Istituti Tecnici Superiori: l'80% trova lavoro in 12 mesi

Marcello G.
Di Marcello G.

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Gli ITS? Un’ottima alternativa all’università, soprattutto se si cerca lavoro. In questo periodo dell’anno molti di voi – maturandi in testa - si staranno interrogando su quale percorso intraprendere una volta preso il diploma. La stragrande maggioranza s’iscriverà in una delle tante facoltà, qualcun altro si lancerà subito nel mondo del lavoro. Ma c’è un ‘piano c’ che in tanti sottovalutano ma che può dare grandi soddisfazioni: sono proprio gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), le cosiddette ‘scuole speciali di tecnologia’, percorsi equiparati a quelli accademici ma che servono a formare dei tecnici specializzati nelle aree tecnologiche oggi strategiche per l’economia del nostro Paese. L’importante è saper scegliere bene.

4 studenti su 5 lavorano già dopo un anno

Secondo il monitoraggio 2017 effettuato dall’Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) – l’ente che sovraintende e coordina gli Its - Il 79,1% delle diplomate e dei diplomati (pari a 1.398 ragazze e ragazzi, su un totale di 2.374) ha trovato un lavoro entro un anno dalla fine del percorso, impiego che nell’87,5% dei casi è coerente con il diploma conseguito. Risultati che sono emersi da un’indagine condotta su 97 percorsi (dei 370 totali), erogati da 57 delle 93 Fondazioni afferenti all’Indire.

Dal made in Italy al Turismo: i settori di specializzazione degli ITS

Ma quali sono le principali aree d’interesse in cui specializzarsi dopo il diploma iscrivendosi a un Istituto Tecnico Superiore? In larga parte si concentrano su quello che richiedono (o che probabilmente richiederanno da qui a qualche anno) i settori da cui dipende lo sviluppo economico dell’Italia: Nuove Tecnologie per il Made in Italy (agro-alimentare, moda, meccanica, casa, servizi alle imprese), Mobilità sostenibile, Efficienza energetica, Comunicazione, Turismo.

Il sistema degli ITS è quello col più rapido indice di occupazione

La situazione che emerge dal monitoraggio è positiva – ha sottolineato il Presidente di Indire, Giovanni Biondi - c’è un trend in crescita sia per gli iscritti che per i diplomati e soprattutto degli occupati. L’aspetto da sottolineare è che il sistema degli ITS è quello con il più alto indice di occupazione a dodici mesi dal titolo”. Gli fa eco il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, secondo cui “ci sono dati assolutamente positivi sul sistema ITS, un sistema nel quale il Miur crede fortemente”.

Il sottosegretario Toccafondi: “Eliminare le zone d’ombra”

Anche se non mancano le note dolenti, quelle che lo stesso Toccafondi definisce ‘zone d’ombra’. “Sui 97 percorsi monitorati - avverte il Sottosegretario - abbiamo 15 percorsi (sempre tra quelli monitorati) che vanno male, che non hanno svolto la mission e non hanno raggiunto gli obiettivi. Gli ITS funzionano se sono utili per le studentesse e gli studenti, se partono da una esigenza reale del sistema produttivo presente sul territorio. Se questo non avviene si elimina qualsiasi speranza e possibilità per le ragazze e i ragazzi, togliendo inoltre risorse che potrebbero essere dedicate a quegli ITS che funzionano bene e ad altri che potrebbero nascere.
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19 ottobre 2017 ore 16:30

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