Joe Petraro

A 13 anni Joe Petraro-Hyppolite ha già il diploma di scuola superiore, un punteggio SAT di 1590 su 1600 e l'ammissione a un master della New York University. Il ragazzo di Long Island, che sta completando la laurea triennale alla Louisiana State University, è diventato un caso mediatico negli Stati Uniti per la velocità del suo percorso di studi.

Il suo quoziente intellettivo dichiarato, 168, lo ha reso oggetto di paragoni con Albert Einstein, anche se la sua storia non si riduce ai numeri. Joe ha affrontato una diagnosi di leucemia e convive con la sindrome di Tourette, due ostacoli che non hanno rallentato il suo percorso scolastico.

Negli Stati Uniti l'età media per iniziare un master è 33 anni: Joe inizierà il suo a 13, dopo aver chiuso la laurea triennale a maggio 2027. Ecco chi è il ragazzo di origini italiane che ha stregato gli Usa, tra record accademici, difficoltà di salute e una vita fuori dai libri fatta di scout e volontariato.

Indice

  1. Il prossimo passo: un master alla NYU
  2. 1590 al SAT a 10 anni: i numeri di un prodigio
  3. Leucemia, Tourette e bullismo: le sfide affrontate
  4. Sport management e il sogno della paleontologia
  5. Fuori dai libri: volontariato e scout

Il prossimo passo: un master alla NYU

Joe è stato ammesso a un programma di master della New York University, con inizio previsto per l'autunno successivo. È un traguardo che arriva prima ancora di aver chiuso il percorso di laurea triennale.

Il ragazzo sta infatti completando il corso online alla Louisiana State University e prevede di laurearsi a maggio 2027. Solo dopo varcherà per la prima volta le porte della NYU come studente di livello magistrale.

Il master sarà orientato allo sport management, con interessi che si estendono a chinesiologia e biologia. Una direzione che conferma la passione per lo sport coltivata già negli anni alla LSU.

A rendere il traguardo ancora più fuori scala è il confronto con i numeri medi. Negli Stati Uniti l'età tipica per iscriversi a un master è 33 anni: Joe, a 13, avrà meno della metà dell'età dei suoi futuri compagni di corso.

1590 al SAT a 10 anni: i numeri di un prodigio

A spiegare la fama di Joe ci sono numeri che di solito appartengono a studenti molto più grandi. A 10 anni ha sostenuto il SAT ottenendo 1590 punti su 1600, un risultato che lo ha messo subito sotto i riflettori.

L'anno successivo è arrivato il diploma di scuola superiore, conseguito a 11 anni. Per arrivarci, Joe ha completato l'intero percorso di scuola media e superiore in due anni e mezzo, un ritmo che ha sorpreso anche i suoi insegnanti.

A completare il quadro c'è il dato sul quoziente intellettivo, che lo stesso Joe ha riferito a CBS News New York: "Il mio QI è 168", ha detto. Un valore che, secondo quanto riportato, supererebbe la stima spesso citata per Albert Einstein, anche se quest'ultimo non ha mai sostenuto un test certificato.

Leucemia, Tourette e bullismo: le sfide affrontate

Dietro i numeri da record c'è un percorso segnato da sfide non banali. Joe ha ricevuto una diagnosi di leucemia nel settembre 2021, un passaggio che la famiglia ha affrontato parallelamente agli impegni di studio.

A questo si aggiunge la sindrome di Tourette, che in passato lo aveva portato a essere inserito in classi di educazione speciale. Una collocazione che, secondo quanto raccontato dalla madre Annie, non rifletteva affatto il suo reale livello di intelligenza.

È stata un'insegnante di terza elementare a notare per prima il suo talento, spingendo la famiglia a cercare un percorso scolastico più stimolante. "Quando è passato a una scuola cattolica, la sua insegnante diceva: è un genio", ha raccontato Annie.

Sport management e il sogno della paleontologia

Alla Louisiana State University Joe studia sport leadership, una scelta non casuale: ha raccontato di aver puntato su quell'ateneo anche per la qualità delle sue squadre universitarie.

Il suo obiettivo dichiarato va oltre il tifo. Vuole lavorare per promuovere pace e inclusione nello sport, un tema che ritorna spesso nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Gli stessi interessi tornano nel master alla NYU, dove accanto allo sport management figurano chinesiologia e biologia. Lo sguardo di Joe, però, va oltre l'università che lo aspetta: a lungo termine ha detto di voler lavorare in paleontologia, un campo lontano dai riflettori mediatici ma che lo appassiona da tempo.

Fuori dai libri: volontariato e scout

La vita di Joe non si esaurisce tra aule virtuali ed esami. Fa volontariato in una casa di riposo a Five Towns, dove aiuta gli anziani ospiti a rientrare a casa in sicurezza.

A Long Island partecipa alle attività del suo gruppo di Boy Scout, mentre continua a seguire da casa i corsi della LSU. La madre Annie ha raccontato che il figlio frequenta anche un gruppo di danza e ha stretto amicizie solide nella sua comunità.

Lui stesso, però, tiene a sgombrare il campo da un equivoco: essere un prodigio non significa che tutto arrivi senza sforzo. "Non è che sono uscito dal grembo già sapendo tutto quello che so. Devo impararlo una o due volte, poi lo so", ha detto a CBS News New York.

Sindrome di Tourette e Disturbo Ossessivo-Compulsivo, la madre: "Mio figlion non è mai stato simbolo di disabilità"

Intervistata da 'Gazzetta del Mezzogiorno' , la madre Anne ha spiegato che Joe "è autistico e ha la Sindrome di Tourette e il Disturbo Ossessivo-Compulsivo", precisando però che "non è mai stato il bimbo simbolo di una disabilità". Ha aggiunto che "essere neurodivergenti significa anche semplicemente che il tuo cervello può funzionare diversamente" e che "diverso non significa meno".

Alle spalle anche qualche spiacevole esperienza di bullismo e incomprensione, che però non hanno impedito al 13enne prodigioso di farsi strada attraverso la sua inesauribile curiosità.

Le radici della famiglia affondano ad Altamura, in provincia di Bari: il bisnonno di Joe, Sante Petraro, fece parte del gruppo di altamurani che negli Stati Uniti fondò nel 1925 la Società di Maria Santissima del Buoncammino. Anne ha raccontato di essersi impegnata a trasmettere al figlio quel legame con l'Italia, ricevuto a sua volta dai genitori.

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