planisfero equal earth
Planisfero creato con la proiezione Equal Earth, promossa dalla mozione votata venerdì dall'ONU 

Dentro l’Africa potresti mettere Stati Uniti, Cina, India, Messico e perfino tutta l’Unione Europea. E avanzerebbe ancora spazio. Eppure, guardando il classico planisfero che abbiamo visto per anni sui libri di scuola, difficilmente diremmo che il continente africano sia così enorme.

Il motivo non è che abbiamo sempre studiato su mappe “sbagliate”. È che trasformare un pianeta quasi sferico in una superficie piatta comporta inevitabilmente delle distorsioni.

E una delle proiezioni più diffuse al mondo, quella di Mercatore, altera parecchio le dimensioni dei territori: ingrandisce soprattutto quelli più vicini ai poli e fa apparire, per confronto, molto più piccole le aree vicine all’Equatore.

Ecco quindi che l’Africa sembra decisamente meno grande di quanto sia davvero. Basti pensare che sulla mappa di Mercatore la Groenlandia può apparire quasi paragonabile al continente africano, quando nella realtà l’Africa è circa 14 volte più estesa.

Una rappresentazione a cui siamo talmente abituati da non farci quasi più caso. Ma ora qualcosa potrebbe cambiare: l’ONU ha approvato una risoluzione che invita a utilizzare maggiormente mappe capaci di rispettare le reali proporzioni tra i continenti, come la proiezione Equal Earth.

Ma perché proprio adesso? E soprattutto: significa che dovremo dire addio alle mappe che conosciamo?

africa dimensioni

Indice

  1. Perché le mappe che conosciamo “rimpiccioliscono” l’Africa?
  2. Il caso più evidente? Africa contro Groenlandia
  3. Cosa ha deciso davvero l’ONU
  4. E qui entra in gioco Equal Earth
  5. Perché all’ONU interessa così tanto la dimensione dell’Africa?
  6. Quindi cambieranno davvero le mappe nelle scuole?
  7. Mercatore allora è una mappa “sbagliata”?

Perché le mappe che conosciamo “rimpiccioliscono” l’Africa?

Prima di tutto, c’è un problema impossibile da eliminare del tutto: non si può stendere una sfera su un foglio senza deformarla. È un po’ come provare ad appiattire la buccia di un’arancia sul tavolo senza tagliarla, allungarla o romperla. Da qualche parte una distorsione deve esserci.

Le diverse proiezioni cartografiche scelgono quindi che cosa sacrificare: le dimensioni, le forme, le distanze oppure gli angoli.

Una delle più famose è la proiezione di Mercatore, elaborata dal cartografo Gerardus Mercator nel 1569. Era stata pensata soprattutto per la navigazione: permetteva ai marinai di seguire più facilmente una direzione costante sulla bussola.

Per fare questo, però, la mappa allarga sempre di più le zone man mano che ci si avvicina ai poli. Il risultato è che territori come Groenlandia, Canada, Russia ed Europa settentrionale sembrano enormi, mentre le regioni vicine all’Equatore risultano, in confronto, molto più piccole.

Il caso più evidente? Africa contro Groenlandia

Sulla proiezione di Mercatore, Groenlandia e Africa possono sembrare quasi confrontabili per superficie. Ma la Groenlandia misura poco più di 2 milioni di chilometri quadrati, mentre il continente africano supera i 30 milioni.

In altre parole, dentro l’Africa potrebbero entrare circa 14 Groenlandie.

Mercatore, quindi, non aveva “sbagliato” la mappa. Semplicemente stava cercando di risolvere un altro problema: aiutare chi navigava in mare. La questione sollevata oggi riguarda soprattutto l’uso di quella stessa rappresentazione come immagine generale del mondo, per esempio in contesti educativi e informativi.

Cosa ha deciso davvero l’ONU

La risoluzione si chiama Correct the Map: Rebalancing Global Cartographic Representation and Promoting Equitable Representation of the World's Regions, Particularly Africa” ed è stata presentata dal Togo a nome del gruppo dei Paesi africani.

Il risultato del voto è stato molto netto: 164 Paesi a favore, uno contrario e sei astenuti. L’unico voto contrario è arrivato dagli Stati Uniti; si sono invece astenuti Estonia, Georgia, Lituania, Moldova, Serbia e Ucraina.

Ma attenzione: l’ONU non ha vietato la mappa di Mercatore e non ha ordinato a tutti di buttare via atlanti e planisferi.

La risoluzione non è vincolante e riconosce esplicitamente che esistono diverse proiezioni, ciascuna adatta a scopi differenti. Mercatore, per esempio, continua ad avere una sua utilità nella navigazione.

L’obiettivo è diverso: quando bisogna mostrare e confrontare le dimensioni reali delle diverse parti del mondo, l’ONU invita a preferire proiezioni che conservano correttamente le superfici.

E qui entra in gioco Equal Earth

Una delle alternative indicate è la proiezione Equal Earth, sviluppata nel 2018 dai cartografi Bojan Šavrič, Tom Patterson e Bernhard Jenny. Come suggerisce il nome, Equal Earth è una proiezione equivalente, cioè mantiene corrette le proporzioni tra le aree.

Tradotto: se un territorio è davvero 10 volte più grande di un altro, anche sulla mappa avrà una superficie 10 volte maggiore. Questo rende molto più evidente la vera grandezza dell’Africa e ridimensiona, invece, le regioni vicine ai poli che Mercatore ci ha abituato a vedere gigantesche.

Ma neanche Equal Earth è una fotografia perfetta del pianeta. Per conservare correttamente le superfici, infatti, deve deformare in parte le forme e gli angoli. La mappa perfetta, insomma, non esiste. L’unica rappresentazione senza questo genere di problemi sarebbe il globo.

confronto mappe africa

Perché all’ONU interessa così tanto la dimensione dell’Africa?

Per i promotori della risoluzione non si tratta soltanto di una questione da appassionati di geografia. Le mappe sono uno degli strumenti con cui impariamo a immaginare il mondo. Le vediamo a scuola, sui libri, sui media, online e nelle rappresentazioni istituzionali.

Se per generazioni un continente viene mostrato molto più piccolo rispetto ad altri, secondo i Paesi africani questo può influenzare anche la percezione della sua importanza e del suo peso nel mondo.

Durante il dibattito all’ONU è stato sottolineato proprio come la rappresentazione cartografica tocchi temi quali educazione, conoscenza, cultura e rappresentazione equilibrata delle diverse regioni.

La campagna ha ricevuto il sostegno dell’Unione Africana, che aveva già scelto di appoggiare Equal Earth nei mesi precedenti al voto delle Nazioni Unite.

Quindi cambieranno davvero le mappe nelle scuole?

Non da domani mattina e soprattutto non automaticamente. La risoluzione dell’Assemblea Generale è un invito. Ogni Stato, scuola, editore o piattaforma dovrà eventualmente decidere come recepirlo.

Il Togo, che ha guidato l’iniziativa, ha già annunciato l’intenzione di aggiornare i propri materiali scolastici e di continuare il confronto con l’Unione Africana, l’UNESCO e le aziende tecnologiche.

È quindi possibile che nei prossimi anni Equal Earth e altre proiezioni equivalenti inizino a comparire più spesso negli atlanti, nei libri scolastici e nelle rappresentazioni digitali del mondo.

Mercatore allora è una mappa “sbagliata”?

Ricapitolando: la proiezione di Mercatore non è falsa: è uno strumento costruito per uno scopo specifico. Il problema nasce quando la utilizziamo per fare qualcosa per cui non è particolarmente adatta, cioè confrontare le dimensioni dei continenti.

La stessa risoluzione ONU precisa infatti che non vuole condannare Mercatore né imporre un’unica mappa valida per tutto. La vera novità è quindi soprattutto culturale: ricordarci che una mappa non è il mondo, ma una sua rappresentazione.

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