Bonus Maturità: penalizzati studenti più bravi?

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

nuove polemiche relative al bonus maturità: la lettera della Ugolini

Il grande protagonista della stagione dei test d’ingresso 2013 è il bonus Maturità, che continua a sollevare polemiche e contestazioni relative alle disparità di cui si è rivelato veicolo. Il cosiddetto percentile ha trasformato in strumento di iniquità manifeste quello che doveva di fatto essere un sistema favorevole ai neo-diplomati meritevoli. L’ex sottosegretario all’Istruzione, Elena Ugolini, ha denunciato le disparità create dal bonus e l’esigenza di rivedere l’organizzazione degli esami di Maturità.

LA LETTERA DELLA UGOLINI
"Le polemiche sorte dopo la pubblicazione sul sito del Ministero dei bonus per le ammissioni alle facoltà a numero chiuso, fa capire perché in questi anni molte università abbiano deciso di introdurre i test d’ingresso. Nel nostro Paese i voti dell’esame di Stato al termine delle scuole superiori non sono comparabili perché ognuna delle 12.144 commissioni usa criteri diversi. Esiste una grande varianza di risultati tra Nord Sud e ci sono differenze anche all’interno delle stesse scuole. La mappa dei risultati pubblicata due giorni fa ricalca quella delle indagini Invalsi e Pisa, anche se disegna un’Italia capovolta: i voti piu alti sono al Sud e i voti più bassi sono al Nord. A chi credere? Il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha cercato, in extremis, di stabilire un criterio per non favorire gli studenti che frequentano scuole di «manica larga», e per evitare l’ingiustizia derivata da una situazione in cui si usano 12.144 parametri diversi. Ma, in presenza del valore legale del titolo di studio, è molto difficile giustificare il fatto che con lo stesso voto, ad esempio 90, si possa prendere il bonus oppure no. Siamo davanti all’assurdo di studenti eccellenti che si trovano penalizzati perché vengono da classi molto buone dove la percentuale di ragazzi bravi era «troppo» alta! Penso sia arrivato il momento di ripensare a come è costruito l’esame di maturità. Non possiamo continuare ad essere schizofrenici. Esiste un unico ministero dell’Istruzione e dell’Università, ma sembra ne esistano due. Ai nostri studenti chiediamo di prepararsi al meglio per la maturità e, al contempo, imponiamo loro di studiare materie diverse per superare i test di ammissione. Diamo loro un voto di maturità con una commissione esterna che costa ogni anno 180 milioni di euro e poi ne riparametriamo il valore ex post. In alcuni Paesi è l’università che fa gli esami di maturità, negli Usa e in Gran Bretagna esistono delle prove standardizzate come il Sat o gli e-levels, in altre Nazioni come la Francia, la selezione per l’ammissione alla facoltà di Medicina avviene dopo il primo anno di università e un breve tirocinio in ospedale. Scegliamo una strada sensata che sappia valutare e quindi valorizzare la preparazione dei nostri ragazzi, senza disorientarli. Sarebbe sbagliato perdere, ad esempio, la parte legata all’orale. È un tratto distintivo della nostra preparazione che molti Paesi ci invidiano perché chiede la maturazione della capacità di argomentare e di comunicare in modo efficace. Sarebbe assurdo, tuttavia, non valorizzare i risultati di prove esterne standardizzate che potrebbero contribuire a costruire il curriculum in uscita di uno studente e ad avere esiti comparabili".

NON POSSIAMO ESSERE SCHIZOFRENICI- La Ugolini parla così delle differenze esistenti nel sistema di attribuzione dei voti del diploma di Maturità, denunciando la penalizzazione di cui sono rimasti vittime gli studenti meritevoli provenienti da classi eccellenti. “Penso sia arrivato il momento di ripensare a come è costruito l’esame di maturità. Non possiamo continuare ad essere schizofrenici”: questo l’invito dell’ex sottosegretario di fronte ai risultati poco soddisfacenti dell’introduzione del bonus Maturità.

NUOVI ESAMI DI STATO - L’appello della Ugolini è insomma quello di riorganizzare l’esame di Maturità in vista di una più equa attribuzione del bonus. Evitare l’ingiustizia che una classe particolarmente meritevole veda i suoi studenti penalizzati in quanto bravi in numero troppo elevato, dovrebbe essere un punto di partenza indiscutibile. E invece, causa percentuale, quest’anno ci hanno rimesso proprio i giovani studiosi che, pur avendo ottenuto un risultato mediamente più alto di altri coetanei, hanno avuto la sfortuna di diplomarsi in una classe di eccellenze.

IL MINISTRO ANNUNCIA LA REVISIONE- E intanto il Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, in occasione di un dibattito durante la festa del Pd a Firenze, annuncia un’imminente revisione del sistema di riconoscimento del bonus. La Carrozza ammette che si tratta di un meccanismo difettoso in quanto l’assegnazione dei voti subisce dei condizionamenti di tipo soggettivo, e quindi genera differenze e disparità. Ma già dal prossimo anno accademico potrebbero entrare in vigore le modifiche del sistema annunciate.

LA DENUNCIA DELLA PROF - Siamo giunti così all’epilogo preannunciato negli scorsi mesi proprio da Skuola.net. Già a luglio si parlava di “percentili della discordia”, ed erano evidenti i primi segnali di protesta verso un meccanismo evidentemente iniquo. Aveva visto bene la Prof del Liceo Classico Tacito di Terni nella sua lettera indirizzata al Ministro, in cui denunciava le mostruosità del sistema, delineando in maniera puntuale il quadro di ingiuste disparità che di fatto si sarebbe venuto a creare a seguito della pubblicazione dei voti e attribuzione del bonus.

E tu sei stato penalizzato o avvantaggiato dal bonus Maturità?

Margherita Paolini

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18 novembre 2017 ore 09:30

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