
Un profilo per farsi vedere da tutti, uno per mostrarsi senza filtri e un altro per coltivare le proprie passioni. Non è l'incipit de Il Signore degli Anelli, ma un vero e proprio trend social che porta la firma della Gen Alpha.
Per le nuove generazioni, infatti, Instagram può diventare un piccolo universo di identità parallele, dove ogni account racconta qualcosa di diverso della stessa persona. E soprattutto, dove a cambiare non sono soltanto i contenuti pubblicati, ma anche le persone a cui mostrarli.
A fotografare questa abitudine arriva anche il Children's Media Literacy Report 2025 di Ofcom, l'autorità britannica che si occupa di comunicazioni.
Secondo la ricerca, il 56% degli utenti tra gli 8 e i 17 anni che possiedono profili social, di messaggistica o su piattaforme video dichiara di averne più di uno sulla stessa piattaforma.
E le motivazioni sono particolarmente interessanti: tra chi gestisce più account, il 23% ne possiede uno destinato alla famiglia, mentre il 19% ne riserva uno agli amici più stretti. Un altro 15% distingue addirittura tra un profilo che rappresenta il proprio io autentico e uno con foto o post modificati e filtrati.
Ma come funziona, nella pratica, questa moltiplicazione delle identità digitali? Su Instagram si possono riconoscere tre tipologie di profili, ognuna con un pubblico e uno scopo ben precisi.
Indice
Main: il profilo Instagram dove tutto è sotto controllo
È il biglietto da visita digitale, quello che possono conoscere praticamente tutti: amici, compagni di scuola, familiari e semplici conoscenti.
Il main account è il profilo principale, dove la scelta di cosa pubblicare tende a essere più attenta. Le foto vengono selezionate, i contenuti sono generalmente più curati e anche un semplice post può richiedere qualche valutazione in più prima di finire online.
Qui l'obiettivo è presentare un'immagine di sé che possa funzionare davanti a pubblici molto diversi. Dalla compagna di classe al cugino, passando per chi magari si conosce appena.
Priv, spam e finsta: il profilo dove si può essere più spontanei
Se sul main si pensa a cosa pubblicare, sul privato si può dare molto più spazio alla spontaneità. I cosiddetti priv, spam account o finsta (dall'inglese fake Instagram) sono profili destinati a una cerchia ristretta, spesso composta dagli amici più intimi.
Qui trovano posto i photo dump delle giornate, le foto venute male, i meme incomprensibili agli estranei, le battute interne al gruppo e quei momenti ordinari che difficilmente finirebbero sul profilo principale.
È uno spazio digitale più informale, dove conta soprattutto la complicità con chi guarda. Si pubblica pensando a un pubblico selezionato, che conosce già il contesto e non ha bisogno di spiegazioni.
In questo senso, avere un secondo account permette di scegliere con maggiore precisione chi può accedere a determinate parti della propria vita.
Account di nicchia: un Instagram per ogni passione (e algoritmo)
C'è poi una terza categoria che racconta un altro aspetto del rapporto tra giovani e social: i profili dedicati a un interesse specifico.
Gaming, anime, K-pop, sport, moda, fandom musicali e hobby di ogni genere possono diventare il centro di un account separato.
In alcuni casi questi profili servono a pubblicare contenuti dedicati a una passione, entrare in contatto con persone dagli stessi interessi o partecipare alle conversazioni di una community.
In altri, invece, l'obiettivo è ancora più particolare: costruire un feed il più possibile concentrato su un solo argomento.
Seguendo determinati creator e interagendo prevalentemente con contenuti di uno specifico settore, infatti, si possono influenzare i suggerimenti dell'algoritmo di Instagram, rendendo l'esperienza di navigazione più vicina ai propri gusti.