lizzie borden

Dal 17 settembre Netflix racconta il caso di Lizzie Borden nella quarta stagione di Monster, con Ella Beatty protagonista in otto episodi.

La serie è dedicata al duplice omicidio di Fall River del 1892, quando Andrew Borden e la moglie Abby furono trovati uccisi a colpi d'accetta nella loro casa del Massachusetts. Unica imputata al processo fu la figlia Lizzie, che ne uscì assolta senza che nessun altro sia mai stato condannato per quei delitti.

Monster: La storia di Lizzie Borden mescola fatti reali documentati e invenzioni narrative, dalla relazione con la domestica Bridget Sullivan alla presenza della serial killer Aileen Wuornos. Ecco cosa racconta davvero la serie e cosa successe nella realtà a Lizzie Borden, l'ereditiera diventata una leggenda popolare pur restando, per la legge, innocente.

Indice

  1. Monster porta Lizzie Borden su Netflix
  2. La serie aggiunge elementi assenti nella storia vera
  3. Nel 1892 Andrew e Abby Borden furono uccisi in casa
  4. Lizzie fu assolta il 20 giugno 1893
  5. La filastrocca trasformò Lizzie Borden in una leggenda

Monster porta Lizzie Borden su Netflix

Monster: La storia di Lizzie Borden è la quarta stagione dell'antologia true crime creata da Ryan Murphy e Ian Brennan. È disponibile su Netflix dal 17 settembre, con otto episodi già tutti visibili.

A interpretare Lizzie è Ella Beatty, affiancata da Vicky Krieps nei panni della domestica Bridget Sullivan, da Charlie Hunnam in quelli del padre Andrew, da Rebecca Hall in quelli della matrigna Abby e da Sarah Paulson.

Per la prima volta, l'antologia ha come figura centrale una presunta assassina, dopo stagioni dedicate a killer uomini.

La serie aggiunge elementi assenti nella storia vera

Monster parte dagli omicidi del 1892, ma li arricchisce con personaggi e avvenimenti che non fanno parte della storia conosciuta. È lo stesso team creativo ad aver definito la vicenda reale un punto di partenza per una versione in parte immaginata di Lizzie.

Tra le libertà più evidenti c'è la relazione sentimentale tra Lizzie e la domestica Bridget Sullivan, chiamata Maggie nella serie: non esistono testimonianze o prove storiche che la documentino.

Anche la presenza della serial killer Aileen Wuornos, con un salto narrativo fino al 1988, appartiene alla ricostruzione degli sceneggiatori. Nella realtà l'attrice Nance O'Neil entrò nella vita di Lizzie solo nel 1904, oltre dieci anni dopo il verdetto, e non la preparò affatto al processo come racconta invece la fiction.

Nel 1892 Andrew e Abby Borden furono uccisi in casa

Il 4 agosto 1892, a Fall River, in Massachusetts, Andrew Borden e la moglie Abby furono trovati morti nella loro abitazione, colpiti alla testa con un'accetta. Andrew fu aggredito mentre riposava sul divano; Abby era morta al piano superiore almeno un'ora e mezza prima di lui.

Nella casa, oltre alle vittime, si trovavano solo Lizzie, 32 anni, e la domestica irlandese Bridget Sullivan. La sorella maggiore Emma era fuori città e non assistette a nulla.

A pesare contro Lizzie furono diversi indizi: una richiesta di veleno riferita da un farmacista, l'assenza di segni di effrazione nella casa e un vestito bruciato il giorno dopo gli omicidi, secondo alcuni testimoni per eliminare tracce di sangue.

Lizzie fu assolta il 20 giugno 1893

Lizzie fu l'unica imputata nel processo per la morte del padre e della matrigna, seguito da centinaia di giornalisti e inviati arrivati da tutto il Paese.

La difesa puntò su un argomento culturale: una donna non avrebbe avuto la forza fisica necessaria per infliggere quei colpi, tanto più una donna rispettabile come Lizzie, il cui unico hobby era modellare la ceramica.

La giuria, formata esclusivamente da uomini, arrivò al verdetto non colpevole il 20 giugno 1893, dopo poco più di un'ora in camera di consiglio.

A oggi, nessuno è mai stato condannato per gli omicidi di Andrew e Abby Borden.

La filastrocca trasformò Lizzie Borden in una leggenda

Dopo l'assoluzione Lizzie ereditò un ingente patrimonio dal padre. Si trasferì con la sorella Emma nella villa che chiamò Maplecroft, adottando uno stile di vita lussuoso.

La comunità di Fall River continuò comunque a considerarla colpevole: Lizzie visse il resto dei suoi giorni isolata e non parlò mai più pubblicamente di quanto accaduto quella mattina.

A fissarne il mito contribuì una filastrocca per bambini, "Lizzie Borden took an axe", che le attribuiva quaranta colpi alla madre e quarantuno al padre: numeri ben diversi da quelli riportati dalla cronaca giudiziaria.

Lizzie morì il 1° giugno 1927, a 66 anni, dopo una vita segnata dall'isolamento sociale: assolta dalla legge, ma mai davvero dall'opinione pubblica.

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