Illustrazione di un uomo con ombrello e occhiali da sole su una terrazza bagnata affacciata sul mare

Ottobre 2026 parte con sole e temperature sopra la media, con picchi vicini ai 30 gradi al Centro-Nord e in Sardegna. Il merito è dell'anticiclone africano, che anche in questi giorni continua a farsi sentire sull'Italia.

La tendenza meteo arriva da Simone Abelli, meteorologo di Meteo Expert, che l'ha spiegata a Fanpage.it. Il quadro cambia dalla seconda settimana: più piogge, ma senza vere irruzioni fredde.

Vediamo insieme cosa aspettarsi, dallo sblocco atlantico indicato dai modelli al grande punto interrogativo El Niño. Parliamo di una tendenza, non di una previsione giorno per giorno.

Indice

  1. La prima settimana porta sole e caldo anomalo
  2. Dalla seconda settimana aumentano piogge e perturbazioni
  3. Il caldo resta sopra la media anche con la pioggia
  4. Gli effetti del Niño restano ancora imprevedibili

La prima settimana porta sole e caldo anomalo

"Quest'alta pressione di matrice subtropicale che si estende da Sud, quindi è l'anticiclone africano, ricolma come sempre di aria piuttosto calda, caratterizzerà tutta la prima settimana e probabilmente anche una prima parte della prossima", spiega Abelli. Le condizioni restano prevalentemente stabili, più o meno fino a mercoledì prossimo.

Le perturbazioni organizzate faranno fatica ad avvicinarsi. Secondo il meteorologo, "questo blocco anticiclonico terrà lontane almeno quelle più organizzate".

Un'eccezione c'è: tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre è attesa una lieve instabilità. Riguarderà soprattutto le Alpi, con qualche breve fenomeno anche sulle vicine pianure del Nord Ovest, cioè il Piemonte. È la coda di una perturbazione legata a un ciclone molto profondo sull'Atlantico, che colpirà isole britanniche e Francia.

Le temperature saranno ben oltre la norma, con picchi vicini ai 30 gradi al Centro-Nord e in Sardegna. Al Sud l'anomalia si riduce un po'. Sono valori ancora estivi, che tenderanno a limarsi tra la fine della settimana e l'inizio della prossima.

Con le ore di buio che aumentano, il raffreddamento notturno si fa sentire. Abelli prevede "una bella escursione termica" tra l'alba, il primo mattino e il pomeriggio: la mattina conviene uscire con qualcosa in più.

Dalla seconda settimana aumentano piogge e perturbazioni

I modelli indicano un cambiamento della circolazione dopo la prima settimana di ottobre. Abelli lo definisce ancora ipotetico, ma "sembra instaurarsi una situazione un po' più dinamica".

Si passerebbe dal blocco anticiclonico a una situazione più "zonale", con flussi da Ovest verso Est. Le perturbazioni atlantiche investirebbero con più efficacia l'Europa e potrebbero arrivare anche in Italia.

Per le piogge, il meteorologo parla di una svolta rispetto alla prima settimana, "abbastanza siccitosa". Secondo i modelli statistici, dalla seconda settimana in poi le precipitazioni "potrebbero diventare un po' più importanti e andare, come accumuli, anche sopra la media".

Il quadro coincide con le proiezioni a più lunga scadenza del Centro Meteo Europeo. Il possibile sblocco nella seconda settimana di ottobre potrebbe portare a una parziale apertura della porta atlantica, con correnti umide in arrivo sul Mediterraneo.

Il caldo resta sopra la media anche con la pioggia

Più pioggia non significa però autunno pieno. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli statistici, precisa Abelli, descrivono un contesto in cui le temperature "mediamente resteranno sopra la media" e "non sono previste irruzioni importanti di aria fredda".

La sintesi del meteorologo è questa: "dalla seconda settimana di ottobre potremmo avere più piogge, ma con masse d'aria non particolarmente fredde e temperature quasi sempre sopra la media".

Le correnti umide sul Mediterraneo, inoltre, potrebbero far convivere caldo anomalo e fasi di piogge e temporali, anche di forte intensità. Sembra una contraddizione, ma è uno scenario che le proiezioni mettono in conto.

Gli effetti del Niño restano ancora imprevedibili

Un'incognita che pesa sulla tendenza è El Niño, il fenomeno climatico naturale e periodico che provoca un riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale centrale e orientale. Per il 2026-2027 è stato stimato come il più potente di sempre.

Secondo Abelli, "sarà l'elemento che fino all'inverno e a inizio primavera governerà la circolazione atmosferica globale". Gli scompensi maggiori ci saranno nelle zone del Pacifico, mentre l'Europa subirà conseguenze "sicuramente inferiori".

Gli effetti restano però ancora imprevedibili. "Un Niño così potente non c'è mai stato", aggiunge il meteorologo, ricordando che "i fenomeni estremi sono sempre dietro l'angolo".

Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.

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