
Il giorno della laurea dovrebbe rappresentare il coronamento di anni di sacrifici, notti insonni e sessioni di studio infinite. Per una giovane studentessa, tuttavia, il traguardo si è trasformato in una grottesca commedia degli equivoci.
Pronta a festeggiare con famiglia, amici e bomboniere, si è sentita gelare il sangue quando un professore le ha comunicato un intoppo burocratico apparentemente insormontabile: per il sistema informatico dell'ateneo, a doversi laureare non era lei, ma un altro ragazzo. Un omonimo per cognome e data di nascita, ma con una carriera accademica del tutto inesistente.
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Un "fuoricorso" da record: laureato senza esami né tasse
La dinamica dell'errore ha i contorni dell'assurdo. "Nel sistema non risultava il mio nome, ma il nome di un altro ragazzo... ma col mio cognome e con i miei dati", spiega la studentessa su TikTok.
Mentre la ragazza era lì in carne e ossa, pronta a discutere la tesi dopo cinque anni di sacrifici, il suo alter ego burocratico era ben lontano dalla pergamena. "Un ragazzo che tra l'altro non aveva completato neanche il terzo anno della triennale", sottolinea con amara ironia, ricordando come il giovane non avesse nemmeno pagato le tasse universitarie o terminato il tirocinio obbligatorio.
"Come fate a farlo laureare? Come?", si è giustamente domandata.
Il mistero del voto e la corsa disperata agli sportelli
Il caos non si è limitato allo scambio di identità. Oltre allo choc di trovarsi bloccata proprio sul traguardo, la ragazza ha dovuto affrontare lo scoglio della media accademica.
Consultando la segreteria, la cui impiegata è rimasta letteralmente scioccata, si è scoperto che il voto di partenza calcolato era basato sulla carriera inesistente del ragazzo subentrato al suo posto.
Nemmeno il personale amministrativo riusciva a sbloccare la situazione, tanto da dover richiedere l'intervento diretto dell'assistenza software.
Lieto fine, ma addio serenità
Dopo attimi di puro terrore, l'intoppo tecnico è miracolosamente rientrato e la vera candidata ha potuto finalmente considerarsi dottoressa a pieno (ed effettivo) titolo. Nonostante la corona d'alloro sia arrivata, però, la cicatrice emotiva di quel trambusto è rimasta. L'ironia della sorte ha voluto che un banale capriccio del database macchiasse uno dei momenti più attesi della sua vita, portandosi via la gioia genuina del traguardo.
"Il modo in cui mi hanno fatto vivere quel giorno…", conclude con amarezza la dottoressa, "un giorno che avrei voluto ricordare e vivere con serenità. Ma così non è stato".