Studente universitario preoccupato dopo aver confessato la bugia sulla laurea

Un solo esame alla laurea. Questa è la bugia che uno studente ha raccontato per mesi a famiglia e fidanzata, illudendo tutti di essere a un passo dal traguardo. La realtà, emersa attraverso una sofferta confessione su Reddit, nascondeva un vuoto ben più profondo: un intero anno accademico ancora da recuperare.

Questo il dramma silenzioso di chi cede sotto il peso opprimente delle aspettative sociali e familiari. La paura di deludere le persone care trasforma il ritardo negli studi in una colpa apparentemente inconfessabile, intrappolando molti universitari nella morsa dell'ansia.

Il suo sfogo ha però avuto il merito di squarciare il velo su un tabù diffusissimo, innescando una forte ondata di solidarietà studentesca: decine di coetanei sono intervenuti per smontare lo stigma del "fuoricorso" e offrire alternative concrete per ripartire senza vergogna.

Indice

  1. La confessione ha coinvolto fidanzata, madre e amici
  2. I commenti: "Un anno non è tanto, non è la fine del mondo"
  3. Le alternative proposte: continuare, rallentare o lasciare

La confessione ha coinvolto fidanzata, madre e amici

Lo studente scrive di aver detto la verità per la prima volta proprio nel giorno del post: prima alla fidanzata, con cui sta da tre anni, poi alla madre e ad alcuni amici. Le aveva raccontato, fin dall'inizio della relazione, di avere "problemi con l'università", senza mai specificare quanto fossero gravi.

Il nodo risale al periodo tra il 2019 e il 2022, quando per diverse cause non è riuscito a frequentare le lezioni. Da lì la bugia sull'unico esame mancante, portata avanti per non deludere chi gli stava intorno.

Nel suo racconto emerge il peso accumulato in questi anni: "le ansie che mi sono portato dietro per così tanto e il dolore che mi son fatto mi portano a pensare che forse è meglio chiudere tutto, accettare il fallimento e iniziare un nuovo capitolo". Una frase che pesa quanto la bugia stessa, perché mette in discussione l'intero percorso di studi.

A complicare la scelta c'è la madre, che vorrebbe vederlo laureato dopo i sacrifici fatti insieme al padre, "con il quale devo ancora parlare", scrive lo studente. È proprio lui, ammette, "lo zoccolo duro della famiglia": la persona a cui teme di più di aver mentito.

I commenti: "Un anno non è tanto, non è la fine del mondo"

Sotto il post sono arrivate decine di risposte, quasi tutte nella stessa direzione. "Un anno non è tanto, oramai concludi ti direi", scrive un utente, mentre un altro ridimensiona ancora di più: "non è la fine del mondo".

Diversi commenti calcolano la distanza dal traguardo in proporzione al percorso già fatto, ricordando che un anno su una triennale corrisponde a due terzi del cammino compiuto. Per chi ha risposto, il dato cambia la prospettiva: si è quasi arrivati.

C'è anche chi valorizza il gesto della confessione più del ritardo in sé: "Hai fatto bene a dire la verità comunque", si legge in un commento, "così ti sei tolto il peso". Una persona racconta di essere stata due anni fuori corso e di aver recuperato gli esami mancanti dopo un percorso con una psicologa-psicoterapeuta, arrivando a sostenerne diversi in quattro mesi.

Non manca chi sposta l'attenzione dalla famiglia allo studente stesso: "Fai l'università per te stesso, non per il babbo, non per la mamma o la fidanzata", scrive un utente, ricordando che la motivazione va cercata altrove se si vuole arrivare in fondo.

E poi arriva anche il racconto di qualcuno che ha portato la menzogna fino in fondo, sfociando nel surreale: "Mio cugino ha fatto peggio, non so come ma è riuscito a fregare i miei zii dicendo che si è laureato, siamo arrivati alla festa/cena di Laura e lui li è crollato dicendo che aveva dato un solo esame".

Le alternative proposte: continuare, rallentare o lasciare

Tra le risposte emergono tre strade concrete per chi si trova in una situazione simile. La prima è lasciare l'università e dedicarsi ad altro, senza considerarlo un fallimento. La seconda è cercare un lavoro part-time per ridurre la pressione e proseguire con più calma. La terza è concentrarsi per chiudere tutto nell'anno successivo.

Più di un commento invita però a partire da un dato preciso: quanti esami mancano davvero. "Non ti consiglio di mollare, ma se ti mancano molti esami, è meglio parlarne con sincerità", scrive un utente.

Il confronto con altri, secondo chi ha risposto, resta il passaggio più utile: parlarne con familiari, compagni di corso e amici aiuta a sciogliere dubbi pratici e toglie peso al disagio accumulato in silenzio.

Il messaggio più ricorrente, comunque, è di non arrendersi per la vergogna. "Non puoi cambiare il passato, ma fortunatamente il futuro è nelle tue mani", scrive qualcun altro, chiudendo la discussione con l'invito più ripetuto tra le risposte: concludere con serenità il percorso, qualunque sia la scelta finale.

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