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Concetti Chiave

  • Archiloco si definisce come portatore di un dono sacro, evidenziando l'unione tra poesia e vita reale nel contesto della sua epoca.
  • Baudelaire utilizza l'immagine dell'albatro per illustrare la crescente alienazione del poeta nella società moderna, che lo deride e lo considera inutile.
  • Rimbaud radicalizza la figura del poeta isolato, vedendo nel rifiuto sociale un'opportunità per esplorare nuovi mondi, anche se porta a una sensazione di stanchezza e rassegnazione.
  • La concezione del poeta evolve nel tempo, con poeti dell'Ottocento che cercano di ridefinire il ruolo del poeta, mantenendo l'idea di un dono speciale non più apprezzato dalla società.
  • Il legame tra sacralità della poesia e vita quotidiana è un tema centrale che attraversa la storia della poesia, dalla sua origine fino all'Ottocento.

Qual è il ruolo del poeta nella storia?

Cos’è un poeta? Alle origini della civiltà occidentale, il greco Archiloco si definisce in maniera limpida e concisa come portatore di un dono sacro concessogli dagli dei.

Questa concezione rimane nella sostanza valida fino all’inizio dell’Ottocento, quando il ruolo del poeta entra profondamente in crisi e viene ridiscusso; i testi di Coleridge, Leopardi, Baudelaire e Rimbaud provano a ridefinirla: rimane l’idea che il poeta abbia un dono speciale che lo rende diverso dagli altri, ma questo dono sembra non essere più per nulla apprezzato dalla società di cui egli fa parte.

Archiloco: poeta e guerriero

Servo io sono di Enialio di Archiloco: La poesia viene descritta dal lirico greco Archiloco come un dono degli déi. Nello stesso tempo Archiloco si definisce insieme un poeta e un guerriero; la poesia, ai suoi tempi, non è un mestiere a sé ed è perfettamente compatibile con l’essere immerso nella vita reale e nelle scelte di campo. Questi due aspetti – la sacralità della poesia e del poeta, la piena armonia fra la poesia e la vita – caratterizzano la poesia delle origini in quasi tutte le culture, nonché, per lunghissimo tempo, l’intera poesia occidentale. Archiloco, poeta e soldato greco del VII sec. a.C.

Baudelaire e l'albatro

L’albatro di Charles Baudelaire: A metà Ottocento Baudelaire definisce con chiarezza visionaria la situazione del poeta nella società moderna. Rimane ancora intatta la dimensione sacrale del poeta, “principe dell’azzurro”, capace di volare in alto come i grandi albatri, i nobili e giganteschi uccelli di mare che seguono le navi nei loro viaggi transoceanici.

Cambia totalmente il ruolo della società, che non è più solidale col poeta, non lo avverte più come propria voce, e anzi lo ritiene completamente inutile e lo deride: l’albatro, una volta caduto prigioniero dei marinai che si prendono gioco di lui, perde la sua bellezza e la sua dignità e diventa ridicolo e goffo: proprio le sue “ali di gigante” che lo sostengono nel volo gli impediscono di camminare.

Rimbaud e il battello ebbro

Il battello ebbro di Jean Arthur Rimbaud: Rimbaud radicalizza la concezione del poeta che si era andata formando nel suo secolo. Essere isolato e rifiutato dalla società circostante diventa per lui un modo per poter gettarsi completamente nella scoperta di mondi nuovi, che forse sarà possibile comunicare poi a tutti. L’immagine impiegata per rappresentare questa situazione è quella di un battello il cui equipaggio scompare: l’imbarcazione inizia allora a vagabondare trascinata dalle correnti per gli oceani, vedendo spettacoli misteriosi e sconosciuti, belli e terribili. Alla fine, però, il battello, devastato dalla durezza del viaggio, dichiara di essere mortalmente stanco: non desidera più viaggiare e, se qualche acqua lo attrae ancora, è la fragile pozzanghera simbolo della rassegnazione e della stanchezza. Scritto molto prima che Rimbaud decidesse davvero di abbandonare la poesia e di fuggire dall’Europa, il battello ebbro anticipa, con una misteriosa intuizione, quelle che saranno le avventure della mente, le scelte e la sconfitta finale del giovane poeta.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la concezione del poeta secondo Archiloco?
  2. Archiloco definisce il poeta come un portatore di un dono sacro degli dèi, evidenziando la sacralità della poesia e la sua armonia con la vita reale, un concetto che caratterizza la poesia delle origini e l'intera poesia occidentale per lungo tempo.

  3. Come cambia il ruolo del poeta secondo Baudelaire?
  4. Baudelaire descrive il poeta come un "principe dell'azzurro", ma evidenzia che la società moderna non lo considera più una voce utile, deridendolo e facendolo sentire ridicolo, simile all'albatro che perde la sua dignità una volta catturato dai marinai.

  5. Qual è la visione di Rimbaud sul poeta e la società?
  6. Rimbaud radicalizza la figura del poeta, vedendolo come isolato e rifiutato dalla società, il che gli consente di esplorare mondi nuovi, rappresentato dall'immagine di un battello che vaga per gli oceani, simbolo di avventure e scoperte, ma anche di stanchezza e rassegnazione.

  7. In che modo la poesia è vista come un mestiere da Archiloco?
  8. Per Archiloco, la poesia non è un mestiere a sé stante, ma è perfettamente compatibile con la vita reale e le scelte di campo, sottolineando l'integrazione tra l'arte poetica e l'esperienza quotidiana.

  9. Qual è il destino del battello nel poema di Rimbaud?
  10. Il battello, simbolo della ricerca poetica, alla fine si dichiara stanco e rassegnato, non desiderando più viaggiare, rappresentando così la fatica e la sconfitta del poeta di fronte alle dure esperienze della vita.

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