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Immagine realizzata con IA generativa

Un ragazzo di 13 anni è morto nella notte dopo essersi accasciato durante una partitella di calcio all'oratorio di Cremezzano, nel Bergamasco. Inutili il massaggio cardiaco praticato sul posto, l'intervento dell'elicottero del 118 e la corsa verso l'ospedale di Bergamo.

Il ragazzino stava giocando con gli amici in un pomeriggio come tanti, in un campetto che conosceva bene. Il suo cuore ha smesso di battere con regolarità e nessuna manovra di rianimazione è riuscita a farlo ripartire.

La storia riaccende l'attenzione su quanto conti la rapidità dei soccorsi quando un malore cardiaco colpisce un giovanissimo senza alcun segnale d'allarme precedente.

Indice

  1. Il 13enne è morto dopo il malore all'oratorio
  2. Il massaggio cardiaco non ha fermato l'emergenza
  3. Il ragazzo non aveva mostrato problemi di salute

Il 13enne è morto dopo il malore all'oratorio

Il pomeriggio del 7 ottobre il ragazzo stava disputando una partitella con gli amici al campetto dell'oratorio di Cremezzano. All'improvviso si è accasciato al suolo, davanti ai compagni di gioco, senza alcun preavviso.

Il suo cuore ha ceduto in quei minuti e non c'è stato modo di riportarlo a battere con regolarità, nonostante tutti i tentativi messi in campo. Il decesso è arrivato nella notte, dopo il ricovero in ospedale.

Il massaggio cardiaco non ha fermato l'emergenza

Tra le persone presenti al campetto c'era un'infermiera, che ha praticato subito il massaggio cardiaco sul ragazzo. Sul posto è arrivato poco dopo l'elicottero del 118, inviato con la massima urgenza.

I soccorritori hanno usato adrenalina e respiratore prima di trasferirlo in volo verso l'ospedale di Bergamo. Durante il trasporto, al suo fianco è rimasta la madre, che ha condiviso con lui quegli ultimi momenti di corsa contro il tempo.

Nonostante ogni manovra tentata, dal massaggio cardiaco iniziale fino alle terapie in ospedale, le condizioni del 13enne non sono mai migliorate.

Il ragazzo non aveva mostrato problemi di salute

Il ragazzino aveva iniziato da poche settimane la terza media, un anno scolastico che stava affrontando come un coetaneo qualsiasi. Fuori da scuola giocava a calcio in una squadra dilettantistica della zona, la stessa passione che lo ha accompagnato fino all'ultimo pomeriggio in campo.

Fino a quel momento il suo stato di salute non aveva mai destato alcuna preoccupazione, né in famiglia né tra chi lo seguiva nello sport. Un malore arrivato senza segnali, che in poche ore ha spezzato la vita di un tredicenne che fino a quel pomeriggio stava semplicemente giocando a pallone con gli amici.

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