laureata moda
Immagine realizzata con AI generativa

La Fashion Week, le sfilate, i backstage, i grandi brand. Quando si sceglie di studiare Moda, è facile immaginare che il futuro abbia già una passerella pronta davanti. Poi arriva la laurea. E, per qualcuno, anche una domanda molto meno glamour: “E adesso che faccio?”

Proprio da qui parte lo sfogo su TikTok di una ragazza, laureata ad aprile in Scienze della Moda. Nel video racconta senza filtri il divario tra le aspettative che aveva all’inizio del percorso e la realtà che si è trovata davanti una volta conclusi gli studi.

@noemibuonamano

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audio originale - Noemi Buonamano

Indice

  1. Studiare Moda non significa necessariamente “fare moda”
  2. “Pensavo mi si aprissero delle strade. Invece no”
  3. Master o magistrale? Il problema dei costi
  4. Un percorso tutt’altro che semplice

Studiare Moda non significa necessariamente “fare moda”

“Pensavo che a 30 anni mi sarei ritrovata con un grande lavoro nel mondo della moda e tra le file della Fashion Week”, racconta. Oggi, invece, dice di sentirsi ancora “in bilico”, indecisa tra un master, una magistrale e la necessità di capire quale direzione professionale prendere.

Più che una bocciatura del percorso universitario, il suo è un messaggio rivolto soprattutto a chi sta pensando di intraprenderlo: sognare in grande va bene, ma serve sapere che la strada può essere molto più lunga e meno lineare di quanto sembri all’inizio.

Nel suo racconto, la creator sottolinea che il percorso scelto alla Sapienza non era principalmente creativo. Racconta di aver sostenuto soltanto alcuni esami di disegno, affrontati con maggiore facilità grazie alla sua formazione precedente al liceo artistico.

Alla fine, la questione è semplice: sotto l’etichetta “Moda” possono convivere percorsi molto diversi tra loro. Alcuni più creativi e progettuali, altri più teorici, storici, culturali o manageriali.

“Pensavo mi si aprissero delle strade. Invece no”

Come molti studenti, la creator spiega di aver immaginato che il titolo potesse aprire automaticamente determinate porte professionali. La realtà, almeno nella sua esperienza, è stata diversa.

Non perché la laurea non abbia valore, ma perché tra il titolo di studio e l’ingresso nel settore può esserci ancora parecchia strada da percorrere.

E così, una volta conclusa la triennale, arriva il bivio: proseguire con una magistrale? Puntare su un master? Cercare direttamente lavoro? Specializzarsi in un ambito più preciso?

Master o magistrale? Il problema dei costi

La creator racconta di aver iniziato a valutare un master, considerandolo più adatto alle sue esigenze rispetto a una magistrale. Ma qui arriva un nuovo ostacolo: i costi possono essere molto elevati.

La spesa cambia naturalmente a seconda del corso, dell’istituzione scelta e del tipo di specializzazione.

Nel suo ragionamento entra anche la differenza tra accademie private e università pubbliche. Secondo la sua esperienza, alcuni percorsi privati possono offrire un accesso più diretto a determinati network professionali, ma richiedono spesso investimenti economici importanti.

Non significa che un percorso privato garantisca automaticamente un lavoro, né che uno pubblico precluda certe opportunità. Significa però che, nel settore moda, formazione, networking, stage e specializzazione possono pesare moltissimo nella costruzione del percorso professionale.

Un percorso tutt’altro che semplice

Nel suo sfogo, la ragazza racconta anche un’università vissuta con parecchie difficoltà. Il percorso, spiega, è stato “travagliato”, anche perché nel frattempo lavorava. Ci sono stati periodi in cui non riusciva a sostenere esami e momenti in cui ha pensato seriamente alla rinuncia agli studi.

Poi, due anni fa, la svolta: ha ripreso in mano il percorso, modificato il piano di studi e, nel giro di un anno, è riuscita a concludere gli esami e arrivare alla laurea.

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