wannabe giusy di fratta

Il “disagio” può diventare un superpotere? Sì, soprattutto in un mondo digitale dominato da feed patinati e vite piallate dai filtri bellezza. Parola di Giusy Di Fratta, creator che su TikTok conta oltre un milione di follower. 

Originaria di Villa di Terno, un piccolo paese in provincia di Caserta, Giusy incarna alla perfezione la parabola di quella prima generazione di nativi digitali cresciuta con i miti della YouTube Italia degli anni 10: da Favij a Sofia Viscardi, passando per Greta Menchi e Alberico De Giglio. Ma se per molti suoi colleghi il percorso sul web ha assunto i contorni di una passerella dorata, per Giusy la strada è stata segnata, fin dagli anni della scuola, da episodi sistematici di cyberbullismo e isolamento sociale.

Ospite di Skuola.net nell’ormai celebre vodcast #Screenshot, condotto dal direttore Daniele Grassucci, la creator ha raccontato senza filtri una storia fatta di resilienza, incidenti di percorso e difficoltà scolastiche, ma soprattutto di una determinazione d’acciaio che l’ha portata fino agli studi radiofonici di RDS Next.

Indice

  1. "La mia faccia spiaccicata sulla LIM": il cyberbullismo a scuola (anche da parte dei prof)
  2. Da Villa di Terno al successo: provinciale, "strana" e fiera della propria indipendenza emotiva
  3. L'amicizia vera e il format "L'amica giusta"
  4. Dal rifiuto al riscatto: la nascita dell'anti-trend e l'approdo su RDS Next
  5. Oltre il mito dello smartphone: la Creator Economy è una professione seria
  6. La Time Capsule dei ricordi: messaggio alla Giusy del futuro

"La mia faccia spiaccicata sulla LIM": il cyberbullismo a scuola (anche da parte dei prof)

Giusy ha sempre sognato di diventare una creator, una scelta che non tutti hanno visto di buon occhio.Avendo iniziato a pubblicare video molto presto, ha vissuto un’adolescenza tutt’altro che semplice, soprattutto tra i banchi di scuola.

"Entro in classe un giorno, alle medie, e c'è la mia faccia spiaccicata sulla LIM. Immagina la scena: la lavagna digitale, la mia immagine proiettata e tutti i compagni attorno che mi prendevano in giro dicendomi 'Ma cosa fai? Sei ridicola!'. In quel momento ho pensato: basta, non farò mai più video in vita mia."

Un trauma che non si è esaurito tra i banchi della scuola secondaria di primo grado, ma che è proseguito ferocemente anche tra i corridoi del liceo, arrivando all'apice durante i complessi mesi della didattica a distanza (DAD).

Giusy ha ricordato un episodio emblematico: una videochiamata di classe orchestrata da una professoressa che, invece di tutelare la studentessa, ha spalancato le porte a una sorta di "processo" in diretta streaming.

"Una prof disse: 'Ragazzi, spiegatemi perché non sopportate la Di Fratta, cosa sta succedendo?'. Ad una ad una le mie compagne cominciarono a elencare i motivi per cui non mi sopportavano. Io piangevo a dirotto. E una mia amica mi disse pure: 'Ma che piangi a fare? Sei ridicola'. 

Ho dovuto cambiare scuola per salvare la mia salute mentale. Ad oggi non do la colpa ai ragazzi di 15-16 anni, perché all'epoca eravamo adolescenti e si può sbagliare; la colpa grave è stata degli adulti, dei professori, che dovevano intervenire per metterci sulla buona strada e non alimentare quella cattiveria."

Da Villa di Terno al successo: provinciale, "strana" e fiera della propria indipendenza emotiva

La storia di Giusy Di Fratta è anche la storia di chi cresce in un piccolo centro di provincia – Villa di Terno, in provincia di Caserta – dove ogni scelta fuori dagli schemi viene amplificata e spesso giudicata severamente dalla comunità locale. Crescere in una realtà di pochi abitanti significa essere perennemente sotto i riflettori del paese prima ancora che su quelli del web.

"Io vengo da un paese molto piccolo. Lì ero vista un po' come quella strana del gruppo, quella diversa che faceva le cose fuori dal comune. E infatti da lì hanno cominciato a prendermi in giro. La provincia sa essere un luogo meraviglioso ma anche soffocante quando provi a seguire la tua strada."

La vita di provincia, tuttavia, ha anche regalato a Giusy un legame viscerale con i valori della famiglia, in particolare con la figura materna, indicata nell'intervista come punto di riferimento assoluto e pilastro di forza, e con la sorella Martina, con cui ha mosso i primi passi su YouTube realizzando nel 2014-2015 le celebri "water challenge" da oltre un milione di visualizzazioni.

Questa forte impronta familiare e territoriale si riflette oggi in una maturità emotiva che la porta a rifiutare le dinamiche tossiche delle relazioni sentimentali contemporanee, rivendicando con orgoglio la scelta dell'indipendenza:

"In amore c'è tantissima tossicità in giro, soprattutto tra i ragazzi della mia età. Oggi preferisco vivere il mio periodo da single e godermi la gioventù. Per me una relazione deve essere un plus che ti dà serenità, non una fonte di ansia. Se non trovo la persona giusta che rispetti la mia libertà e la mia crescita, sto benissimo da sola."

L'amicizia vera e il format "L'amica giusta"

E l’amicizia?

"Ovviamente da piccola ho avuto tanti problemi legati alle amicizie o comunque non riuscivo a trovare una persona che potesse veramente regalarmi quel pomeriggio di spensieratezza.

A parte mia sorella Martina, con cui c'è sempre stato un legame indissolubile e che per me è la mia migliore amica,  siamo un'anima e un corpo, nel gruppo dei pari mi sentivo costantemente esclusa."

La consapevolezza di quanto la solitudine possa incidere negativamente sui più giovani ha spinto Giusy a non chiudersi in se stessa, ma a creare un format partecipativo dal titolo "L'amica giusta":

"Mi seguono tanti ragazzi giovani. Ho pensato: perché non provare a chiedere se qualcuno si sente o si sentiva come me in quel periodo? Ho pubblicato il video senza aspettative, perché un conto sono i social e un conto è la vita reale. Mi sono chiesta: davvero volete passare una giornata con me? Alla fine mi hanno contattata tantissime persone."

Il progetto si è concretizzato nell'incontro speciale con una giovane follower di nome Ginevra, scelta tra le tante candidature per regalarle un momento di evasione e supporto:

"Ho scelto Ginevra, che stava attraversando un momento difficile a scuola all'inizio del liceo. Di nascosto con la mamma abbiamo organizzato una sorpresa in un bar: quando mi ha vista è rimasta paralizzata e mi ha abbracciato. È nata subito una bellissima chiacchierata in cui si è sfogata di quello che stava passando

Poi le ho fatto un piccolo prank e l'ho sorpresa portandola al concerto del suo cantante preferito, Alfa. Ci siamo divertite tantissimo! Ad oggi sono passati circa 9 mesi, ci scriviamo tutti i giorni e mi ringrazia continuamente. Per me essere riuscita a regalarle quell'abbraccio e quel pomeriggio di serenità è stato un gesto dal valore inestimabile."

Dal rifiuto al riscatto: la nascita dell'anti-trend e l'approdo su RDS Next

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo hanno spinto Giusy a rinunciare per un po’ al suo sogno. La svolta per la creator campana è arrivata nel 2018, maturando la consapevolezza che le opinioni distruttive degli altri non avrebbero dovuto condizionare la realizzazione dei suoi sogni.

Incoraggiata da una famiglia molto presente – in primis la madre e la sorella Martina – Giusy ha ripreso in mano lo smartphone ed è tornata a registrare contenuti, rifiutandoi trend omologanti del momento per abbracciare una linea autentica e priva di filtri.

"Io pubblico per il piacere di farlo. Se una cosa non è alla moda, a me non interessa, la pubblico lo stesso perché mi fa stare bene e so che moltissime persone possono rivedersi nei miei errori e nelle mie insicurezze. Faccio un po' l'opposto dei trend classici, faccio l'anti-trend."

Un approccio controtendenza che ha conquistato la Generazione Z e che ha trasformato la sua innata tendenza alle figuracce e alle situazioni paradossali (dal superamento della prova di coraggio tra insetti a Ciao Darwin che le è valsa il premio come "Miglior Faccia Tosta", fino alle disavventure quotidiane) in un brand personale solido, molto amato e riconoscibile dal pubblico.

Oggi Giusy di Fratta non è più soltanto una TikToker seguitissima, ma conduce ogni martedì dalle 17:00 alle 18:00 il programma CineFeeling su RDS Next, la web radio di riferimento per le nuove generazioni, intervistando attori, giovani promesse del cinema, star delle serie TV di Netflix e Disney+, fino ad importanti cast internazionali.

Oltre il mito dello smartphone: la Creator Economy è una professione seria

Un altro punto cruciale sollevato nell'intervista riguarda la percezione sociale della professione del digital creator.

Nell'opinione pubblica persiste ancora lo stereotipo secondo cui creare contenuti su Internet sia una banale perdita di tempo o un'attività improvvisata accessibile a chiunque si piazzi semplicemente davanti alla fotocamera del telefono.

Giusy sfata categoricamente questo mito, mostrando il dietro le quinte di una routine fatta di montaggio autonomo, studio costante, organizzazione aziendale e percorsi accademici.

"I video me li monto totalmente da sola. Non c’è un’agenzia che mi fa il lavoro sporco. Per i format brevi ci vuole tempo, ma per i vlog lunghi su YouTube il processo analitico e di editing è davvero dispendioso. In più continuo i miei studi: mi sto laureando in Scienze Motorie. Fare la creator oggi è un lavoro serio a tutti gli effetti."

La Time Capsule dei ricordi: messaggio alla Giusy del futuro

Nel corso dell'intervista a #Wannabe, c'è stato spazio anche per esplorare una delle manie più curiose e affascinanti di Giusy Di Fratta: l'ossessione per la conservazione della memoria attraverso una vera e propria Time Capsule (Capsula del Tempo).

In un'epoca caratterizzata da contenuti volatili che scompaiono dopo 24 ore nelle Stories, Giusy ha rivelato di possedere un'inclinazione quasi collezionistica per gli oggetti del passato, intesi come tasselli tangibili del proprio percorso d'evoluzione umana e professionale.

"Io ho proprio una fissa: conservare tutto. Ho una scatola dei ricordi in particolare in cui metto tutto quello che mi succede

È la mia Time Capsule personale. Lì dentro c'è tutta la mia storia, comprese le testimonianze della prima YouTube Italia: io andavo ai raduni, compravo i libri, gli zaini, il merchandise dei Mates, di Favij, Sofia Viscardi, Greta Menchi, Anthony Di Francesco e persino dei Me Contro Te.

Conservo ancora tutto gelosamente, perché quegli oggetti mi ricordano da dove sono partita e qual era il mio sogno da bambina."

Ecco perché abbiamo fatto compilare alla creator la cossiddetta Good Card, scrivendo un messaggio indirizzato alla "Giusy del futuro" (tra 10 anni). Il reveal del contenuto sarà una sorpresa riservata ai canali social di Skuola.net (Instagram, TikTok, Shorts). 

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