
L'Intelligenza Artificiale sta cambiando per sempre il mondo della sanità, sollevando un interrogativo tra gli studenti e i futuri professionisti: gli algoritmi sostituiranno medici e infermieri?
A fare chiarezza è Alessio D'Amato, Responsabile Welfare della Segreteria Nazionale di Azione, ospite negli studi di Skuola.net.
Nessuna sostituzione di massa all'orizzonte: l'AI non ruberà il posto a chi lavora in corsia, ma di sicuro diventerà uno strumento fondamentale di prevenzione e diagnostica precoce. Il vero rischio non è l'algoritmo in sé, ma farsi trovare impreparati di fronte a una rivoluzione tecnologica già in atto negli ospedali di tutto il mondo.
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Prevenzione e diagnosi precoce: il vero ruolo dell'AI in corsia
L'Intelligenza Artificiale non è più fantascienza, bensì una realtà clinica che affronta sfide complesse, a partire dalla prevenzione.
I sistemi algoritmici stanno dimostrando una straordinaria efficacia nella prevenzione oncologica e nell'intercettare i segnali precoci delle malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer e il Parkinson.
"Attraverso le caratteristiche somatiche, l'algoritmo individua un grado di probabilità per l'evoluzione di queste malattie", spiega D'Amato.
L'impatto dei big data diventa evidente guardando i numeri della diagnostica per immagini: "Pensate che in tutto il mondo ogni anno vengono fatte circa 5 miliardi di immagini", ricorda D'Amato, "e mettere in relazione queste immagini per capire l'evoluzione di una malattia significa davvero stare nel pieno di una rivoluzione".
Il medico del futuro: perché la formazione fa la differenza
Di fronte a questa trasformazione, il timore che la macchina renda obsoleto l'operatore umano viene smentito dai fatti: i professionisti sanitari non verranno sostituiti, ma dovranno cambiare il modo di lavorare. Che si tratti di medicina, infermieristica, logopedia o fisioterapia, le potenzialità tecnologiche serviranno ad aumentare le prestazioni umane, non a cancellarle.
"L'intelligenza artificiale ha una grande capacità di prevenire lo sviluppo delle patologie", sottolinea ancora D'Amato, e questo porterà a una sanità più precisa. Il segreto per non subire il cambiamento è però la formazione: "È importante per chi si approccia a questa professione sapere, conoscere e avere il sapere scientifico per affrontare queste nuove sfide".
Un tema centrale anche nel suo libro, La cura e l'algoritmo, nato proprio con un obiettivo pratico per le nuove generazioni di operatori. Il testo raccoglie studi, ricerche internazionali e casi reali di pratiche cliniche già attive negli ospedali per offrire uno strumento concreto a studenti e professionisti: "Vuole essere un manuale d'uso", conclude D'Amato, perché per guidare il cambiamento bisogna prima di tutto conoscerlo a fondo.