Abbiamo già uno dei volti di questo Mondiale.
Fino a ieri pomeriggio, se cercavi Vozinha su Instagram, trovavi il classico profilo da calciatore di provincia: circa 50mila follower, zero spunte blu e una vita tranquilla da portiere del Chaves, nella seconda divisione portoghese.
Poi è arrivata la sontuosa prestazione ad Atlanta contro le Furie Rosse della Spagna, bloccate sullo 0-0 proprio grazie alle prodezze del portiere capoverdiano. E l'algoritmo di internet è letteralmente esploso.
Nel giro di 24 ore, il portiere e capitano di Capo Verde ha visto il suo account schizzare a oltre 7 milioni di follower. Una crescita folle, roba che nemmeno il miglior Khaby Lame dei tempi d'oro.
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Una notte da MVP a 40 anni (con le lacrime agli occhi)
Il bello della storia di Vozinha – all'anagrafe Josimar José Évora Dias – è che non parliamo di un giovane talento scovato chissà dove, ma di un veterano della porta di ben 40 anni.
Con il match contro la Spagna è diventato il secondo giocatore più anziano di sempre a debuttare in un Mondiale (dietro solo al leggendario egiziano El Hadary).
Contro Pedri, Ferran Torres e il subentrato Lamine Yamal, Vozinha ha tirato giù la saracinesca collezionando almeno 7 parate decisive, una più assurda dell'altra, comprese un paio di deviazioni di puro riflesso che hanno lasciato i giocatori spagnoli con le mani nei capelli.
A fine partita, premiato come Man of the Match, il portierone è scoppiato in un pianto liberatorio ai microfoni della stampa, raccontando i sacrifici di una vita passata tra i campionati di Angola, Moldavia, Cipro e Slovacchia:
"Ho pianto perché ho pensato ai miei nonni che mi hanno cresciuto e non sono più qui, e a mia madre che non è potuta venire negli Stati Uniti per problemi di visto e di costi. Per uno cresciuto in un'isola dell'Africa, arrivare fin qui era un sogno impossibile" ha spiegato il portiere nell'intervista riportata in Italia da Adnkronos.
La partita che ti cambia la vita
Quello che è successo subito dopo il fischio finale è il perfetto manifesto di come i Mondiali di calcio siano una delle vetrine più importanti a livello globale. Al fischio d'inizio Vozinha aveva più o meno 50mila follower: in poco tempo, le clip delle sue parate invadono il web, prima X, poi TikTok.
L'algoritmo di Instagram impazzisce: superati i 2 milioni in poche ore, fino a toccare il muro dei 7 milioni (e viaggia ormai verso gli otto) il giorno successivo. Oggi Vozinha ha più follower su Instagram di star NBA del calibro di Jalen Brunson e di metà dei giocatori della Liga spagnola che ha appena affrontato.
Se Capo Verde riuscirà o meno a superare il girone non lo sappiamo, ma una cosa è certa: la vita del numero uno del Chaves è cambiata per sempre grazie a 90 minuti di pura onnipotenza calcistica.
Da Capo Verde alla Costa Rica: gli "underdog" sfavoriti del Mondiale
L'impresa di Vozinha e della sua nazionale si inserisce di diritto in quella sotto-cultura del mondiale che amiamo alla follia: le cenerentole che mandano in frantumi i piani delle super favorite.
Per la Spagna il debutto serviva soprattutto a mettere in chiaro le cose, dimostrando fin da subito di poter essere tra le squadre papabili per la vittoria finale.
E i pareggio contro il Capo Verde, peraltro a reti bianche, non era di certo tra le opzioni preventivate. Ma non è la prima volta che una nazionale "underdog" si mette in mostra.
Prima di questa notte americana, la storia dei Mondiali ci ha regalato miracoli sportivi rimasti impressi nella memoria collettiva. Ecco i più folli fino al 2014:
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Costa Rica (Brasile 2014): inseriti in quello che - almeno sulla carta - era per loro il "girone della morte", con tre ex campioni del mondo (Italia, Inghilterra e Uruguay), dovevano essere la vittima sacrificale. Finirono per vincere il girone, battendo l'Italia, e spingendosi fino ai quarti di finale sognando l'impossibile, guidati dalle parate di un allora quasi sconosciuto Keylor Navas.
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Ghana (Sudafrica 2010): le "Black Stars" andarono a un millimetro dal diventare la prima squadra africana di sempre a raggiungere una semifinale mondiale. Furono fermati solo dai rigori contro l'Uruguay e dal celeberrimo fallo di mano sulla linea di Luis Suárez all'ultimo secondo dei supplementari.
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Corea del Sud e Turchia (Corea-Giappone 2002): il Mondiale delle sorprese per eccellenza. La Corea del Sud (tra mille polemiche arbitrali, chiedere a Byron Moreno) e una clamorosa Turchia trascinata dai gol di Hakan Şükür arrivarono incredibilmente a giocarsi le semifinali del torneo.
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Senegal (Corea-Giappone 2002): al loro debutto assoluto, nella partita inaugurale del torneo, gli africani firmarono uno degli upset più clamorosi della storia del calcio battendo 1-0 la Francia campione in carica di Zidane e Henry, spingendosi poi fino ai quarti.
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Camerun (Italia '90): i "Leoni Indomabili" guidati dal leggendario 38enne Roger Milla fecero innamorare il mondo intero. Batterono l'Argentina di Maradona al debutto e vennero fermati solo dall'Inghilterra ai quarti di finale dopo i tempi supplementari.