alessandro di battista
Di Martedì

Un edema cerebrale causato da un tumore, ridotto con le cure prima dell'intervento che ha rimosso quasi tutta la massa: a Di Martedì, su La7, Alessandro Battista ha ricostruito il ricovero d'urgenza avvenuto a Cuba e il successivo rientro in Italia al Policlinico Gemelli, da dove è stato dimesso il 18 settembre.

L'ex deputato del Movimento 5 Stelle ha usato l'espressione "tumore del cervello", una definizione che nella pratica medica racchiude malattie oncologiche molto diverse tra loro per gravità, età di insorgenza e possibilità di cura.

La più frequente è il glioblastoma, ma esistono forme come i meningiomi e i gliomi di basso grado con decorsi ben diversi.

Capire cosa sia successo a Di Battista significa quindi partire da due parole chiave: edema cerebrale, il problema che ha reso necessario il primo intervento urgente, e glioblastoma, la forma di tumore al cervello più diffusa in Italia.

Indice

  1. L'edema cerebrale ha causato i sintomi e ha richiesto cure urgenti
  2. Il glioblastoma è la forma più diffusa di tumore al cervello
  3. La cura combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia

L'edema cerebrale ha causato i sintomi e ha richiesto cure urgenti

L'edema è un accumulo di liquidi nel tessuto cerebrale. Si forma perché il tumore, per crescere, genera nuovi vasi sanguigni fragili e pieni di piccole fessure, da cui alcuni elementi del sangue fuoriescono e si depositano nel tessuto circostante.

Sono i sintomi provocati da questo accumulo, mal di testa intenso, vertigini, nausea, vomito e sonnolenza, a spingere il paziente dal medico e a far emergere la diagnosi. È quello che è successo a Di Battista a Cuba.

"Mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato", ha raccontato l'ex parlamentare a "Di Martedì".

Ha poi aggiunto che i medici "hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l'edema permettendo di operarmi, mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino".

Il glioblastoma è la forma più diffusa di tumore al cervello

Il glioblastoma rappresenta il 45% dei nuovi casi di tumore al cervello e colpisce circa 1.500 persone ogni anno, soprattutto uomini tra i 50 e i 65 anni, anche se esistono forme a esordio giovanile con età media intorno ai 39 anni.

La ricerca ha individuato due grandi famiglie della malattia, distinte dalla presenza o meno della mutazione del gene IDH (isocitrato deidrogenasi): con la mutazione si parla di forma "secondaria", che evolve da un glioma di basso grado, senza mutazione di forma "primaria", che nasce già come glioma di grado 4.

Di Battista non ha specificato pubblicamente il sottotipo esatto del proprio tumore, limitandosi a parlare di "tumore del cervello".

In Italia vengono diagnosticati oltre 6mila nuovi tumori cerebrali ogni anno e, nel caso specifico del glioblastoma, la sopravvivenza media è di poco superiore a un anno, un dato che però cambia molto in base al sottotipo e alle caratteristiche genetiche della malattia.

La cura combina chirurgia, radioterapia e chemioterapia

Il primo passo terapeutico, quando c'è un edema, è ridurlo con farmaci cortisonici. Solo dopo, se le condizioni lo permettono, si procede con la resezione chirurgica del tumore.

Le linee guida dell'Associazione Italiana Oncologia Medica (Aiom) indicano che all'intervento segue la radioterapia, con l'eventuale aggiunta della chemioterapia. È il percorso standard per il glioblastoma e, in casi più aggressivi, anche per altre neoplasie cerebrali come i meningiomi atipici.

Sul fronte della ricerca, all'Istituto Besta di Milano è allo studio una terapia basata sui linfociti infiltranti il tumore (TIL), all'interno di un progetto quinquennale contro il glioblastoma.

Si tratta però di una strategia ancora in fase di sviluppo: la chirurgia, quando possibile, resta oggi l'approccio di prima scelta, insieme a radioterapia e chemioterapia.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Vorremmo pagare di più i medici: la proposta di Rocca, Presidente della Regione Lazio

Intervista con Francesco Rocca: il direttore Daniele Grassucci dialoga con Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio, per spiegare il ruolo concreto della Regione nella vita quotidiana di studen…

Guarda il video