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Passare troppe ore davanti a smartphone, computer e tv è legato a un benessere psicologico più basso in bambini e adolescenti. Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista scientifica BMC Pediatrics, condotto su 681 scolari tra gli 8 e i 19 anni in Estonia.

La ricerca - in attesa di peer-review- fa parte del progetto LVTU, l'indagine sulla salute mentale dei bambini estoni commissionata dal ministero degli Affari sociali dell'Estonia.

Gli autori hanno applicato il modello della displacement hypothesis, l'ipotesi secondo cui l'uso eccessivo degli schermi sottrae tempo ad attività utili alla crescita, come il movimento fisico o le relazioni di persona.

Dal confronto tra i partecipanti sono emersi profili di comportamento molto diversi tra loro, con differenze marcate sugli indicatori di salute mentale. Le sezioni che seguono spiegano quali gruppi sono stati individuati, come è stata condotta la rilevazione e perché il tempo davanti allo schermo pesa più del previsto.

Indice

  1. I tre profili di uso degli schermi
  2. 681 studenti hanno compilato questionari su schermi e benessere
  3. L'uso intensivo può sostituire famiglia e attività formative

I tre profili di uso degli schermi

Attraverso l'analisi statistica dei dati raccolti, i ricercatori hanno diviso i partecipanti in tre gruppi distinti in base al rapporto tra tempo sullo schermo e attività fuori dallo schermo.

Il 20,1% del campione rientra nel gruppo "Screen-Dominant", caratterizzato da un uso intenso dei dispositivi e da un coinvolgimento più basso in attività alternative.

Il gruppo più numeroso, pari al 48,5%, è stato definito "Balanced": chi ne fa parte mostra il livello più basso di problemi attentivi riferiti da sé stesso. Il restante 31,4% appartiene al gruppo "Off-Screen Active", ma su questo fronte emerge un risultato inatteso.

Chi rientra nel gruppo con più attività fuori dallo schermo non mostra infatti differenze negli indicatori di salute mentale rispetto al gruppo "Balanced". Il profilo che si distacca davvero dagli altri, in negativo, resta quello con un uso intenso e dominante degli schermi.

681 studenti hanno compilato questionari su schermi e benessere

Il campione analizzato comprende 681 bambini e adolescenti in età scolare, che hanno riferito personalmente il tempo quotidiano trascorso davanti agli schermi e l'eventuale uso problematico dei dispositivi. Tutti i partecipanti hanno completato la sottoscala del benessere psicologico del questionario Kidscreen-52.

Gli studenti dagli 11 anni in su hanno risposto anche al Pediatric Symptoms Checklist e alla Revised Child Anxiety and Depression Scale, due strumenti usati per rilevare sintomi di ansia, depressione e difficoltà comportamentali.

In parallelo, i genitori hanno fornito informazioni sui sintomi dei figli, sulle attività familiari condivise e sulla frequenza delle conversazioni in famiglia.

Per individuare i profili comportamentali, i ricercatori hanno usato la Latent Class Analysis, un metodo statistico che raggruppa i partecipanti in base a più variabili osservate insieme, in questo caso uso degli schermi e attività fuori dallo schermo.

L'uso intensivo può sostituire famiglia e attività formative

Secondo la displacement hypothesis, un uso eccessivo degli schermi può sostituire attività importanti per lo sviluppo, come il movimento fisico, il sonno adeguato, le relazioni di persona e la lettura.

Nel gruppo con uso intensivo degli schermi, i partecipanti trascorrevano effettivamente meno tempo con la famiglia e partecipavano meno spesso ad attività formative come sport o corsi.

I risultati dello studio indicano un rischio maggiore di esiti negativi sulla salute mentale proprio nei gruppi caratterizzati da un uso intenso degli schermi.

Gli autori precisano però che il legame tra tempo davanti allo schermo e salute mentale resta complesso, e può essere influenzato anche da età, inattività fisica e qualità delle relazioni interpersonali.

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