
La vicenda ha origine in Thailandia, dove un video girato a bordo della metropolitana BTS Skytrain di Bangkok è diventato virale in tutto il mondo.
Nel filmato si vede un gruppo di giovani turisti italiani fare chiasso e rispondere in modo provocatorio e maleducato a una passeggera thailandese che chiedeva loro di abbassare il tono di voce.
L'episodio ha scatenato una forte indignazione, portando a prese di posizione ufficiali e alle scuse dell'Ambasciata d'Italia a Bangkok. Tuttavia, la giustizia sommaria della rete ha preso una piega drammatica quando gli algoritmi di riconoscimento facciale e il popolo del web hanno erroneamente associato i volti dei responsabili a quelli di Carolina e Giuseppe.
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La storia di Carolina: minacce e profili social bloccati
Carolina De Vico, 23 anni, studentessa di comunicazione all'università IULM di Milano a un passo dalla tesi, si è ritrovata con i profili Instagram e TikTok bloccati e la casella e-mail invasa da messaggi ostili.
Gli haters sono arrivati a recuperare vecchie foto dal suo profilo per modificarle e deriderla, minacciando persino di attenderla in aeroporto. La ragazza ha spiegato di non essere mai stata in Thailandia e di stare attraversando un momento personale delicato. Nonostante i suoi video di smentita, l'odio online non si è del tutto fermato.
In un video di qualche giorno fa, la ragazza è tornata sull'argomento e, in lingua inglese, ha voluto chiarire nuovamente la situazione chiedendo di fermare i commenti, spiegando quanto può essere doloroso - soprattutto per una ragazza estranea al mondo dei social - essere vittima all'improvviso di una vera e propria gogna mediatica.
La testimonianza di Giuseppe: senza passaporto ma bersagliato dagli haters
Un destino del tutto simile ha colpito Giuseppe, docente italiano su TikTok. Travolto dalle accuse e dagli insulti arrivati dall'Asia, il giovane ha pubblicato diversi video appello in lingua inglese per chiarire l'equivoco.
Giuseppe ha dimostrato di non possedere nemmeno un passaporto valido per viaggiare fuori dall'Europa e di trovarsi in Svizzera per lavoro durante i giorni dell'incidente. Condannando con fermezza il comportamento irrispettoso mostrato nel video originale e ricordando il suo profondo legame di rispetto verso la Thailandia — paese d'origine del suo migliore amico —, Giuseppe ha implorato gli utenti di fermare l'odio cieco scatenato nei suoi confronti.
I pericoli della gogna mediatica
La vicenda riporta in primo piano i rischi delle gogne mediatiche alimentate dai social e le insidie del riconoscimento facciale. Resta però un punto fondamentale: anche se la rete avesse individuato i reali responsabili, un'ondata di insulti e minacce sarebbe stata comunque inaccettabile. Si tratta di dinamiche fuori controllo capaci di stravolgere l'esistenza di una persona in poche ore, lasciando cicatrici psicologiche profonde.