
A forza di vedere ventenni diventare famosi su TikTok nel giro di una notte, può sembrare che a trent’anni sia già troppo tardi per cambiare strada. Figuriamoci a quaranta o cinquanta.
La realtà, per fortuna, ha una timeline molto meno rigida. Alcuni degli attori, autori e celebrità più conosciuti al mondo hanno raggiunto la svolta quando avevano già alle spalle una carriera intera, parecchi rifiuti o un lavoro completamente diverso.
Il pubblico vede il momento in cui tutto cambia, mentre restano fuori dall’inquadratura gli anni trascorsi a prepararsi. Ecco che cosa facevano undici celebrità poco prima del ruolo, del libro o del progetto che ha cambiato la loro vita.
Indice
- J.K. Rowling: da madre single al fenomeno Harry Potter
- Harrison Ford: dal laboratorio di falegnameria al Millennium Falcon
- Stan Lee: stava pensando di lasciare i fumetti
- Ken Jeong: medico di giorno, comico quando usciva dall’ospedale
- Pedro Pascal: quasi vent’anni di ruoli prima di Oberyn Martell
- Steve Carell: due progetti nello stesso anno cambiano tutto
- Bob Odenkirk: dalla scrittura comica a protagonista di un drama
- Bryan Cranston: da padre da sitcom a Walter White
- Morgan Freeman: la prima candidatura all’Oscar arriva a 50 anni
- Jennifer Coolidge: da icona cult alla vittoria agli Emmy
- Ke Huy Quan: torna dopo vent’anni e vince l’Oscar
J.K. Rowling: da madre single al fenomeno Harry Potter
Quando si trasferì a Edimburgo con la figlia, J.K. Rowling era una madre single con pochissimi soldi e viveva anche grazie ai sussidi pubblici. Continuava intanto a lavorare al manoscritto di Harry Potter e la Pietra Filosofale, spesso scrivendo nei caffè.
Il libro venne proposto a dodici editori prima di essere accettato da Bloomsbury. Quando uscì, il 26 giugno 1997, Rowling aveva 31 anni. Nessuno poteva ancora immaginare che quel mago undicenne sarebbe diventato il protagonista di uno dei maggiori fenomeni editoriali della storia.
Harrison Ford: dal laboratorio di falegnameria al Millennium Falcon
Harrison Ford aveva già ottenuto qualche piccola parte, ma recitare non gli permetteva di mantenere la famiglia. Per questo imparò a lavorare come carpentiere e trasformò il mestiere in un’occupazione a tempo pieno.
Quella parentesi non rappresentò l’abbandono definitivo del cinema. Ford continuò a frequentare l’ambiente e, dopo essere apparso in American Graffiti, venne scelto per interpretare Han Solo.
Quando il primo Star Wars arrivò nelle sale nel 1977 aveva 34 anni. Da quel momento il carpentiere diventò uno dei volti più riconoscibili di Hollywood.
Stan Lee: stava pensando di lasciare i fumetti
All’inizio degli anni Sessanta, Stan Lee era frustrato dai fumetti che gli veniva chiesto di produrre e pensava seriamente di cambiare mestiere. Fu sua moglie Joan a suggerirgli di realizzare almeno un’ultima storia nel modo in cui avrebbe voluto scriverla davvero.
Da quell’idea nacquero, insieme al fondamentale lavoro di Jack Kirby, i Fantastici Quattro. Il primo numero uscì nel novembre 1961, quando Lee aveva 38 anni, e aprì la stagione che avrebbe trasformato la Marvel e il fumetto supereroistico.
Ken Jeong: medico di giorno, comico quando usciva dall’ospedale
Prima di diventare una presenza fissa nelle comedy americane, Ken Jeong aveva una carriera decisamente diversa: era un medico specializzato in medicina interna.
Mentre lavorava negli ospedali, si esibiva nei comedy club e partecipava alle audizioni. Il cinema iniziò ad accorgersi di lui con Molto incinta, ma fu il ruolo imprevedibile di Leslie Chow in Una notte da leoni, uscito quando aveva 39 anni, a renderlo immediatamente riconoscibile.
Pedro Pascal: quasi vent’anni di ruoli prima di Oberyn Martell
Prima di diventare il volto di serie come The Mandalorian e The Last of Us, Pedro Pascal aveva passato anni tra teatro, audizioni e brevi apparizioni televisive.
La svolta arrivò con la quarta stagione di Game of Thrones. Pascal aveva 39 anni quando il pubblico lo conobbe nei panni di Oberyn Martell, personaggio rimasto nella serie per pochi episodi ma sufficiente a cambiare la sua carriera. Lo stesso attore ha descritto quel casting come un vero “game changer”.
Steve Carell: due progetti nello stesso anno cambiano tutto
A 42 anni Steve Carell era già apprezzato per The Daily Show e per alcuni ruoli secondari, tra cui quello di Brick in Anchorman. Non era però ancora il protagonista su cui uno studio avrebbe costruito un grande film.
Nel giro di pochi mesi arrivarono The Office e 40 anni vergine. Quest’ultimo, uscito appena dopo il suo 43esimo compleanno, fu il suo primo ruolo cinematografico da protagonista e lo trasformò in una star della commedia. Quando la vita decide di cambiare ritmo, a volte non porta una sola occasione: ne porta due insieme.
Bob Odenkirk: dalla scrittura comica a protagonista di un drama
Bob Odenkirk ha trascorso buona parte della propria carriera scrivendo e interpretando sketch. Ha lavorato per programmi come Saturday Night Live e creato, insieme a David Cross, la serie cult Mr. Show.
Il grande pubblico lo ha scoperto a 46 anni con Saul Goodman in Breaking Bad. A 52 anni è diventato il protagonista assoluto di Better Call Saul, dimostrando di poter sostenere un drama complesso dopo decenni trascorsi soprattutto nella comicità.
Bryan Cranston: da padre da sitcom a Walter White
Prima di Breaking Bad, Bryan Cranston non era uno sconosciuto relegato a piccole parti. Era già molto noto per aver interpretato Hal, il padre caotico e affettuoso di Malcolm, per sette stagioni.
La vera trasformazione arrivò a 51 anni. Il pubblico abituato a vederlo in una sitcom dovette improvvisamente confrontarsi con Walter White, uno dei personaggi più cupi della televisione. La svolta non gli diede semplicemente fama: cambiò completamente il modo in cui l’industria considerava il suo talento.
Morgan Freeman: la prima candidatura all’Oscar arriva a 50 anni
Morgan Freeman recitava da molto tempo tra teatro, televisione e cinema. Aveva talento, esperienza e una voce impossibile da confondere, ma il ruolo capace di portarlo al centro dell’attenzione tardava ad arrivare.
Nel 1987 interpretò Fast Black in Street Smart. La performance gli procurò la prima candidatura all’Oscar, ricevuta quando aveva 50 anni, e aprì la fase più importante della sua carriera cinematografica.
Jennifer Coolidge: da icona cult alla vittoria agli Emmy
Jennifer Coolidge era già amatissima per personaggi come la madre di Stifler in American Pie e Paulette in La rivincita delle bionde. Per anni, però, Hollywood l’ha utilizzata soprattutto come caratterista, affidandole variazioni dello stesso ruolo.
The White Lotus le ha permesso di mostrare qualcosa di diverso. Entrata nella serie intorno ai sessant’anni, ha vinto il suo primo Emmy nel 2022 a 61 anni. Il successo ha dato una seconda spinta a una carriera che molti consideravano ormai definita.
Ke Huy Quan: torna dopo vent’anni e vince l’Oscar
Da bambino Ke Huy Quan aveva recitato in Indiana Jones e il tempio maledetto e I Goonies. Crescendo, però, le parti iniziarono a scomparire e l’attore si spostò dietro la macchina da presa, lavorando anche come coordinatore degli stunt.
Dopo circa vent’anni lontano dalla recitazione decise di riprovarci. Il ritorno con Everything Everywhere All at Once lo ha portato, a 51 anni, a vincere l’Oscar come miglior attore non protagonista.