Ministro Fioramonti: Crocifisso in classe? Meglio cartine geografiche e Costituzione

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Il problema del crocifisso a scuola secondo Fioramonti

Uno dei temi più discussi e controversi ormai da anni è la legittimità della presenza o meno del crocifisso nelle aule scolastiche.
A fare chiarezza sulla posizione che la scuola intende adottare in merito all’esposizione o meno dei simboli religiosi, è intervenuto proprio il ministro Fioramonti che ha ribadito come la scuola sia una struttura laica e accogliente nei confronti di tutte le culture, senza alcuna discriminazione.

Obiettivo scuola laica per il nuovo ministro

Per realizzare il progetto di una scuola laica, quale quella italiana si propone di essere, Fioramonti ha lasciato intendere che evitare simboli religiosi di qualsiasi tipo sarebbe la soluzione migliore: "Io credo - ha spiegato - in una scuola laica, ritengo che le scuole debbano essere laiche e permettere a tutte le culture di esprimersi non esporre un simbolo in particolare, ed eviterei l'accozzaglia, diventa altrimenti un mercato". Dal punto di vista del ministro infatti, al posto del crocifisso, sarebbe più utile esporre una cartina geografica del mondo con alcuni richiami alla Costituzione: "Il crocifisso a scuola è una questione divisiva, che può attendere" - avrebbe detto - "Meglio appendere alla parete una cartina del mondo con dei richiami alla Costituzione"
Alla proposta di affiggere la fotografia del presidente della Repubblica Mattarella, il ministro ha però risposto ironicamente che "neanche lui la vorrebbe", allontanando quindi ogni ipotesi in merito.

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Il crocifisso a scuola può attendere

Dopo le dichiarazioni di Fioramonti, alcune fonti del Movimento Cinque Stelle hanno comunque precisato che al momento non è una priorità del governo eliminare il crocifisso dagli ambienti scolastici in quanto sul tavolo delle riforme ci sono ben altri problemi più urgenti da sanare nel mondo della scuola.
Prima di deliberare su questioni che appartengono propriamente a dibattiti che coinvolgono l’opinione pubblica infatti, il M5S ricorda l’urgenza di lavorare su temi ritenuti più importanti come la sicurezza degli edifici scolastici e le varie ristrutturazioni di cui necessitano, e gli aumenti degli stipendi ai docenti e al personale ATA.

Le polemiche sul crocifisso in classe

Come è facile immaginare, le dichiarazioni rilasciate da Fioramonti hanno suscitato non poche polemiche fra i partiti di opposizione i cui esponenti hanno prontamente fatto sentire la propria voce.
Il presidente dei deputati di Forza Italia, Maria Stella Gelmini, ha infatti affermato l’importanza e la centralità di esporre il crocifisso poiché è un elemento rappresentativo delle ‘ radici del nostro Paese’. Non si tratta infatti semplicemente di un banale ‘elemento di arredo’, bensì di un simbolo identitario forte la cui presenza tuttavia non impedisce né l’integrazione né pregiudica l’espressione libera di altre culture e religioni.
Dello stesso parere anche Paola Frassinetti, deputata di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Cultura della Camera, che con fermezza ritiene che ‘i fedeli di altre religioni devono per prima cosa rispettare i simboli della nostra fede, altrimenti, se ne sono infastiditi, nessuno li obbliga a rimanere qua’.
Infine, secondo il pensiero del Monsignor Pennisi, la scelta di togliere il crocifisso dalle scuola, potrebbe fatalmente rivelarsi un passo falso da parte del M5S dato che la propaganda concorrente del leader della Lega Matteo Salvini potrebbe servirsene per trarne adesioni elettorali.

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9 ottobre 2019 ore 14:00

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