Coronavirus a scuola, i numeri dei contagi: 2% dei focolai da agosto a dicembre

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Con la fine delle vacanze natalizie si è tornati a parlare di scuola, soprattutto in merito al rientro in classe degli studenti data la situazione ancora critica della pandemia in Italia. Gli studenti delle superiori sono stati costretti a rimanere a casa durante gli ultimi mesi del 2020, e all’inizio di questo 2021 la situazione non sembra cambiata, visti anche i numerosi rinvii che il rientro a scuola sta incontrando nelle diverse regioni italiane.
Tuttavia una domanda sorge spontanea: le scuole sono state focolai del virus negli ultimi mesi? A chiarire questo aspetto è stato il Rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità, riportato da Ansa.it, che analizza l'andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni). Scopriamo insieme i dati.

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Le scuole non sembrano essere stati i focolai del virus Covid-19, questo è quanto emerge dai dati pubblicati nel Rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità che ha analizzato l'andamento epidemiologico nazionale e regionale dei casi di Covid-19 in età scolare (3-18 anni) dal 31 agosto al 27 dicembre 2020. In tre mesi di monitoraggio sono stati rilevati 3.173 focolai in ambito scolastico, pari al 2% del totale dei focolai segnalati a livello nazionale. “Se si considera l’andamento settimanale c’è stato un progressivo aumento dei focolai con un picco nelle settimane dal 5 al 25 ottobre, una graduale diminuzione fino al 22 novembre e un nuovo aumento fino al 13 dicembre seguito da una stabilizzazione nella seconda metà del mese”, sottolinea il documento. La maggior parte dei casi in età scolare si è verificata negli adolescenti di età compresa tra 14 e 18 anni (40%), seguiti dai bambini delle scuole primarie di 6-10 anni (27%), dai ragazzi delle scuole medie di 11-13 anni (23%) e dai bambini delle scuole per l'infanzia di 3-5 anni (10%). I picchi di incidenza più alti sono stati riscontrati in Valle d'Aosta (circa 200/100.000) nella classe di età 14-18 anni e in Lombardia, Liguria, PA Bolzano (intorno a 100/100.000) nelle fasce di età 14-18 e 11-13.
Infine lo studio ha osservato come il tasso di ospedalizzazione nella popolazione in età scolare è stato dello 0,7% a fronte dell'8,3% nel resto della popolazione.


Riaprire le scuole è sicuro?

Quindi, dopo aver presentato tutti i dati, il Rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità si conclude con una importante nota in merito alla riapertura delle scuole: è sicuro riaprire gli istituti? “Allo stato attuale delle conoscenze le scuole sembrano essere ambienti relativamente sicuri, purché si continui ad adottare una serie di precauzioni ormai consolidate quali indossare la mascherina, lavarsi le mani, ventilare le aule, e si ritiene che il loro ruolo nell’accelerare la trasmissione del coronavirus in Europa sia limitato - si legge nel documento, che poi continua - . L’esperienza di altri Paesi, inoltre, mostra che il mantenimento di un’istruzione scolastica in presenza dipende dal successo delle misure preventive adottate nella comunità più ampia. - E quindi il documento conclude affermando che - Quando sono in atto e ampiamente seguite misure di mitigazione sia a scuola che a livello di comunità, le riaperture scolastiche pur contribuendo ad aumentare l’incidenza di COVID-19, causano incrementi contenuti che non provocano una crescita epidemica diffusa”.
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27 gennaio 2021 ore 15:00

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