Dividere l'affitto con altri studenti o restare a casa senza pagarne uno. Due strade diverse, che portano allo stesso risultato: alleggerire il conto che l'università finisce per scaricare sui genitori.
L'autonomia dai genitori durante l'università non passa solo dalla lontananza fisica. Passa soprattutto da come gestisci lo spazio in cui vivi, il budget mensile e le responsabilità quotidiane, dalla spesa alla lavatrice.
Per chi resta a casa e per chi parte fuorisede esistono strategie concrete per ridurre i costi, senza trasformare ogni mese in una richiesta di soldi in più.
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Coinquilini e genitori riducono i costi abitativi
Chi vive ancora con i genitori durante l'università non paga l'affitto e ha più tempo da dedicare alla preparazione degli esami, senza il carico delle faccende domestiche quotidiane.
Per chi invece è fuorisede, la soluzione più efficace resta condividere un appartamento con altri studenti. Dividere faccende e bollette abbassa le spese mensili e riduce il peso economico che ricade sulla famiglia.
La convivenza con altre persone, che siano genitori o coinquilini, ha anche un effetto meno scontato: allentare l'ansia legata alla vita universitaria, perché nessuno affronta la giornata completamente da solo.
Il budget universitario va pianificato fin dall'inizio
Molti studenti spendono gran parte del denaro destinato alle spese quotidiane già nei primi mesi dell'anno accademico. Succede spesso per inesperienza nella gestione finanziaria, prima ancora che per disattenzione.
Per evitare di dover chiedere aiuto ai genitori a metà semestre, conviene rivolgersi ai servizi di assistenza agli studenti presenti in ogni università. Questi uffici offrono consulenza finanziaria e verificano l'accesso a borse di studio, sovvenzioni o prestiti per difficoltà economiche.