La Buona Scuola è legge, in vigore tra 15 giorni

buona scuola professori

Il Miur comunica che la Buona Scuola è stata inserita in Gazzetta ufficiale e di fatto diventa legge. Il ministero lo fa sapere attraverso un tweet sul proprio profilo ufficiale, a pochi giorni da quello in cui avvisava che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva firmato il ddl passato alla Camera dei Deputati. La Buona Scuola entrerà in vigore per tutti il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione.


Il ddl è passato alla Camera il 9 luglio in terza lettura con 277 favorevoli e 173 contrari. Il Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini e il Governo, hanno gioito per il risultato, anche se tra gli studenti e i prof precari non è mancato il disappunto e la contrarietà; nelle ore della votazione infatti, fuori da Montecitorio, si sono susseguite diverse forme di protesta.


GIANNINI: "SOLO ATTO INIZIALE PER LA SCUOLA" - A pochi minuti dall'approvazione del ddl della Buona Scuola anche il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini tramite il suo profilo social ha espresso soddisfazione per il traguardo raggiunto. La Giannini considera il voto di Montecitorio un "atto iniziale di un nuovo protagonismo della #scuola", a seguire lo stesso ministro, su Twitter scrive "Oggi consegnata a scuola possibilità di esercitare realmente l'autonomia, potrà essere motore cambiamento" per la Buona Scuola


DAVIDE FARAONE: "CAMBIAMENTO RIVOLUZIONARIO" - A stretto giro era arrivato anche il commento all'approvazione de La Buona Scuola di Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione: "Un cambiamento rivoluzionario per i ragazzi. Grazie a chi ci ha creduto".


STUDENTI DELUSI: "NON C'E' STATO IL CONFRONTO" - Dopo il voto di fiducia alla Camera dei Deputati Link, Coordinamento Universitario, aveva espresso delusione verso il risultato raggiunto a Montecitorio, "Suscitano sdegno e delusione la mancanza di un reale confronto con noi studenti, docenti, precari, abilitati e abilitandi, che in questi mesi abbiamo riempito le piazze di tutto il paese veicolando la nostra idea di scuola pubblica, in netta antitesi rispetto al contenuto del DDL". I rappresentanti di Uds, Unione degli studenti, lanciano su Youtube un video messaggio per disapprovare la decisione della Camera dei Deputati. Forti le parole di Danilo Lampis "Voi non ci avete ascoltato, avete voluto promuovere una consultazione farsa" continua "avete violentato la democrazia, fate gli interessi dei poteri forti" . Nella chiusura del messaggio i ragazzi promuovono nuove forme di protesta a partire da settembre.

BUONA SCUOLA: IL CAPITOLO INSEGNANTI - Ora che la Buona Scuola ha ottenuto il voto definitivo si apre il delicato tema delle assunzioni degli insegnanti. Se tutto va come Renzi&Giannini sperano, già dal prossimo settembre la scuola cambierà i suoi connotati. In particolare, come è ampiamente risaputo (visto che su questo tema si è concentrata gran parte della discussione sulla Buona Scuola), debutteranno nella aule 100mila nuovi prof. Di questi, parte andranno a occupare i posti comuni, parte saranno assegnati al sostegno, e parte al potenziamento dell’offerta formativa. Ma cosa cambierà realmente quando gli studenti varcheranno la soglia della propria aula il prossimo settembre?

L’ESERCITO DEI PROF100 mila professori si catapulteranno senza criterio tra classi, supplenze, laboratori e corridoi? Non sarà così, spiega Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi intervistato da Skuola.net. Il piano assunzioni prevede diverse fasi. “A settembre entreranno nelle scuole solamente i 36.625 professori che andranno a coprire i posti disponibili e vacanti. Tutti gli altri verranno assunti nel corso dell’anno con decorrenza giuridica dal 1 settembre 2015, ma con decorrenza economica dall’effettiva presa di serivizio”. In poche parole, l’anno 2015/16 sarà un anno di transizione, in cui a poco a poco verranno inseriti i quasi 100mila professori dell’organico dell’autonomia.

I PROF E GLI AMBITI TERRITORIALI – Dopo quest’anno di transizione, comincerà la nuova organizzazione del lavoro dei prof. Gli assunti della Buona Scuola (tutti e 100mila, senza differenze) entreranno a far parte degli ambiti territoriali che il Miur dovrà definire entro il 30 giugno 2016. Le scuole, dovranno determinare nel nuovo piano dell’offerta formativa di durata triennale le proprie esigenze, individueranno quindi gli insegnanti di cui ha bisogno dal proprio ambito territoriale. Nel corso dell’anno “di mezzo” 2015/16, spiega Rembado, ogni istituto dovrà “provvedere al POF tradizionale di durata annuale e, nello stesso tempo, mettere a punto il POF triennale. Questa messa a punto sarà fatta in modo che in seguito al 30 giugno 2016, quando sarà fatta la determinazione degli ambiti territoriali di cui farà parte l’organico, ogni istituto potrà individuare gli insegnanti che servono per i propri obiettivi didattici e formativi per i prossimi 3 anni.”

I NUOVI PROF DEL POTENZIAMENTO - Si è parlato molto dei prof del cosiddetto “organico funzionale”, ma Giorgio Rembado chiarisce che non c’è stata una vera e propria codificazione in questo senso. Tuttavia, parte dei 100mila nuovi professori andranno a coprire posti “di potenziamento dell’offerta formativa”. Questo vuol dire che si occuperanno di coprire le supplenze brevi, ma anche i corsi di recupero o il sostegno ai ragazzi stranieri, mano a mano che entreranno nelle scuole durante l’anno. Non avranno una cattedra tutta per loro: questo farà di tali prof una sorta di insegnanti di serie B? “Stiamo parlando di una cosa non ancora sperimentata – sostiene Rembado - bisogna andare un po’ più in là per non cadere in pregiudizi o luoghi comuni prima che possano essere sperimentate le nuove modalità di organizzazione del lavoro". Come sostiene il presidente dell’ANP, non ci saranno differenze contrattuali tra chi occuperà i posti comuni e chi occuperà i posti di potenziamento dell’offerta formativa. La valorizzazione degli insegnanti dipenderà quindi dall’utilizzo e dall’organizzazione del loro lavoro da parte delle scuole.

NUOVI PROF E VECCHI PROF – Piuttosto, fa notare Rembado, “una differenza significativa resta tra i docenti titolari secondo le vecchie regole e i nuovi docenti che verranno individuati dalle scuole dagli ambiti territoriali”. Infatti, mentre i primi rimangono legati all’istituto, i nuovi assunti della Buona Scuola verranno assegnati alle scuole degli ambiti territoriali secondo le indicazioni del POF triennale degli istituti. In teoria, in caso venga meno l’esigenza del loro lavoro e il POF sia modificato in questo senso, potranno essere soggetti ad un cambio di sede. Se questo non avviene, tuttavia, potranno rimanere ad insegnare nello stesso istituto.


Carla Ardizzone

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