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Dalla Giornata della meraviglia a quella del riciclo della carta, entrambe appena istituite per legge, in Italia ormai c'è una ricorrenza nazionale per quasi tutto. Il numero delle giornate celebrative è infatti arrivato a 51, di cui ben 36 istituite nelle ultime tre legislature e 20 soltanto in quella attuale.

Una proliferazione che ha spinto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a intervenire: dopo aver promulgato la legge dedicata al riciclo della carta, il capo dello Stato ha richiamato l'attenzione del Parlamento su un problema che riguarda da vicino il mondo dell'istruzione.

Le scuole rischiano di dover dedicare sempre più tempo alle celebrazioni, a scapito delle normali attività didattiche. Secondo Mattarella, infatti, pretendere che gli istituti riescano a occuparsi di tutte queste ricorrenze sta diventando praticamente impossibile.

Ma cosa ha detto esattamente il Presidente e quali sono le conseguenze per gli studenti?

Indice

  1. Che cose la Giornata nazionale del riciclo della carta
  2. Niente giorno festivo: cosa cambia per scuole e università
  3. Perché Mattarella vuole frenare la corsa alle giornate nazionali

Che cose la Giornata nazionale del riciclo della carta

Il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge recante "Istituzione della giornata nazionale del riciclo della Carta". Il testo era stato trasmesso dal Senato il 12 ottobre 2026, dopo l'approvazione di entrambe le Camere.

Nella lettera inviata ai presidenti di Senato e Camera, Mattarella ha spiegato le ragioni della firma: "non sussistendo profili di incostituzionalità" ha provveduto alla promulgazione, "così come, pochi giorni addietro, è avvenuto per la legge che istituisce la giornata nazionale della meraviglia".

Il riferimento è a un'altra legge firmata di recente dal capo dello Stato, segno che il tema delle giornate celebrative è tornato più volte sulla sua scrivania nello stesso periodo.

Niente giorno festivo: cosa cambia per scuole e università

La Giornata nazionale del riciclo della carta, come le altre giornate istituite negli ultimi anni, è una ricorrenza celebrata durante la normale attività scolastica, con nessuna vacanza da scuola.

Lo schema è sempre lo stesso, lo ha descritto lo stesso Mattarella: "la maggior parte di esse, con formula standardizzata, prevede la promozione di iniziative ad opera di uffici ed enti pubblici, particolarmente delle scuole, e talvolta anche delle università, prevedendo che svolgano attività didattiche o divulgative sul tema della singola legge".

In concreto, per gli istituti significa organizzare attività didattiche o momenti divulgativi dedicati al tema specifico della legge, in questo caso il riciclo della carta. Talvolta il coinvolgimento si estende anche agli atenei.

Perché Mattarella vuole frenare la corsa alle giornate nazionali

Nella stessa lettera, Mattarella ha fornito i numeri che spiegano la sua preoccupazione. Nelle ultime tre Legislature sono state approvate 36 leggi che istituiscono altrettante giornate nazionali, di cui 20 nel corso dell'attuale Legislatura.

Oltre alle feste nazionali, ha precisato il presidente, il numero di queste giornate è arrivato a 51. Un aumento che, scrive Mattarella, avviene "senza che siano emersi in proposito criteri omogenei".

Da qui l'esortazione a "contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati". Il motivo riguarda direttamente la scuola: secondo il capo dello Stato, diventa "sempre più difficile, addirittura inverosimile" riuscire a rispondere a tutti i compiti che queste leggi affidano agli istituti scolastici.

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