I prof protestano: non andremo più in gita

I prof protestano: non andremo più in gita

La riforma della scuola Renzi-Giannini non piace a tutti, e non piace proprio alla Gilda degli Insegnanti di Pordenone, che incrocia le braccia e dichiara che i docenti non porteranno più in gita i loro alunni. Tutti i ragazzi che pensano che questo sarà un problema dei soli studenti pordenonesi, sbagliano di grosso. Infatti il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino de Meglio, ha dichiarato che si tratta di un preoccupante “De Profundis” del turismo studentesco. Il che vuol dire che tutti gli insegnanti che condividono la protesta della Gilda potrebbero lasciare gli studenti a casa senza organizzare l’annuale viaggio di istruzione. In realtà, questa non sarà una grande novità: secondo un recente sondaggio di Skuola.net, infatti, la maggioranza degli studenti ha rinunciato alla gita anche l’anno scorso.

I MOTIVI DELLA PROTESTA - Ma perché gli insegnanti hanno deciso di dare questo dolore ai propri alunni? La risposta è una sola: la riforma della scuola presentata con il piano “La Buona Scuola”. Innanzitutto, ai prof non va giù l'eliminazione degli scatti stipendiali per anzianità e non piace il sistema meritocratico proposto dal Governo. Poi non vedono di buon occhio il taglio di 8mila posti ATA, le modifiche sul sistema delle supplenze e dalle assunzioni e l'annuncio del blocco dei contratti fino al 2017.

Guarda il video su come farsi accompagnare in gita dai prof


Fonte: Skuolanet

ADDIO ALLA GITA? – Rino de Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha poi commentato la scelta degli insegnanti di Pordenone che non porteranno i propri ragazzi in gita per protesta, dichiarando che siamo davanti al “De profundis” del turismo studentesco. In pratica, l’ultimo atto, l’addio per sempre, il saluto supremo. Una tragedia che si compie.

OK, MA COSA CAMBIA? – In realtà gli studenti, prima di disperarsi per la notizia di questa singolare protesta, dovrebbero fare i conti con la realtà che già da qualche anno riguarda le gite scolastiche. Secondo una ricerca di Skuola.net, infatti, la situazione era abbastanza tragica anche lo scorso anno scolastico. La maggioranza dei ragazzi infatti, ben 3 su 5, quasi il 60%, dichiarava infatti che la sua classe non avrebbe partecipato al viaggio di istruzione. L’estero, poi, nell’anno 2013/14 si configurava come un miraggio lontano. La classica gita nelle capitali europee è stata organizzata sono nella minoranza dei casi, e il 70% dei pochi in partenza ha sostenuto che la meta sarebbe stata vicino casa: in Italia e raggiungibile in pullman. E nel 2015, neanche questo?

Carla Ardizzone

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