
I dati dell'ultimo rapporto PISA (datati 2025) delineano un quadro allarmante per la scuola europea: le competenze dei quindicenni in lettura, matematica e scienze sono nettamente inferiori rispetto a vent'anni fa.
La media OCSE ha registrato un calo di 25 punti in lettura e 30 punti in matematica, uno scarto che equivale alla perdita di oltre un anno di scolarizzazione. Su 96 punteggi analizzati in 32 sistemi scolastici europei, ben 82 sono inferiori a quelli del 2006, con un arretramento che ha colpito soprattutto i paesi storicamente considerati modelli d'eccellenza.
La crisi del modello nordico e le poche eccezioni
La Finlandia, regina incontrastata della scuola europea nel 2006, ha subito il crollo più drastico. Nel giro di vent'anni ha perso 80 punti in lettura, 73 in matematica e 59 in scienze, trascinata verso il basso dal calo dell'abitudine alla lettura, dalla minore motivazione e da riforme d'inclusione gestite in parallelo a tagli di bilancio.
L'intero blocco dei paesi nordici ha mostrato perdite imponenti, superando i 50 punti di calo nella comprensione del testo. Tra le pochissime eccezioni spicca la Turchia, protagonista del maggior balzo in avanti con un incremento di 70 punti in scienze e 38 in matematica, guidato dall'estensione dell'obbligo scolastico e dall'addestramento specifico sui quesiti PISA.
Anche Estonia e Regno Unito hanno dimostrato una notevole capacità di tenuta, conservando le prime posizioni del continente.
Perché la scuola italiana è un'eccezione
In un contesto caratterizzato da un impoverimento generalizzato delle competenze, l'Italia si distingue per un andamento in controtendenza. Pur non raggiungendo la vetta della classifica, il sistema scolastico italiano ha evitato i tracolli rovinosi di potenze come Germania o Francia, mostrando progressi su tutte le materie rispetto al ventennio precedente.
Dal 2006 al 2025, nella prova di lettura, i quindicenni italiani sono saliti da 461,7 a 467,8 punti, posizionandosi al di sopra della media OCSE. In matematica il punteggio è cresciuto da 468,5 a 474,3 punti, mentre nelle scienze si passa da 475,4 (2006) a 483 punti (2025). Nel ventennio, il trend italiano è positivo in tutte e tre le materie.
Il nuovo scenario dell'istruzione europea
I risultati mostrano che l'Europa dell'istruzione non ha semplicemente perso terreno, ma ha vissuto una forte compressione verso il basso, riducendo la forbice tra i sistemi scolastici migliori e quelli peggiori.
L'Italia, storicamente posizionata nella fascia media della graduatoria, si ritrova oggi in una posizione di inattesa solidità, emergendo come uno dei rari baluardi capaci non solo di proteggere la preparazione dei propri studenti dal declino globale, ma persino di registrarne un progresso rispetto a vent'anni fa.