Bocciati in aumento: ecco i dati del 2013

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

scuola 2013: il numero dei bocciati in aumento

Bocciati in aumento, seppure non di molto, nel 2013. In particolare, a cadere sotto la penna priva di pietà degli insegnanti sono gli studenti di primo e terzo superiore. A questo quadro si affianca quello del preoccupante aumento degli abbandoni scolastici. A rendere noti in anteprima i dati dell’Ufficio statistica del Ministero dell’Istruzione è Repubblica.it.

2013: MENO PROMOSSI - Si inverte nel 2013 l’andamento positivo di bocciati in calo che aveva riguardato gli ultimi quattro anni. Infatti dal 2007/2008, quando quest’ultimi avevano sfiorato il 16,2%, tale percentuale era andata decrescendo sino al 13,4% del 2011/2012. Nell’ultimo anno, invece, i non scrutinati hanno concorso a rialzare tale soglia. Infatti, secondo i dati dell’Ufficio statistica del Miur pubblicati da La Repubblica.it, mentre le bocciature dei primi quattro anni di licei, istituti tecnici e professionali sarebbero rimaste stabili all’11,8%, gli studenti non scrutinati sarebbero aumentati dello 0,2% passando dall’1,6% all’1,8%. La maggior parte di coloro che non si sono visti recapitare la promozione si concentra tra il primo e il terzo anno di scuola superiore: crescono dello 0,6% i primi e dello 0’8% i secondi.

L’ESERCITO DEI NEET - Altro fenomeno negativo in cui il nostro Paese si accaparra la pole position in Europa, è quello dell’abbandono scolastico. È quasi 1 alunno su 5, ma nel Sud la percentuale è del 25%, ad abbandonare la scuola molto presto. E sono proprio quest’ultimi ad infoltire ogni anno l’esercito dei Neet, vale a dire di tutti i ragazzi di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, oltre due milioni.

LA CAUSA DEL FENOMENO - E’ Stefano Molina, dirigente ricercatore della Fondazione Agnelli, a parlare delle cause di un tal fenomeno sul Corriere della Sera: “Da noi la scuola media funziona come un setaccio che divide i ragazzi in tre gruppi: i più bravi al liceo, quelli così e così negli istituti tecnici, e i più scarsi nelle scuole professionali. Così si uccide la possibilità di fare degli istituti professionali, di cui pure il Made in Italy avrebbe tanto bisogno, una scuola seria”. Insomma una larga fetta di responsabilità degli abbandoni scolastici risiederebbe nella mancanza di informazione, nella cattiva scelta delle scuole superiori, dettata spesso e volentieri da un fallace orientamento alle medie come anche dal pessimo meccanismo di selettività e divisione tra bravi e meno bravi applicato in tenera età, soffocando e mortificando le inclinazioni del singolo studente.

E tu hai scelto bene la scuola superiore?

Margherita Paolini

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