Alternanza, no tax area, numero chiuso: novità Miur per scuola e università

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Altre novità in arrivo per l'alternanza scuola/lavoro. Già con il decreto 'milleproroghe', convertito in legge a metà settembre dal Parlamento, è stata differita al 1° settembre 2019 (invece che al 2018) la riforma con cui lo svolgimento del periodo di tirocinio formativo obbligatorio diventa requisito utile per l’ammissione all’esame di Stato. Attenzione, però, perché il Miur non vuole fermarsi qui e vuole dare seguito alle parole del ministro Bussetti che da fine agosto ribadisce su tutti gli organi di informazione che "così l'alternanza scuola/lavoro non funziona" e bisogna modificarla.

Come cambierà l'alternanza scuola lavoro?

Nella bozza di Pnr, il Programma nazionale di riforma, esaminato ieri dal consiglio dei ministri, ci sono dunque altri dettagli sul futuro dell'alternanza scuola/lavoro. Nelle intenzioni del ministero dell'Istruzione, infatti, l'alternanza viene definita "non più come un obbligo ma come un’opportunità sia per gli studenti che per le strutture, con percorsi di qualità, rispondenti a standard di sicurezza elevati e coerenti con il percorso di apprendimento dello studente interessato". Tutto questo "per cercare di adeguare il più possibile la scuola e le università alle esigenze del mondo del lavoro".

Inclusione ed educazione sportiva tra gli obiettivi principali

Ma l'alternanza non è l'unico aspetto su cui il Governo ha urgenza di mettere mano. In base a quanto scritto nel documento, sono allo studio diverse misure per garantire le prestazioni e i servizi necessari per raggiungere la piena inclusione scolastica e assicurare il diritto allo studio agli studenti diversamente abili o con bisogni educativi speciali. Nonché norme per garantire agli studenti una sana e corretta educazione motoria, con l’inserimento fin dalla scuola primaria di docenti laureati in scienze motorie e sportive e la riorganizzazione dell’attività sportiva scolastica.

Le misure previste per l'università

Il governo Conte, parallelamente, sembra in procinto di intervenire anche sul settore università. Nel Programma nazionale di stabilità, allegato alla Nota di aggiornamento del Def (documento di economia e finanza), sono stati aggiunti paragrafi dedicati alla 'no tax area' e alla revisione del numero chiuso (non si parla però di una sua abolizione, ndc). Nel dettaglio, "si procederà alla revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso l'adozione di un modello che assicuri procedure idonee a orientare gli studenti verso le loro effettive attitudini". Per la 'no tax area', invece, "è prevista la stabilizzazione da parte delle Regioni del Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio per gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi, e la semplificazione delle procedure amministrative necessarie all'erogazione delle borse di studio". Infine spazio anche al piano straordinario di assunzioni dei ricercatori e a misure che favoriscano l’approdo in cattedra dei giovani.
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