Cestinate lo stereotipo che vede gli adolescenti pigri, sedentari e che si cibano solo di junk food e schermi dei dispositivi. C’è anche questo, per carità, ma parallelamente si sta facendo strada una crescente consapevolezza sull’importanza dell’attività fisica e una certa educazione alimentare.
In occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione (16 ottobre) una ricerca condotta da Skuola.net - su 1.700 ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 19 anni - mostra, infatti, una realtà del tutto diversa: più di 7 su 10 praticano attività sportiva con regolarità, quasi 6 su 10 si dicono informati sull'origine e sui valori nutrizionali di ciò che mangiano, circa 1 su 2 vive il pasto principale come un vero e proprio "rituale" di condivisione.
Per lo più onnivori, cibo sano e attività fisica sempre più presenti
Partiamo dai regimi alimentari: la stragrande maggioranza (83%) si dichiara onnivora senza preclusioni di sorta sull’origine delle proteine. Chiaramente non mancano i vegetariani (3%) con relativa declinazione flexitariana (9%), che prevede ogni tanto il consumo di carne, pesce e derivati animali.
I vegani? A limitarsi al consumo di alimenti di sola origine vegetale è appena l’1%, mentre chi si astiene dal consumo della carne ma mangia tutto il resto, ovvero i pesce-vegetariani, si ferma a quota 2% ovvero tanti quanti devono seguire un regime alimentare specifico per motivi medici o sportivi.
In questo contesto di consapevolezza sulle proprie scelte alimentari, viene nettamente ridimensionato il falso mito del consumo esclusivo di fast food e snack confezionati da parte degli adolescenti: il 12% lo fa raramente se non addirittura mai, il 29% al massimo 1-2 volte al mese. Sul versante opposto, c’è chi consuma cibo ultra processato 1 volta al giorno (23%) o più volte a settimana (36%).
Una contrapposizione tra stile di vita sano e sregolato che si ripropone anche nel modello alimentare adottato lontano dai pasti. Per quanto riguarda gli spuntini, prevalgono le merendine dolci (34%), patatine fritte e similari (11%) ma un consistente 23% sceglie frutta, yogurt o pane e marmellata e l'11% panini con affettati o formaggi.
Interessante osservare anche come si tengono in forma gli adolescenti. Perché viene smentita pure l'immagine (diffusa) di una generazione sedentaria: il 71% dice di fare sport con costanza, tra chi parla di 1-2 sessioni di allenamento a settimana (37%), chi di 3-4 sedute (25%) e chi di 5 o più sessioni (9%).
La svolta a tavola: etichetta pulita, genuinità e il valore del pasto
Sempre nella categoria miti da sfatare rientra il modo di mangiare nel corso della settimana: il 47% si riconosce in un modello “rituale”, ovvero pasto seduto in orari canonici da consumare preferibilmente in compagnia.
Chiaramente anche qui non mancano coloro che sposano l’approccio “pit-stop” (12%) - quindi mangiare il più velocemente possibile per poi tornare a fare altro - oppure il “multitasking” (23%) - ovvero continuare a fare altro mentre ci si alimenta - oppure lo “sregolato” (18%) che contempla saltare spesso i pasti o mangiare fuori orario.
Rispetto a qualche generazione di adolescenti fa, l’informazione su origini e valori nutrizionali dei cibi consumati è sicuramente superiore: solo il 43% ne sa poco o nulla, tutti gli altri si dichiarano abbastanza informati (37%), se non addirittura molto (17%) fino ad arrivare al livello pro (3%).
Non è un caso quindi che quando si chiede loro cosa definisca un “cibo di qualità”, il 44% indica come criterio prioritario l’assenza o la riduzione di conservanti e additivi, a cui si affiancano la ricerca del sapore autentico (24%), il rispetto della sostenibilità (14%) e la semplicità degli ingredienti ("etichetta corta", 9%).