
La stessa infrazione, sulla stessa strada, ma con multe diverse a seconda di chi la commette. È questo il cuore della bozza di revisione del Codice della Strada messa a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: l'importo della sanzione non dipenderebbe più solo da cosa hai fatto, ma anche da chi sei, cosa guidi e quanti punti ti restano sulla patente.
Neopatentati, guidatori di auto potenti, recidivi e chi ha la patente quasi svuotata rischiano rincari a scaglioni, fino al raddoppio nei casi più gravi. Chi invece installa dispositivi di sicurezza avanzati può ottenere uno sconto. Nel frattempo, sulle strisce blu la tolleranza è già cambiata, e vale la pena chiarire anche chi paga se al volante c'è una persona diversa dal proprietario.
Indice
Chi rischia il primo aumento del 10%
Allora, partiamo dalle basi. La bozza del Ministero prevede una prima soglia di aggravio, pari al 10% sulla sanzione base, per chi si trova in una di queste condizioni:
- Neopatentati: chi ha preso la patente da poco rientra nel rincaro base.
- Auto sopra i 150 kW: guidare un veicolo molto potente comporta responsabilità maggiori.
- Meno di 20 punti sulla patente: chi ha già perso punti in passato paga il 10% in più su ogni nuova sanzione.
- Recidiva in autostrada o entro 5 anni: ripetere lo stesso errore in questo arco di tempo fa scattare la maggiorazione.
Il tema riguarda da vicino chi guida da poco tempo.
Un sondaggio di Skuola.net, condotto a ottobre 2025, mostra che la quota di chi dichiara di non essere un guidatore abituale di un mezzo stradale scende ogni anno: dal 61,8% del 2023 al 59,5% del 2024, fino al 57,7% del 2025. Significa che sempre più giovani salgono al volante con regolarità, proprio nella fascia più esposta ai nuovi rincari.
Alla domanda se, dopo l'introduzione del nuovo Codice della Strada nel dicembre 2024, si sentano più attenti alla guida, il 44,9% ha risposto di no perché già attento in precedenza, mentre il 22,8% si dice diventato molto più attento.
Dalla guida alterata al raddoppio della sanzione
Se il comportamento si fa più pericoloso, la scala dei rincari sale rapidamente. Ecco come cambierebbe la sanzione base secondo la bozza:
- +20% per guida in stato di alterazione: guidare sotto l'effetto di alcol o sostanze, oltre alle sanzioni già previste, farebbe scattare questo sovrapprezzo.
- +30% in caso di incidente: causare un sinistro, anche senza feriti, o guidare con la patente già a zero punti porta la maggiorazione al 30%.
- +50% per le irregolarità più gravi: guida con patente sospesa, documenti non regolari o senza targa.
- +100% per chi non ha mai preso la patente: qui la sanzione raddoppierebbe senza passaggi intermedi.
Il messaggio è chiaro: più la condotta è rischiosa, più la sanzione pesa sul portafogli, in una logica di proporzionalità che va oltre il semplice elenco di percentuali.
Gli sconti per chi guida in sicurezza
La bozza non parla solo di rincari. Chi guida un veicolo equipaggiato con dispositivi di sicurezza avanzati potrebbe ottenere una riduzione della sanzione fino al 50%.
La logica è semplice: chi investe nella propria sicurezza, e in quella degli altri, trova un vantaggio anche sul piano economico. Resta da capire quali dispositivi rientreranno nell'elenco che darà diritto allo sconto.
Il testo, per ora, è solo una bozza di decreto legislativo. Deve ancora completare l'iter parlamentare, e diversi dettagli potrebbero cambiare prima dell'approvazione definitiva.
Le regole già in vigore tra strisce blu e auto altrui
Mentre la riforma sulle multe personalizzate è ancora in bozza, un'altra novità del Codice della Strada è già operativa. La legge n. 177 del 2024 ha cambiato le regole sulla sosta a pagamento: sparita la vecchia tolleranza fissa di 15 minuti, sostituita da tre fasce calcolate sul tempo effettivamente pagato.
Se il controllo avviene entro il 10% del tempo acquistato, non c'è alcuna sanzione: chi paga un'ora di sosta ha 6 minuti di margine. Tra l'11% e il 50% di sforamento scatta una multa ridotta del 50%, più il recupero della tariffa non versata.
Oltre il 50% si applica la sanzione piena, prevista dall'articolo 7, comma 14 del Codice della Strada, che va da 42 a 173 euro, con lo sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni.
C'è poi la domanda che si fanno molti neopatentati: chi paga se l'auto guidata non è la propria? Se il mezzo è di un familiare convivente, con lo stesso indirizzo di residenza indicato in carta di circolazione, non scatta alcuna sanzione specifica.
Il problema si pone per chi guida in modo continuativo, per più di 30 giorni, un'auto intestata a qualcun altro senza averlo comunicato all'Archivio Nazionale dei Veicoli. In questo caso l'articolo 94, comma 4-bis del Codice della Strada prevede una sanzione da 705 a 3.526 euro, con il ritiro della carta di circolazione.