Zero promossi, tutti gli studenti bocciati in blocco. La schermata dei risultati di un esame universitario, comparsa su Reddit, ha innescato una reazione a catena che va ben oltre la solidarietà tra studenti. Quella lista vuota, sormontata dalla scritta perentoria – e un po’ sgrammaticata – "nessun studente ha superato l'esame scritto", è stata presa a manifesto di un sistema accademico malato.
L'immagine in questione, che immortala l'esito disastroso dell'esame di Fisica Tecnica per la laurea in Ingegneria dell'Energia e dell'Ambiente, è diventata l'innesco per un processo pubblico. Sul banco degli imputati, un modello di insegnamento dove la cattedra somiglia troppo spesso a un altare su cui sacrificare la didattica in nome dell'ego.
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L'ego in cattedra e la didattica del fallimento
L'avviso pubblicato dal docente, oltre alla desolante notizia della strage di massa, regala anche uno strafalcione che non è passato inosservato all'occhio spietato del web. Quel "nessun studente" si è fatto subito materia di scherno: "L'errore grammaticale è la ciliegina sulla torta", commenta caustico un utente.
Ma l'ironia amara lascia presto spazio a una lucida analisi delle derive del mondo accademico italiano. La sintesi più spietata la offre un utente: "Il docente universitario è l'unica professione in cui la qualità del proprio lavoro è misurata sui fallimenti e non sui successi". L'assurdo, fa notare, è che equivale a "un pilota di aereo che si vanta di non aver mai azzeccato un atterraggio".
Il post si è trasformato rapidamente in uno sfogatoio collettivo, una bacheca di storie di ordinaria follia accademica in cui la gogna pubblica per gli studenti sembra essere il vero fine di certi esami. Si va dal docente di fisica tecnica che ti correggeva lo scritto in faccia costringendo i pendolari a viaggi a vuoto, alla professoressa di urbanistica di Tor Vergata che inanellava bocciature a raffica prima di essere "cacciata per problemi di alcolismo". L'idea di fondo, radicata in buona parte degli iscritti, è che negli atenei italiani serpeggi una quota di docenti che "godono nel rovinarti la vita".
Per la maggioranza, davanti a una carneficina con zero promossi "il professore dovrebbe farsi qualche domanda". In altre parole, se la classe intera viene respinta, "significa che il docente è incapace di insegnare".
Ma l'accusa è ben più grave dell'incapacità. Si punta il dito contro il "mitomane disagiato egomaniaco di turno" per cui la strage di universitari non è selezione reale sulle conoscenze, ma mero autocompiacimento: "ma quanto sono figo a bocciarli tutti? Anche per oggi il mio ego è salvo". Di fronte a un simile scenario, il verdetto popolare è unanime: "Io direi di bocciare il professore".
Il confronto spietato con l'estero
L'anomalia del nostro sistema, secondo molti commentatori del post, salta agli occhi in maniera ancora più brutale quando la lente si allarga all'estero. In un mondo accademico normale, sottolinea qualcuno, un risultato del genere "sarebbe considerato un fallimento del professore, non degli studenti". Figuriamoci poi negli Stati Uniti, dove "ogni esame deve avere una curva di difficoltà" studiata appositamente affinché una percentuale di iscritti riesca a superarlo, altrimenti il problema è strutturale. Da noi, invece, si sceglie la via più breve: "In Italia probabilmente il professore dirà che nessuno ha studiato". Di certo, chiosa qualcuno, "in altri paesi questo co***ne sarebbe stato licenziato in tronco!".
A far infuriare gli utenti è anche l'ostruzionismo didattico tutto italiano. Da una parte colossi come "il MIT di Boston e Cambridge", che non si fanno remore a piazzare "le lezioni registrate su youtube e le dispense sempre scaricabili"; dall'altra, i baroni nostrani aggrappati al mantra del "se metto le registrazioni a lezione non viene nessuno" o terrorizzati dall'idea che il materiale condiviso possa essere "usato contro di loro per fot***gli l'argomento su cui stanno lavorando".
La difesa: i licei scaricano all'università "orde di personaggi non scolarizzati"
Eppure, nel tribunale implacabile dei social, si alza anche qualche voce fuori dal coro. C'è chi difende la trincea dei docenti, ricordando un dato innegabile: "Tutti i test PISA mostrano una caduta libera delle capacità matematiche". La colpa, secondo questa fazione minoritaria ma agguerrita, è dei licei che scaricano sull'università "orde di personaggi non scolarizzati", pretendendo che atenei concepiti per l'educazione avanzata si mettano a "insegnare le basi a chi non le ha imparate".
Anche perché, ricordano altri, il post non specifica il numero dei partecipanti all'esame: se si sono presentati in 5, allora la bocciatura "di massa" si fa molto meno consistente.
E infine c'è chi giura di conoscere il retroscena di questa specifica foto-scandalo. Il corso di Fisica Tecnica in questione sarebbe gestito da "uno dei professori migliori di tutto l'ateneo" alle prese con argomenti densi e complessi. E poi arriva la frecciatina: a parlarne male sarebbero solo "gli studenti che evitano lo studio", mentre chi passa l'esame loda un docente "particolarmente attivo nel rapporto università-studenti".
Una ricostruzione che tenta di arginare l'onda emotiva del post, ma che sbatte contro un'opinione pubblica accademica ormai satura. Perché per la stragrande maggioranza dei commentatori la pazienza è finita: "la narrazione secondo cui sono gli studenti scarsi, ormai, è finita".