La scuola continua: i segreti per un DaD di successo

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone
didattica a distanza

La DaD è ormai diventata una consuetudine a cui tutti gli studenti si sono abituati. Eppure prima del lockdown, le nostre scuole erano sicuramente poco abituate ad utilizzare piattaforme informatiche nella quotidianità didattica. Diciamoci la verità, per molti di quelli che ci stanno leggendo il massimo della modernità concessa a scuola era il registro elettronico.
E nonostante non fosse certo una novità, c'erano ancora docenti in difficoltà ad usarlo da soli e che delegavano il compito ai loro alunni. Oggi invece, come confermano i dati di Skuola.net, oltre 9 studenti su 10 alle superiori e 8 su 10 alle medie continuano a frequentare la scuola grazie alla didattica a distanza. Ovviamente i problemi non mancano: dalla mancanza di device nelle case degli studenti ala connettività. Di questo e altro si è parlato mercoledì 13 maggio alla tavola rotonda virtuale organizzata da Cisco Italia, che ha analizzato l'esperienza della didattica a distanza nelle scuole durante le settimane di chiusura a causa della pandemia mondiale. L'incontro ha inoltre fornito interessanti spunti di riflessione per il futuro. “La scuola continua! Come costruire una didattica a distanza efficace oggi e per il futuro dell’educazione” il titolo del confronto a cui hanno partecipato importanti rappresentanti del mondo della scuola e della tecnologia.

Didattica a distanza: le esperienze di eccellenza

Cisco Italia è una realtà che, fin dai primi giorni della chiusura delle scuole, si è impegnata con il progetto #lascuolacontinua (e in varie iniziative promosse anche insieme ad altri partner) per dare al mondo dell’istruzione e alle famiglie un supporto valido per la didattica a distanza. L’azienda ha infatti messo a disposizione le sue tecnologie di collaborazione online Cisco Webex e ha sostenuto le scuole nell’adozione di questi strumenti. La piattaforma Cisco Webex, infatti, consente di ricreare classi virtuali e ambienti di apprendimento, lavoro e scambio pensati per avvicinarsi quanto più possibile alle lezioni in presenza, in modo sicuro e accessibile. Al momento sono decine di migliaia gli studenti che stanno usando la piattaforma, e numerosi i casi in cui gli istituti hanno costruito esperienze di eccellenza, nei diversi gradi di istruzione e contesti. Nella tavola rotonda, sono state raccontati alcuni di questi esempi. In particolare, hanno portato la loro voce Eugenio Corsi, direttore dell’Istituto Cristo Re, che si trova a Roma e offre formazione dalle materne fino alle superiori, ed Emilio Arlotta, coadiutore con incarico di primo collaboratore del dirigente scolastico dell’I.T.T.S. Ettore Majorana di Milazzo (ME).

Didattica a distanza, spunti per il futuro

La tavola rotonda, a partire dall'esperienza Cisco con gli istituti italiani, ha permesso di confrontarsi sul tema della didattica digitale, per fare un passo in più e creare nuovi processi che permettano di realizzare un vero e proprio e-learning che sia d’aiuto oggi ma soprattutto per disegnare il futuro, come affiancamento e ampliamento della didattica tradizionale, con il supporto di piattaforme più ricche, strutturate e sicure. Infatti se il punto di partenza per una buona DaD è sicuramente quello dell'adozione della piattaforma giusta, non bisogna infatti dimenticare altri aspetti fondamentali. Primo fra tutti quello di dotare tutti gli studenti di un device (pc/tablet) adeguato e della connettività se assente a casa. Alcune famiglie possono permetterselo, altre no. In questi casi la scuola ha il dovere di intervenire, come hanno fatto ad esempio al Majorana di Milazzo: qui oltre ad aver chiesto e ottenuto circa 15.000 euro dal MI, hanno letteralmente smontato i propri laboratori e le dotazioni informatiche della scuola per distribuirle in comodato ai propri studenti. In seconda battuta anche il ritmo e i contenuti delle lezioni va adeguato ai nuovi strumenti: impossibile pensare di svolgere le stesse ore di lezione frontale di fronte ad un video, senza considerare le opportune pause o variazioni di modalità di apprendimento. Questo si può raggiungere solo formando i docenti, che spesso hanno un gap di conoscenza delle tecnologie rispetto ai propri studenti. Rischiando di essere trollati o hackerati. Quindi anche i prof, cari studenti, devono darsi da fare con la DaD. Ottenendo spesso risultati impensabili: al Cristo Re di Roma anche Educazione Fisica viene svolta a distanza. Il prof si trasforma in un personal trainer e suggerisci gli esercizi da svolgere in quarantena.
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3 giugno 2020 ore 16:00

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