Bonus Cultura 18app: arriva la petizione per estenderlo ai 18enni del futuro

Carla Ardizzone
Di Carla Ardizzone

Nasce una petizione on line per stabilizzare il Bonus Cultura anche per i nati dopo il '99. Dopo quelli del 2016, infatti, anche per i diciottenni del 2017 è arrivato il "regalino" di 500 euro, da spendere in libri, musica, corsi, con qualche libertà in più sugli acquisti rispetto all'anno precedente. Ma le annate successive, si vocifera, probabilmente rimarranno a bocca asciutta: sembra che difficilmente - a causa, secondo alcuni, di dati iniziali non confortanti - il Bonus per i neo-maggiorenni trovi spazio nella prossima legge di Stabilità. Certo, niente è ancora detto: per questo si corre ai ripari.

18app per tutti: la petizione on line

"Si tratta di un contributo fondamentale per i ragazzi che hanno a disposizione 500 euro da spendere in libri, musei, concerti, teatro, cinema, formazione e musica" - si legge sulla petizione su Change.org, indirizzata alle istituzioni. "Chiediamo al Governo italiano di rendere questo strumento permanente anche per i futuri 18enni stabilizzandolo nella prossima legge di bilancio. Un provvedimento che anche altri Paesi ci stanno copiando non può diventare in Italia solo un esperimento temporaneo".
A 3 giorni dalla creazione, la petizione ha raccolto quasi 400 firme.

Bonus cultura esteso ai futuri 18enni: favorevoli e contrari

Sul gruppo facebook 18app - Bonus cultura 500€ 18enni - diciottapp, dove ben 14mila ragazzi si confrontano sull'argomento, è nata una discussione sull'iniziativa. Estendere il bonus cultura anche ai 18enni dal 2000 in poi, sì o no? Tra i favorevoli, ci sono ovviamente i futuri maggiorenni: "Io lo userei per pagare i libri dell’università, quindi spero davvero che lo inoltrino anche ai 2000", scrive un utente. Ma non tutti sono d'accordo: "Da come molti lo usano per me è un grandissimo NO" scrive un membro del gruppo, riferendosi all'uso improprio con il quale alcuni ragazzi hanno usato parte del bonus per comprare articoli di cancelleria, in particolare on line. "Sarebbe bello finanziare le scuole piuttosto, garantire l'accesso e il miglioramento di più servizi scolastici" commenta un altro contrario. "Se per questo non è giusto neanche che voi del '99 abbiate la possibilità di acquistare CD e noi del '98 cilecca. Quindi no" polemizza un ragazzo, riferendosi alle maggiori possibilità di acquisto riservate alla "seconda edizione" dell'iniziativa.

Bonus cultura, uno strumento per il diritto allo studio?

Insomma, il Bonus Cultura fa parlare, e se non mancano quelli che ne evidenziano i punti di debolezza, c'è chi difende a spada tratta il progetto. "18app è - forse inconsapevolmente - una grande misura di equità sociale e di sostegno al diritto allo studio universitario, naturalmente in questo secondo caso per quanto riguarda l'acquisto dei testi richiesti dagli atenei" - si legge su Change.org tra i post dei sostenitori della petizione - "Per di più, quest'iniziativa ha risollevato il mercato editoriale senza alcuna sovvenzione a fondo perduto, o qualsiasi altro intervento che non producesse un ritorno diretto per le casse dello stato". In effetti, come emerso dagli ultimi dati di Amazon.it, nei primi 9 mesi di vita il Bonus è stato speso sulla piattaforma - tra le più usate dagli studenti per gli acquisti on line - in particolare per libri di narrativa, ma anche e soprattutto manuali e kit di preparazione ai test universitari. Tra i primi 10 titoli citati dal sito di e-commerce, infatti, oltre all'immancabile Harry Potter, si trovano testi per la facoltà di Ingegneria e per la preparazione ai test di Medicina e alle professioni di area sanitaria. Così il Bonus Cultura ha forse contribuito a realizzare il sogno di qualcuna delle aspiranti matricole che, proprio in questi giorni, stanno facendo i conti con punteggi e graduatorie. E allora, sarà davvero il caso di accantonarlo?
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