Scuole in pezzi, dal Miur 7000 interventi da luglio

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

Dal Censis allarme amianto e edilizia scolastica

I dati stilati da un rapporto del Censis parlano chiaro: degli oltre 41.000 edifici scolastici statali, in 24.000 non funzionano o non sono a norma gli impianti elettrici, idraulici o termici. Sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi, in 7.200 edifici occorrono interventi su tetti e coperture. Sono 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti e 2.000 le scuole che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto. Edifici malandati e vetusti: più del 15% è stato costruito prima del 1945, altrettanti datano tra il '45 e il '60, il 44% risale all'epoca 1961-1980, e solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.

LA DENUNCIA DEI PRESIDI - Secondo i 2.600 dirigenti scolastici consultati nell'ambito dell’indagine del Censis, per il 36% degli edifici è prioritario avviare lavori di manutenzione straordinaria. Ma nella maggioranza dei casi (il 57%) l'esigenza è dare continuità agli interventi di manutenzione ordinaria. Secondo le valutazioni dei dirigenti scolastici sulla qualità degli interventi realizzati in più di 10.000 edifici scolastici pubblici negli ultimi tre anni, sono più di un quarto le strutture in cui sono stati effettuati lavori ritenuti scadenti o inadeguati. Si tratta del 20,5% delle scuole in cui gli interventi hanno riguardato l'abbattimento delle barriere architettoniche, del 22,5% degli edifici in cui sono stati realizzati lavori di manutenzione ordinaria, del 32,8% delle opere di manutenzione straordinaria, del 33,7% delle strutture in cui sono state realizzate reti o introdotti servizi per la didattica digitale.

POCHI FONDI E TROPPE ATTESE - “La recente assegnazione del 95,7% dei 150 milioni di euro stanziati con il Decreto del fare – spiega il Censis - per l'avvio immediato di 603 progetti di edilizia scolastica rappresenta sicuramente un cambio di passo rispetto alle lunghe e farraginose procedure degli anni passati”. Per garantire la tempestività della manutenzione ordinaria e accelerare la realizzazione dei piccoli interventi necessari è stata prospettata recentemente la possibilità di dotare le scuole di un budget specifico. La maggioranza dei dirigenti scolastici interpellati dal Censis (il 54%) si dichiara favorevole, anche se il 45% condiziona tale eventualità alla semplificazione delle procedure per l'affidamento dei lavori.

RASSICURAZIONI DAL MIUR - "I dati diffusi dal Censis – ha spiegato il Sottosegretario di Stato all’istruzione, Roberto Reggi - non ci colgono impreparati. Il governo conosce bene la situazione dell'edilizia scolastica. Proprio per questo abbiamo in programma già oltre 8.200 interventi da far partire nel 2014. Altri undicimila partiranno all'inizio del 2015. Con le opere previste solo quest'anno interesseremo circa un quarto delle scuole e quindi due milioni di studenti. C'è un forte cambio di passo rispetto al passato. A partire dal primo di luglio partiremo con 7.000 interventi. Entro il 2014 ne avvieremo almeno 8.200 e ne stiamo mettendo a punto altri 11.000 per l'inizio del 2015. Quello che rileva il Censis - sottolinea Reggi - è noto da tempo. Proprio per questo il governo ha fatto dell'edilizia scolastica una priorità e ha impostato questo programma di azioni che sono essenzialmente di tre tipologie. Faremo - continua il sottosegretario - piccoli interventi di decoro e ripristino funzionale, come tinteggiature, ripristino funzionale di impianti idraulici ed elettrici, sistemazione di aree verdi, serramenti e vetri rotti. Questo grazie anche al Piano di reimpiego degli ex lavoratori socialmente utili che oggi si occupano delle pulizie. Saranno 4.293 i plessi interessati da questo tipo di manutenzione a partire dal primo luglio. Altri 8.000 plessi saranno interessati da interventi di questo tipo nel 2015 per un investimento totale sui due anni di 450 milioni di euro". In estate ci saranno 2.700 interventi di manutenzione straordinaria più rilevante, grazie alla riprogrammazione di risorse su graduatorie esistenti, per un investimento di 400 milioni di euro. "Infine, grazie allo sblocco del patto di stabilità, - aggiunge Reggi - si potranno fare, a partire da questa estate, altri 1.266 interventi di ristrutturazione o nuove costruzioni per un valore medio di un milione di euro ciascuno e un investimento complessivo che supererà il miliardo e duecento milioni. La nuova Anagrafe dell'edilizia scolastica che stiamo mettendo a punto ci consentirà poi di programmare le risorse previste dal fondo sviluppo e coesione 2014-20, riguardante gli interventi futuri, con sempre maggior adeguatezza e di gestire al meglio le priorità”.

Lorena Loiacono

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