Bonus cultura: 18app da flop a top grazie ai '99

Marcello G.
Di Marcello G.

bonus cultura successo tra i '99 boom di registrazioni

Sarà per le polemiche che ne hanno accompagnato il lancio oppure per il sistema ormai ben oliato dopo un anno di rodaggio. Fatto sta che la seconda edizione del Bonus cultura sembra essere partita col piede giusto, sicuramente meglio rispetto al debutto (nel 2016). A differenza dei nati nel ’98 – che l’anno scorso per primi poterono usufruire di 500 euro da spendere in prodotti culturali – la risposta della classe ’99 è stata molto calorosa. Dopo appena 18 giorni, sono stati ben 93mila (sui circa 500mila aventi diritto) i neomaggiorenni che si sono registrati alla piattaforma 18app; siamo già nell’ordine del 20%. Un dato ancora più emblematico se paragonato a quello registrato dodici mesi nello stesso intervallo di tempo: +58%.

Tra i ’99 e il bonus è sbocciato un amore inaspettato

La prima conseguenza di questo boom del bonus cultura – anno II è un’impennata anche nella velocità con cui i ragazzi stanno spendendo i loro 500 euro. In circa tre settimane dal via ufficiale per i ’99, sono stati convertiti in voucher - da utilizzare per acquisti su siti di e-commerce o in negozi fisici - attorno agli 8 milioni (+195% rispetto al 2016). Impressionante il cambio di passo, soprattutto se ricordiamo come andò con i ‘98: a fine gennaio 2017, a oltre tre mesi dalla partenza, erano stati spesi poco più di 18 milioni di euro, appena il 6,3% dei 290 milioni stanziati dal Governo. Solo da quel momento in poi, complice l’eco che il presunto flop dell’operazione riuscì a generare e soprattutto una deroga sulla data di chiusura delle registrazioni al portale (fissata al 30 giugno), le cose migliorarono. Ma alla fine solo il 61% degli aventi diritto sfruttò l’occasione.

bonus cultura successo tra i '99 boom di registrazioni

Tra le categorie ora c’è anche la musica: un fattore decisivo?

Ora ci troviamo di fronte a un quadro completamente diverso. Le proiezioni ci dicono che, a giugno, la stragrande maggioranza dei ragazzi si sarà registrata. Ma quali possono essere le ragioni di questo amore sbocciato all’improvviso tra i neomaggiorenni e il Bonus cultura? Probabilmente molto del merito è da attribuire alle modifiche apportate dal Governo al regolamento che disciplina il funzionamento del Bonus: da quest’anno, infatti, oltre alle categorie già presenti nell’elenco – libri, biglietti per cinema e concerti, ingressi a teatri e parchi, mostre, fiere ed eventi – è stata introdotta la possibilità di comprare musica (sia su supporto fisico che in formato digitale) e corsi di lingua, di musica e di teatro. E, aldilà della conferma dei libri come scelta nettamente preferita (degli 8 milioni di euro spesi, oltre 7 milioni sono andati proprio in letture), al secondo posto si è subito piazzata la musica: più di 500mila gli euro usati.

Le polemiche potrebbero aver lanciato la volata al bonus

Ma, aldilà di questo, ci sono altri motivi che potrebbero aver spinto i ’99 a credere di più nel Bonus cultura. Proprio l’allargamento delle categorie, con il conseguente scontro tra vecchi e nuovi maggiorenni, ha riacceso i riflettori sull’iniziativa, esattamente nei giorni in cui stava per ripartire. A molti nati nel ’98 non è proprio andato giù il fatto di non poter comprare musica. Così come il miglior funzionamento della piattaforma rispetto all’avvio a singhiozzo che caratterizzò il debutto. Ma anche la notizia, circolata nelle stesse settimane, che forse sarebbe stato l’ultimo anno del bonus potrebbe aver giocato il suo ruolo. Ora, però, visto il successo – inaspettato in queste dimensioni – il Governo ci sta ripensando: nella bozza della prossima legge di bilancio è stata inserita una norma che non solo rinnova il Bonus per i nati nel 2000 ma che lo rende addirittura stabile, per tutti i ragazzi che diventeranno maggiorenni da qui in avanti.


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18 novembre 2017 ore 09:30

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