
Ogni generazione ha il proprio oggetto tech del desiderio. Per qualcuno era l’iPod con la rotella. Per altri il Motorola Razr da chiudere con un colpo secco dopo una telefonata. Prima ancora c’erano il Discman, l’Atari e quei computer giganteschi che occupavano praticamente metà scrivania.
Guardandoli oggi, sembrano dispositivi basici e semplici. Al momento del lancio, però, molti erano prodotti premium e costavano cifre importanti.
Abbiamo quindi rivalutato i prezzi statunitensi usando l’indice CPI-U del Bureau of Labor Statistics, prendendo come riferimento giugno 2026.
Le cifre indicano il potere d’acquisto equivalente, non quanto varrebbero oggi sul mercato del collezionismo: un dispositivo sigillato e raro può essere venduto a molto di più, mentre uno usato potrebbe costare pochissimo.
Indice
- Atari VCS: circa 1.050 dollari, pari a 920 euro
- Il primo lettore CD Sony: circa 2.530 dollari, pari a 2.215 euro
- Il primo Macintosh: circa 8.020 dollari, pari a 7.020 euro
- Il primo Sony Discman: circa 1.125 dollari, pari a 985 euro
- Neo Geo AES: circa 1.660 dollari, pari a 1.455 euro
- Il primo ThinkPad: circa 10.350 dollari, pari a 9.060 euro
- Apple Newton: circa 1.615 dollari, pari a 1.415 euro
- Sony VX1000: circa 6.575 dollari, pari a 5.755 euro
- I primi lettori DVD: circa 1.450 dollari, pari a 1.270 euro
- iMac Bondi Blue: circa 2.660 dollari, pari a 2.330 euro
- Il primo iPod: circa 750 dollari, pari a 655 euro
- Motorola Razr V3: circa 885 dollari, pari a 775 euro
- PlayStation 3: circa 990 dollari, pari a 865 euro
Atari VCS: circa 1.050 dollari, pari a 920 euro
Nel 1977 l’Atari Video Computer System, diventato poi famoso come Atari 2600, veniva venduto negli Stati Uniti a 189,95 dollari. Nella confezione erano inclusi la console, due joystick, due paddle e il gioco Combat.
Può sembrare un prezzo accessibile, ma rivalutato corrisponde a circa 1.050 dollari, cioè 920 euro. In pratica, per portarsi a casa uno dei primi grandi simboli del gaming domestico serviva un budget simile a quello di un computer portatile di fascia alta.
Il primo lettore CD Sony: circa 2.530 dollari, pari a 2.215 euro
Il Sony CDP-101 arrivò in Giappone nel 1982 ed è considerato il primo lettore CD commercializzato. Il prezzo di listino era di 168.000 yen, equivalenti all’epoca a circa 730 dollari.
Oggi quella cifra avrebbe un potere d’acquisto vicino ai 2.530 dollari, pari a circa 2.215 euro. E il catalogo disponibile era ancora ridottissimo: si comprava una macchina molto costosa per entrare in un formato musicale che doveva ancora dimostrare di poter sostituire vinili e cassette.
Il primo Macintosh: circa 8.020 dollari, pari a 7.020 euro
Il Macintosh del 1984 costava 2.495 dollari. Portava nelle case un’interfaccia grafica controllata con il mouse, insieme a programmi come MacWrite e MacPaint, ma disponeva di appena 128 KB di memoria e non aveva un hard disk interno.
Rivalutato, il suo prezzo arriverebbe a circa 8.020 dollari, cioè 7.020 euro. Altro che computer economico da mettere sulla scrivania: comprare il primo Mac richiedeva un investimento paragonabile a quello necessario oggi per una workstation professionale.
Il primo Sony Discman: circa 1.125 dollari, pari a 985 euro
Nel 1984 Sony riuscì a ridurre le dimensioni del lettore CD fino a creare il D-50, conosciuto successivamente come il primo Discman. Costava 350 dollari e, per utilizzarlo lontano dalla presa, serviva anche un accessorio con le batterie.
Aggiornando il prezzo all’inflazione si arriva a circa 1.125 dollari, equivalenti a 985 euro. Ascoltare un CD mentre si era fuori casa era quindi una possibilità riservata a chi era disposto a pagare parecchio per essere tra i primi.
Neo Geo AES: circa 1.660 dollari, pari a 1.455 euro
All’inizio degli anni Novanta il Neo Geo AES prometteva qualcosa che sembrava impossibile: portare nel salotto un’esperienza praticamente identica a quella delle sale giochi.
Il sistema completo venne proposto negli Stati Uniti a 649,99 dollari, equivalenti a circa 1.660 dollari di oggi, cioè 1.455 euro. Il vero problema arrivava dopo, perché le singole cartucce potevano costare 200 dollari o più.
Il primo ThinkPad: circa 10.350 dollari, pari a 9.060 euro
Il ThinkPad 700C presentato da IBM nel 1992 aveva uno schermo a colori da 10,4 pollici, un processore da 25 MHz, 4 MB di RAM e un hard disk removibile da 120 MB.
Il prezzo era di 4.350 dollari, che oggi corrisponderebbero a circa 10.350 dollari, pari a 9.060 euro. È il dispositivo più costoso di questa selezione: un portatile pensato soprattutto per professionisti e aziende, quando lavorare davvero in mobilità era ancora un lusso.
Apple Newton: circa 1.615 dollari, pari a 1.415 euro
Molto prima dell’iPhone e dell’iPad, Apple provò a mettere nelle mani delle persone un assistente digitale dotato di touchscreen e pennino. Il primo Newton MessagePad arrivò nel 1993 a 699 dollari.
Considerando l’inflazione, oggi costerebbe circa 1.615 dollari, cioè 1.415 euro. Il dispositivo era ambizioso, ma il riconoscimento della scrittura non sempre funzionava come promesso e divenne uno dei suoi punti più criticati. L’idea era avanti; il software, un po’ meno.
Sony VX1000: circa 6.575 dollari, pari a 5.755 euro
La Sony DCR-VX1000 del 1995 è diventata una videocamera di culto, soprattutto nel mondo dello skate. Utilizzava le cassette MiniDV, aveva tre sensori CCD e permetteva di trasferire il video digitale su un computer attraverso la connessione FireWire.
Il prezzo di lancio era di 3.000 dollari. Rivalutati, diventano circa 6.575 dollari, equivalenti a 5.755 euro. Non era la classica videocamera da portare alla recita scolastica: si rivolgeva a filmmaker, documentaristi e utenti che cercavano una qualità vicina al mondo professionale.
I primi lettori DVD: circa 1.450 dollari, pari a 1.270 euro
Nel 1997 il DVD era appena arrivato negli Stati Uniti. Il Toshiba SD-3006, uno dei primi modelli disponibili, costava 699 dollari e offriva funzioni che oggi sembrano scontate, come la scelta dei sottotitoli, diverse tracce audio e l’avanzamento rapido.
La cifra equivale a circa 1.450 dollari attuali, cioè 1.270 euro. Il problema era che nei negozi c’erano ancora pochi film disponibili: si rischiava di spendere più di mille euro per un lettore senza avere granché da guardare.
iMac Bondi Blue: circa 2.660 dollari, pari a 2.330 euro
Nel 1998 Apple presentò un computer che sembrava arrivato dal futuro. L’iMac G3 Bondi Blue aveva una scocca colorata e semitrasparente, riuniva computer e monitor nello stesso corpo e abbandonava il floppy disk per puntare sull’USB.
Costava 1.299 dollari, equivalenti a circa 2.660 dollari di oggi, pari a 2.330 euro. Non era economico, ma il suo design riuscì a trasformare un oggetto da ufficio in qualcosa che le persone volevano mostrare nella propria stanza.
Il primo iPod: circa 750 dollari, pari a 655 euro
“1.000 canzoni in tasca” sembrava una promessa quasi assurda nel 2001. Il primo iPod offriva 5 GB di memoria, si collegava al Mac tramite FireWire e costava 399 dollari.
Oggi il prezzo sarebbe vicino ai 750 dollari, cioè circa 655 euro. Una cifra superiore a quella di molti smartphone, per un dispositivo che non telefonava, non scattava foto e serviva praticamente solo ad ascoltare musica.
Eppure quel rettangolo bianco con la rotella avrebbe cambiato per sempre il rapporto tra tecnologia e industria musicale.
Motorola Razr V3: circa 885 dollari, pari a 775 euro
Il Motorola Razr V3 arrivò negli Stati Uniti nel novembre 2004. Era sottilissimo per gli standard dell’epoca, aveva una scocca in alluminio e una tastiera piatta illuminata che lo rendeva immediatamente riconoscibile.
Veniva proposto a circa 500 dollari con un contratto di due anni: oggi sarebbero all’incirca 885 dollari, pari a 775 euro. Il confronto è meno diretto rispetto agli altri prodotti, perché al prezzo del telefono andava aggiunto l’impegno con l’operatore. Era uno smartphone? No. Era uno status symbol? Assolutamente sì.
PlayStation 3: circa 990 dollari, pari a 865 euro
Nel 2006 Sony lanciò la PlayStation 3 negli Stati Uniti in due versioni. Il modello da 60 GB costava 599 dollari e includeva il lettore Blu-ray, tecnologia che contribuiva a rendere la console particolarmente costosa.
Rivalutata, quella cifra sfiora i 990 dollari, equivalenti a circa 865 euro. Le polemiche sul prezzo non erano quindi esagerate: comprare la PS3 più completa significava spendere quanto una console premium di oggi, prima ancora di aggiungere giochi e accessori.