Italy Reads: un premio alla creatività

francesca_fortini
Di francesca_fortini

concorso Italy reads 2014 john cabot university

Alla John Cabot University di Roma sono state premiate, rispettivamente con 500 e 300 euro, le due classi vincitrici del concorso video del programma Italy Reads, che ogni anno, dal 2008, coinvolge centinaia studenti e professori delle scuole superiori nella lettura in inglese di un testo di narrativa americana, e li impegna nella produzione di un video sulle sue tematiche principali. Quest’anno il libro scelto è stato The Namesake, Il destino del nome, del premio Pulitzer Jhumpa Lahiri, mentre il prossimo anno sarà la volta di A Farewell to Arms, Addio alle Armi, di Hemigway. Il programma proposto da Italy Reads è stato arricchito da una lezione magistrale e da numerosi workshop sul testo letterario, a cui hanno partecipato anche gli studenti della JCU: un modo innovativo per permettere agli studenti della scuola superiore italiana di fare una prima esperienza della vita universitaria in un ambiente internazionale.

I VINCITORI

- Il primo premio, quest’anno, è stato assegnato alla 1A del liceo Kant di Roma per il video The Namesake. Secondo posto per la 3H del liceo Innocenzo XII di Anzio con Interview with Hyenas. Menzioni d’onore per la classe 3C del Kant per Let Me Be, e per migliore recitazione alla 5E del Chris Cappell di Anzio con One Hand, Five Homes. I vincitori sono stati selezionati da una commissione di professori della John Cabot e dell’English Theatre di Roma. Quest’anno hanno partecipato al concorso video ben 21 classi da 11 scuole superiori italiane, le quali hanno permesso che questa edizione si distinguesse per qualità del lavoro ed entusiasmo.


CREATIVITÀ E COLLABORAZIONE

– Tutti i ragazzi del liceo Kant, vincitori del concorso, hanno risposto affermativamente e con entusiasmo alla domanda “Lo rifareste?”. In più, affermano di aver imparato "a collaborare e coordinarsi, a gestire l’emozione davanti alla telecamera” e non da ultimo a “migliorare la pronuncia” dell'inglese. Come afferma Valeria, un aspetto importante dell'esperienza è stato l’aver “capito l’importanza di accettare la decisione finale”: l’idea poi effettivamente realizzata, infatti, è stata votata in classe, a maggioranza, tra un carnet di diverse proposte. Carlotta, una studentessa del liceo Manara di Roma, ha confidato di essere molto contenta del progetto perché “richiede la partecipazione vera di tutti gli studenti” e anche per Alessandro ed Emilia la parte più bella è stata “il momento creativo, lavorare in team, e l’aver prodotto un lavoro di tutti con idee di tutti”.


UN PROGETTO PER STUDENTI E PROFESSORI

- I ragazzi che hanno partecipato a questa iniziativa non nascondono che la lettura e la discussione in inglese del testo, svolta insieme agli studenti universitari della John Cabot, sia stata impegnativa. Tuttavia, riconoscono che questo ha permesso loro di poter esplorare altre culture e confrontarsi con il tema dell’identità culturale, protagonista dell’edizione 2014. Anche i docenti, comunque, hanno tenuto a dimostrare il loro entusiasmo. La professoressa Tedeschini, che partecipa ormai da quattro anni con le sue classi al progetto della John Cabot, afferma che l'esperienza educa i ragazzi al lavoro di gruppo e crea nuove dinamiche all’interno della classe. Inoltre, sostiene che il concorso stimola anche quegli studenti che normalmente non brillano, ma che invece"quando sono motivati hanno una marcia in più”.

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