Paolo Mendico

L'11 settembre 2025 una tragedia inaccettabile scuoteva l'Italia intera: Paolo Mendico, un giovane studente di 14 anni, si è tolto la vita nelle ore precedenti il primo giorno di scuola, schiacciato dal peso di un bullismo sistematico e dall'indifferenza di chi avrebbe dovuto tutelarlo. Lo hanno raccontato i suoi genitori, che ancora lottano, nel suo ricordo, perchè drammi del genere non accadano più.

Oggi, a un anno esatto di distanza da quel tragico evento, l'intervista rilasciata a Skuola.net dai Giuseppe Mendico e Simonetta La Marra, il papà e la mamma di Paolo, all'indomani della scomparsa, offre l'occasione per riflettere. Un documento prezioso e drammatico, per non dimenticare e per tenere alta l'attenzione sulle responsabilità del mondo adulto.

Indice

  1. Un calvario che dura dalle elementari
  2. L'incubo delle scuole medie e superiori
  3. L'ennesima delusione a scuola
  4. Le indagini del ministero 
  5. Memupe: un'associazione per continuare a lottare

Un calvario che dura dalle elementari

Le parole del padre e della madre di Paolo ripercorrono un incubo iniziato fin dalla quinta elementare. Già allora il bambino subiva le angherie di un compagno, arrivato in un'occasione a presentarsi in classe con un cacciavite di plastica. La risposta della scuola però non è stata nè tempestiva nè efficace, con insegnanti assenti o pronti a minimizzare l'accaduto. La mamma parla addirittura di un'insegnante che sarebbe arrivata a chiudere Paolo in una stanza cercando di avere informazioni dal bambino su una possibile denuncia da parte dei genitori.

L'incubo delle scuole medie e superiori

Il racconto prosegue descrivendo gli anni delle scuole medie, segnati da prese in giro e vere e proprie umiliazioni, come le scritte ingiuriose con nome e cognome sulle porte dei bagni. Alle disperate richieste di intervento della famiglia, il dirigente arrivò a rispondere che il ragazzo doveva "cominciare ad abituarsi" a queste dinamiche.

La speranza di un nuovo inizio al primo anno delle superiori si è scontrata con la medesima, amara realtà del bullismo, con le prese in giro liquidate dall'istituto con sterili "ramanzine" alla classe. Poi sono arrivate addirittura le aggressioni fisiche, come le spinte contro il muro. 

L'ennesima delusione a scuola

Nel racconto dei genitori, il punto di rottura definitivo è arrivato a fine anno scolastico. Paolo, sfiancato emotivamente e deluso da un sistema che sembrava ignorare la sua sofferenza, è stato rimandato in matematica con un 5, costretto a frequentare i corsi di recupero estivi. 

Nel frattempo, i bulli che lo avevano tormentato venivano promossi senza alcuna ripercussione sul voto in condotta nè sospensioni in giudizio, anche con insufficienze passate a 6.  Questo ha peggiorato lo stato emotivo di Paolo, che allo stesso tempo rimaneva sempre più isolato, ad eccezione di un solo amico, l'unico compagno che si è poi presentato al suo funerale.

Le indagini del ministero 

Nel frattempo, la vicenda ha avuto dei risvolti istituzionali. Mentre il procedimento penale è ancora in corso, l'indagine degli ispettori del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha chiesto provvedimenti disciplinari per la dirigente scolastica, "per le responsabilità che interessano la funzione dirigenziale", e per la vicedirigente e la responsabile della succursale dell’istituto, per "condotte omisive". Nonostante la gravità e la ripetitività degli episodi denunciati dalla famiglia, l'istituto non ha mai attivato la Fase 2 prevista dalle linee guida ministeriali.

Oggi, il lucido appello della madre di Paolo risuona più forte che mai: i genitori non devono schierarsi ciecamente in difesa dei figli accusati di bullismo. Al contrario, dovrebbero preoccuparsi, dialogare con la scuola e intervenire per correggere quei comportamenti prima che si trasformino in tragedia.

Memupe: un'associazione per continuare a lottare

Nel ricordo di Paolo, un mese fa è nata "Memupe", un'associazione che porta il nome del gruppo musicale che il ragazzo avrebbe voluto fondare. L'obiettivo è chiaro: contrastare il bullismo e il cyberbullismo attraverso la sensibilizzazione e la prevenzione, aiutando ragazzi, famiglie e istituzioni a riconoscere i segnali di disagio quando si è ancora in tempo per intervenire. Perché la memoria di Paolo diventi luce e salvezza per altri studenti.

L'11 settembre, a un anno esatto da quel terribile giorno, Paolo verrà ricordato con una messa di suffragio celebrata alle 18.00 presso il Santuario di Santi Cosma e Damiano.

 

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