Azzolina: nelle scuole 3,5% dei contagi, combattere per tenerle aperte

Ilaria_Roncone
Di Ilaria_Roncone
focolai coronavirus scuola

La ministra Azzolina non ci sta a far chiudere le scuole e continua a difenderle. I dati parlano chiaro secondo la prima del ministero dell’Istruzione: nella scuola italiana si individua solo il 3,5% dei focolai dell’intero paese e questo dato risulta migliore di quello di molti altri paesi europei. La ministra ha sottolineato che, chiudendo nuovamente le scuole, “rischiamo il disastro educativo, sociologico, formativo e psicologico”.


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  • La lotta del Miur per tenere aperte le scuole


    “Continuerò a battermi per tenere aperte le scuole”: questa la dichiarazione senza se e senza ma della ministra Azzolina che ha voluto parlare all’Italia e agli studenti. Fermo restando che “dobbiamo essere molto prudenti” la ministra ha specificato che “i ragazzi hanno diritto ad un pezzo di normalità nella loro vita”. L’intento del Miur è quello quindi, compatibilmente con la situazione della curva epidemiologica, di tenere aperte le scuole anche qualora dovessero esserci ulteriori limitazioni poiché “più si limitano le attività fuori la scuola più si abbassa il rischio dentro la scuola”. La scuola non può e non deve essere sacrificata perché classificata come attività non produttiva, ha sottolineato la ministra, poiché è “la principessa delle attività produttive, senza formazione non abbiamo futuro”.

    “Un bambino che deve imparare a leggere e scrivere non può farlo da dietro uno schermo”


    L’intervento a Radio Anch’Io Azzolina ha dedicato alcune parole anche ai bambini di prima elementare, quelli che si trovano ad arrivare in questo sfortunato anno sui banchi di scuola per la prima volta: “Un bambino che deve imparare a leggere e a scrivere, non può farlo da dietro uno schermo”. Riporta anche quello che è stato detto da “gran parte della comunità scientifica”, ovvero che “i rischi a scuola sono minimi e sono calcolati anche sulla base del lavoro che è stato fatto per rientrare”. Proprio in virtù del lavoro fatto la scuola è “un luogo protetto” e “da metà agosto abbiamo chiesto test rapidi, è importante farli nelle scuole, questo significa evitare di mandare intere classi in quarantena”.

    Scuola come fondamentale strumento di tracciamento


    La Azzolina ha parlato di test rapidi nelle scuole e di quanto sarebbe utile poiché “ permetterebbe anche di scoprire gli eventuali asintomatici. Io i test rapidi li chiedo da metà agosto per le scuole, sono fondamentali”. Dalla scuola arrivano dati chiari: le Asl li raccolgono e li comunicano all’Iss “che pubblica un rapporto complessivo una volta a settimana: l'ultima volta ha riferito che nelle scuole c'è il 3,5% di focolai rispetto a quelli di tutto il paese, sono dati buoni anche rispetto agli altri Paesi europei”.
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    3 marzo 2021 ore 15:30

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