Scuola e Università, scopri cosa farà il Ministro Fedeli nel 2017

Marcello G.
Di Marcello G.

piano d'indirizzo ministro istruzione fedeli

Innovazione, inclusione, miglioramento della didattica e dei servizi, pace con i prof. Il nuovo corso del Miur prosegue sulla strada della continuità col passato. Come ampiamente prevedibile. Il neo-ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, prima della fine dell’anno ha voluto iniziare a gettare le basi della scuola del 2017. Dare la più ampia attuazione alla legge delega n.107, meglio conosciuta come ‘La Buona Scuola’: sembra essere questa la parola d’ordine. Ma andiamo a vedere, nel dettaglio i contenuti dell’atto indirizzo su cui si muoverà l’azione del ministero di Viale Trastevere nei prossimi mesi. Nove punti che, grosso modo, racchiudono e abbracciano tutto l’universo scuola. Nessuna discontinuità evidente con la Buona Scuola: quello che ha iniziato la Giannini verrà proseguito. Confermato quindi il Piano Nazionale Scuola Digitale, l’alternanza scuola lavoro, le politiche attive per l’inclusione e il contrasto di disparità di genere e cyberbullismo, ma anche il piano per l’edilizia scolastica. Confermata poi l'intenzione di non lasciare cadere nel vuoto le deleghe, con le quali si sta lavorando per a cambiare l'esame di Maturità e quello di terza media (tra le altre cose).

PROF AL PRIMO POSTO

Quindi quelli che aspettavano una rivoluzione e che hanno votato No al referendum sperando anche di liberarsi della Buona Scuola, devono attendere. In questi documenti ufficiali l’ordine dei punti non è casuale, al primo posto c’è la sistemazione di tutte le questioni relative al personale della scuola. La scelta di sostituire la Giannini con una ex-sindacalista faceva sicuramente presagire questa svolta. Infatti uno dei temi di lavoro sarà proprio un nuovo contratto per gli insegnanti, con possibili relativi adeguamenti di stipendio.

INCLUSIONE E DIRITTI AL TOP

Ma del Ministro si sapeva anche che era una paladina dei diritti civili. Quindi al secondo punto riguarda proprio questo aspetto, ovvero tutte le politiche necessarie per il contrasto delle disparità, della dispersione scolastica, del bullismo e del cyberbullimo. Insomma non si vuole, almeno sulla carta, lasciare indietro nessuno, quindi si cercherà di potenziare l’assistenza a chi ha bisogni educativi speciali oppure chi ha problemi economici, garantendo il diritto allo studio. Interessante dal punto di vista degli studenti l’intento di proseguire nel processo di innovazione della didattica, cercando di essere al passo degli standard e delle competenze richieste a livello internazionale, non prescindendo dallo sviluppo di una solida cultura digitale.

TRA IL DIRE E IL FARE

Ovviamente non stiamo qui a scrivere che tutto quello che ha indicato il Ministro si farà, solo in tempo (e la durata del Governo) ci darà se quanto riportiamo in questo articolo si trasformerà in fatti concreti. Però lasciamo a tutti la possibilità di valutare quanto ha stabilito il Ministro e quindi riportiamo il documento integralmente nelle righe che seguono.

1. Formazione

Ridefinire il rapporto funzionale tra formazione iniziale e reclutamento del personale docente. Dare piena attuazione al Piano nazionale per la formazione dei docenti e al sistema di formazione per favorire la crescita e lo sviluppo professionale di tutto il personale della scuola. Valorizzare tutto il personale che lavora nel sistema di istruzione e formazione anche attraverso lo strumento del rinnovo dei contratti nazionali. Sostenere il processo di consolidamento dell'autonomia scolastica e del sistema nazionale di valutazione, ottimizzare l'utilizzazione dell'organico dell'autonomia.
Dare stabilità e certezza di governance agli istituti scolastici attraverso lo svolgimento dei concorsi per dirigente scolastico (DS) e direttore dei servizi (DSGA). Avviare la costituzione di un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita ai sei anni. Rivedere i percorsi dell'istruzione professionale e raccordarli con i percorsi dell'istruzione e della formazione professionale nella prospettiva della implementazione di un compiuto sistema duale.

2. Inclusione

Incentivare, anche con l'ausilio delle nuove tecnologie, culture e prassi inclusive finalizzate al successo formativo di tutti gli alunni e studenti, con particolare attenzione a quelli con disabilità, disturbi specifici dell'apprendimento e in situazioni di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale. Integrare gli alunni stranieri e sostenere le classi multiculturali. Ridurre il fenomeno della dispersione scolastica; attivare azioni rivolte al benessere, ai corretti stili di vita e alla buona convivenza degli studenti e alla prevenzione del disagio giovanile, in particolare con riferimento alla parità di genere, ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e alla lotta alle dipendenze da droga e alcool. Garantire l'effettiva fruizione del diritto allo studio su tutto il territorio nazionale.

3. Innovazione nella didattica

Migliorare e potenziare i risultati di apprendimento degli studenti attraverso processi di innovazione didattica anche in un'ottica internazionale. Sostenere in modo sistematico la flessibilità scolastica curricolare attraverso formati e modelli didattici innovativi e aperti. Realizzare il collegamento tra l'acquisizione delle competenze di cittadinanza al concetto di cittadinanza globale, legando lo sviluppo delle competenze alla piena comprensione delle sfide globali. Potenziare, espandere e valorizzare l'alternanza scuola-lavoro e l'apprendistato, quali momenti essenziali nell'ottica di orientamento, apprendimento permanente e sviluppo dell'occupazione per gli studenti degli istituti secondari di secondo grado appartenenti al sistema nazionale di istruzione. Rafforzare la filiera tecnico-scientifica comprensiva della formazione tecnica superiore.

4. Programma nazionale per la ricerca

Dare efficace attuazione alla strategia del Programma Nazionale per la Ricerca e alla programmazione europea attraverso una sinergia virtuosa con Regioni e stakeholders del sistema ricerca, in particolare, con riferimento agli EPR, alle università e alle infrastrutture tecnologiche e scientifiche territoriali. Avviare gli strumenti di partenariato strategico tra ricerca e sistema delle imprese in un'ottica di piena collaborazione con i territori.

5. Autonomia

Favorire la capacità delle istituzioni della formazione superiore di elaborare e realizzare una programmazione strategica che valorizzi la didattica e gli interventi di ampliamento e innovazione dell'offerta formativa e le priorità autonomamente definite dagli istituti stessi, coerentemente con le linee di indirizzo definite a livello ministeriale. Semplificare - sul modello di quanto approvato per gli Enti Pubblici di Ricerca con il d.lgs. n. 218/2016, ossia di una semplificazione di carattere generale determinata dall'autonomia budgetaria - l'attuale quadro normativo che regola il funzionamento del sistema universitario. Garantire l'accesso alla formazione post-secondaria, universitaria e non, degli studenti bisognosi e meritevoli mediante l'attuazione delle disposizioni contenute nella legge di bilancio per il 2017 e nel decreto legislativo n. 68/2012. Dare piena attuazione alla riforma dell'autonomia degli Enti Pubblici di Ricerca mediante la creazione di appositi strumenti di programmazione e monitoraggio e l'applicazione di idonei sistemi di valutazione. Intervenire, consolidandola e aggiornandola, sull'autonomia del sistema AFAM dando piena realizzazione, mediante appositi regolamenti, a quanto previsto dalla legge n. 508/1999, in particolare, reclutamento, governance, distribuzione territoriale e offerta formativa.

6. Internazionalizzazione

Promuovere il diritto allo studio nel sistema della formazione superiore e la mobilità di studenti e docenti incentivando la crescita e l'internazionalizzazione dell'intero sistema della formazione superiore mediante l'impiego di appositi strumenti e indicatori (anche attraverso il rinnovo dell'Osservatorio nazionale per il diritto allo studio universitario ai sensi dell'art. 20 del d.lgs. n. 68/2012). Semplificare le figure pre-ruolo del sistema universitario garantendo il merito e favorendo al tempo stesso l'ingresso dei giovani nel mondo della ricerca; intervenire aggiornando le norme che regolano il dottorato di ricerca, differenziando le specificità delle diverse aree disciplinari e favorendo la costituzione di Scuole dottorali caratterizzate da principi innovativi in armonia con il quadro europeo. Definire in maniera condivisa nuove linee programmatiche e contenuti in vista del rinnovo del contratto del personale degli EPR. Riallineare, compatibilmente con le risorse finanziarie, le dinamiche retributive dei professori e dei ricercatori dell'università previste dalla normativa attuale.

7. Tecnologia a scuola

Proseguire nell'attuazione del processo di innovazione tecnologica del sistema nazionale di istruzione, in coerenza con i principi del Piano Nazionale per la Scuola Digitale, nell'ambito dello sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali, della metodologia didattica, delle competenze e della gestione amministrativa delle istituzioni scolastiche.

8. Edilizia scolastica

Proseguire nell'opera di riqualificazione del patrimonio edilizio destinato all'istruzione sotto il profilo della sicurezza dell'agibilità e della funzionalità, portando avanti il piano nazionale attivato nel 2014.

9. Lotta alla corruzione

Realizzare azioni volte a garantire una maggiore compliance alla normativa in materia di anti-corruzione e trasparenza attraverso lo sviluppo dei piani e delle misure di prevenzione e repressione della corruzione a tutti i livelli. Migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi. Informatizzare e semplificare i sistemi amministrativi e le procedure. Riordinare e coordinare le disposizione legislative in materia di sistema nazionale di istruzione e formazione finalizzando nel contempo l'azione alla informatizzazione e semplificazione dei sistemi amministrativi e delle procedure e al miglioramento dell'efficienza e della qualità dei servizi.

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