma è visto di buon occhio pure dai ‘pentastellati’. Anche se, apparentemente, non ha nessuna connotazione politica. Una sorta di supertecnico che tornerebbe forse in vantaggio in caso di un ministero ad hoc per le questioni universitarie.

Salvatore Giuliano: il preside innovatore un’ipotesi ancora valida per la Scuola

Se così fosse, per l’altro dicastero – concentrato sulla scuola e sull’istruzione di primo e secondo livello – rimarrebbe calda la pista che porta al vero candidato di un ipotetico governo totalmente Cinquestelle: Salvatore Giuliano. Il vulcanico dirigente scolastico dell’istituto tecnico ‘Majorana’ di Brindisi era stato infatti inserito da Luigi Di Maio nella squadra dei ministri presentata alla vigilia delle elezioni del 4 marzo. E la casella del Miur era occupata proprio da Giuliano: il ‘preside 2.0’. Alla guida dell'istituto brindisino (tecnico industriale e liceo delle scienze applicate) dal 2008, Giuliano si è fatto promotore di diversi progetti innovativi – dagli e-book autoprodotti dai docenti ai tablet per tutti gli studenti, dai laboratori di realtà virtuale e aumentata al Campus tecnologico - che hanno fatto della struttura pugliese una delle più avanzate in Italia per la didattica digitale. Una figura che proverebbe sicuramente a proiettare la nostra scuola nel futuro.


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24 ottobre 2018 ore 16:30

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