Referendum Bologna: stop soldi scuole paritarie

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

si è svolto ieri il referendum scuola a Bologna

Eccoci giunti all’ennesima tappa dell’infinita diatriba che vede contrapposte le scuole/università pubbliche e le private. Al centro della questione c’è sempre lui: il denaro delle casse statali. Ieri, a Bologna si è svolto, infatti, il referendum consultivo incentrato sulla questione del finanziamento pubblico alle scuole paritarie. Un evento dalla risonanza nazionale, con risvolti, come al solito, tutti politici. E’ stata, questa, l’ennesima occasione per assistere a spaccature interne ai partiti e dibattiti di posizione non tanto causati dal vero nodo, il problema della formazione e il diritto all’istruzione, quanto dai soliti giochi strategici di parte. Molte personalità del mondo politico e non solo si sono esposte, palesando la loro opinione in merito alla delicata questione.

IL REFERENDUM- In sostanza il quesito rivolto ai cittadini bolognesi è stato a quali scuole destinare i finanziamenti pubblici (nello specifico “le risorse finanziarie comunali”, trattandosi di un referendum comunale). Le possibilità: A - scuole comunali e statali, B – scuole paritarie e private. Il 48,8 % dei votanti ha optato per le scuole pubbliche, mentre il 41,2 % ha votato per la seconda possibilità. Il dato, tuttavia, maggiormente incisivo è che si sono recati alle urne solo 85.934 degli aventi diritto. E’ bene ricordare che il referendum non è vincolante, dunque non esiste nessun obbligo per il Comune di riferimento a tener in considerazione la volontà popolare. Ad ogni modo si è trattato dell’ennesimo fallimento di una classe politica non in grado di guidare con energia e determinazione i cittadini alle urne, neanche quando è in gioco una questione come questa, legata alle giovani generazioni, e che con la politica dovrebbe avere poco a che fare.

OPINIONI CONTRARIE- Una delle maggiori personalità che hanno sposato l’opzione B, vale a dire il “si” ai finanziamenti alle scuole private, è stato Romano Prodi che ha parlato di scelta condizionata dal buonsenso. La medesima posizione è stata sposata dal sindaco Merola e da molti altri esponenti del centro-sinistra. Anche il Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ha espresso il proprio appoggio agli accordi con le scuole paritarie, sostenendo che il sistema finora vigente, vale a dire di integrazione tra scuole materne pubbliche e private, nel suo buon funzionamento ha risposto alla domanda della società, garantendo un posto alla maggior parte dei bambini.

CHIARIRE GLI OBIETTIVI- Il mondo della scuola versa ora più che mai in condizioni troppo critiche, e i tempi della ricostruzione e del riassestamento del sistema dell’istruzione stringono sempre di più. La lotta tra pubblico e privato riguarda tanto le scuole materne, quanto gli istituti secondari e la realtà universitaria. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, alcune poche garanzie dovrebbero essere salvaguardate, e tra queste il diritto all’istruzione. La classe dirigente dovrebbe mettere da parte le esigenze legate ai partiti e accordarsi nella direzione di una nuova stagione per il mondo della formazione, considerando che questa emergente e delicata questione determina la sorte delle giovani generazioni, e quindi del futuro di un intero paese.

E tu sei favorevole o contrario ai finanziamenti statali alle scuole private?

Margherita Paolini

Commenti
Consigliato per te
I Licei Classici migliori d'Italia secondo Eduscopio 2017
Skuola | TV
Prima volta: tutte le difficoltà che si possono incontrare

Ospite in studio una psicosessuologa che ci parlerà delle difficoltà che ragazzi e ragazze possono incontrare durante la loro prima volta.

22 novembre 2017 ore 16:30

Segui la diretta