Casi di Covid, inizia a sentirsi l'effetto scuola?

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
contagi a scuola covid-19

Le scuole hanno ormai riaperto in tutta Italia e, inevitabilmente, al loro interno si stanno registrando casi di ragazzi e docenti positivi al Covid-19. Parallelamente, i contagi in tutta Italia sono tornati a salire, con moltissimi positivi in poche settimane. Ma, questi due fattori, potrebbero essere legati tra loro? Potrebbe essere proprio la scuola la causa principale dell’impennata di casi a cui stiamo assistendo in questi giorni? Ecco qual è l’opinione degli esperti e del Comitato Tecnico Scientifico.


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Come riportato da Repubblica.it, dopo appena 24 giorni dall’apertura delle scuole, i contagi in tutta Italia sono saliti a 4.458. E tra gli esperti e i componenti del Comitato Tecnico Scientifico si fanno sempre più pesanti le voci che ritengono che l'aumento dei positivi potrebbe essere dovuto anche all'effetto della partenza delle lezioni in presenza; non sarebbe dunque un caso che molto spesso i positivi siano asintomatici o con pochi sintomi. "In questo momento l'epidemia legata alle scuole non riguarda solo gli studenti ma anche tutto ciò che gira intorno, dal traffico, ai mezzi pubblici, ai genitori che si ritrovano fuori da scuola - spiega Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive - L'epidemia si muove all'interno delle famiglie, il singolo caso di un bambino ne genera quattro o cinque tra i parenti".


Il contagio si diffonde nelle scuole?

Quindi, potrebbe esserci effettivamente una correlazione tra la crescita del numero dei casi e la ripartenza delle scuole. Tuttavia, come affermato dallo stesso Andreoni, i contagi avvengono fuori dalle scuole e quindi non è la scuola - in quanto struttura - il centro dei focolai che stanno facendo innalzare nuovamente i contagi in Italia. A riprova di ciò ci sono i dati ufficiali rilasciati dal ministero dell'Istruzione pochi giorni fa, secondo i quali tra studenti e insegnanti non si superano le 2mila unità. Mentre, secondo il report 'ufficioso' elaborato dello studente di Economia a Torino Lorenzo Ruffino,
le classi chiuse per quarantena sarebbero circa 1.200 (meno di 250 le scuole chiuse del tutto).

Non è però da sottovalutare che in alcune regioni si inizia a vedere una crescita del numero di giovani contagiati. Ad esempio, dati alla mano, i ragazzi positivi in Emilia e in Toscana sono stati il 20% del totale dei nuovi casi. Stesso dato per l'area metropolitana di Milano, mentre in tutta la Lombardia sono stati il 15% del totale. La stessa percentuale l'ha diffusa l'Istituto superiore di sanità nell'analisi dei casi degli ultimi 30 giorni; quando fino a luglio 2020 lo stesso dato era rimasto stabile al 5,6%.

Infine, a ritenere che a far crescere i casi siano le trasmissioni intra familiari spesso avviate proprio dagli studenti è Vittorio Demicheli, epidemiologo e direttore sanitario dell'Agenzia di Tutela della Salute di Milano, che ha dichiarato: "Del resto questo tipo di contagi sono l'80% in Italia, visto che i rientri dall'estero sono pochi così come gli screening. E se hai un bambino di 5 anni in quarantena come fai a garantire che non entri in contatto con i genitori. È impossibile".
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29 ottobre 2020 ore 16:15

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